cinema tascabile

Ieri 24 luglio un esercito di film maker più o meno improvvisati in ogni parte del mondo ha filmato uno stralcio di vita della propria giornata per partecipare al primo esempio di regia condivisa globale.
Life in a day
è la nuova trovata del regista Ridley Scott che insieme a Kevin Macdonald ha organizzato un grande concorso su You Tube: fino al 31 luglio 2010 sarà infatti possibile inviare i filmati grezzi, senza montaggio e senza colonna sonora al canale Life in a Day di You Tube. I video selezionati entreranno a far parte del prossimo film documentario di Ridley Scott che verrà presentato al Sundance Festival nel gennaio 2011. Lo scopo è quello di documentare la vita in un giorno su tutta la terra e per farlo Ridley aveva bisogno di un po’ d’aiuto…

La trovata mi pare davvero interessante, una specie di flah mob planetario, il primo caso di regia cinematografica partecipata, un film realizzato potenzialmente da centinaia migliaia di utenti. La filosofia democratica del web 2.0 incontra anche il cinema con un esperimento davvero ambizioso, ma al contempo semplicissimo, infatti per partecipare non serve essere registi, ma solo condividere uno scorcio della propria visione del mondo, un momento di quotidianeità. Starà poi ai registi far emergere dal materiale il valore delle differenti quotidianeità e non la banalità del quotidiano all’ennesima potenza. Non c’è dubbio che se il risultato rispetta le premesse, il film possa diventare un documento di notevole valore sociale, ancora una volta sfruttando le infinite potenzialità della rete!

Nella seconda fase dell’esperimento Kevin Macdonald chiede ai partecipanti di realizzare un ulteriore filmato in cui rispondono a 4 domande: di cosa hai paura, cosa ami, che cosa ti fa ridere e che cosa hai in tasca? Che cosa ci vorrà fare con queste risposte? Ecco il filmato di presentazione

Tornando sul tema Cinema e design, che ho affrontato negli ultmi post, volevo segnalarvi il poster realizzato da un amico graphic designer, Matteo, e ispirato a 1984.

Vi ricordate la Neolingua? Una lingua estremamente semplificata (riducendo i sinonimi, i significati multipli, le sfumatire linguistiche) che, come spiega Orwell nell’appendice del suo libro, doveva limitare al minimo le possibilità di pensiero e quindi di opposizione al regime. Il poster si ispira a questo tema: le lettere contenute nelle parole “nineteen eighty-four” vengono sminuzzate, sezionate, mescolate, sovrapposte… e questo è il risultato.

Se volete sapere di più del lavoro di Matteo, scoprire quali altri manifesti ha in cantiere e contattarlo per averne uno, andate a visitare il suo sito

Rimanendo sul tema della fantapolitica e di regime dittatoriale postatomico, qualche sera fa ho intercettato la parte finale del film Equilibrium, del regista Kurt Wimmer. E’ un film piuttosto recente (2002) che pone al centro il tema della “dittaura delle emozioni”, che vanno controllate o meglio totalmente negate per il benessere dell’umanità. Devo dire che mi è bastata la parte finale, per capire che il film non era di immensa originalità, ma che al contrario pesca a piene mani da 1984 e Farenheit 451 per i temi e da Matrix per le scelte artistiche ed estiche, con tanto di balletti volanti alla Neo.

Del resto Gerorge Orwell è stato incredibilmente lungimirante, intuitivo e assoluatmente geniale nella manipolazione storico-politica, che ha fatto del suo romanzo uno degli indiscussi capolavori della letteratura, nonchè uno dei miei libri preferiti. E devo dire, che anche il film Orwell 1984 (uscito non casualmente nel 1984) l’ho trovato una degna trasposizione del romanzo sia dal punto di vista dei contenuti che della rappresentazione visiva del romanzo.

Quello della rappresentazione visiva è proprio un tema a cui mi è capitato di pensare spesso nell’ultima settimana a causa di un lavoro di illustrazione che sto seguendo. La rappresentazione visiva di un concetto ci aiuta ad esprimerlo, a spiegarlo agli altri a renderlo più comprensibile e questo è proprio quel che fa del cinema un linguaggio così universale e alla portata di tutti. E’ strano e nel contempo affascinante però come a volte accada che da uno stesso concetto possano scaturire rappresentazioni visive completamente differenti a seconda di chi le genera o viceversa come una rappresentazione visiva possa stimolare in menti diverse concetti estermamente lontani. E voi con che immagine avreste sintetizzato 1984?

C’è qualcuno che si è divertito a disegnare dei poster per ognuno dei film di quel geniaccio di Tim Burton, ciascuno giocato su un elemento caratterizzante del film.

Belli davvero, complimenti, chissà se il vecchio Tim lo sa?!

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Gli altri poster della collezione

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Il piccolo Oliver oggi è pensieroso. Non ha avuto delle buone giornate. Nell’ultima settimana non lo distinguevo più dal tappetino del bagno: completamente appiattito sulle mattonelle in cerca di un po’ di frescura, mi guardava con l’occhio languido del pesce fuori dall’acqua.

Poi finalmente ieri ho portato a casa il ventilatore. Lui lo ha studiato a lungo, ha cominciato a cercare di intercettare l’aria, la seguiva e si accasciava, ma il vento si spostava e lui lo seguiva e si accasciava, lo seguiva e si accasciava, un’operazione estenuante!
Sul tardi finalmente prende sonno, ma in piena notte “mao, MAO, MAAOOOO” ha paura dei tuoni e in effetti c’è un casino là fuori tra botti, fulmini e grandine e decide di piazzarsi nel letto esattamente sopra la mia testa… l’inclinazione di caduta della grandine ci costringe a chiudere le finestre e a passare il resto della notte insonne soffocati dal caldo e dal pelo di micio.

Oggi Oliver è così

Per tirarlo sù di morale ci mettiamo a guardare insieme i film di prossima uscita. Ci colpisce una locandina, molto bella (Oliver me lo fa capire perchè inizia a leccare il monitor). E’ Howl il nuovo film di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, presentato in concorso al Festival di Berlino 2010, che parla del poema più famoso di Allen GinsberHowl” (l’urlo), manifesto della beat generation. Viene pubblicato nel 1955 da Lawrence Ferlinghetti, che 2 anni dopo finisce in tribunale insieme all’autore, perchè il libro contiene argomenti scabrosi: droga, sesso e soprattutto omosessualità.

La cosa che mi sembra particolaremente interessante del film è che le scene del racconto si alternano alla raffigurazione dei versi attraverso animazioni, come si intuisce da questo filmato di presentazione

In Italia, esce il prossimo 27 agosto. Oliver e io abbiamo deciso di andarlo a vedere.

Questa è la locandina che ci ha incuriosito… bella no?

Amici cinefili vi segnalo un interessante Festival di produzioni cinematografiche indipendenti, dedicato soprattutto a documentari e cortometraggi. Kermesse itinerante nel territorio dei Colli Euganei, tra Este, Monselice e Battaglia Terme, l’Euganea Film Festival, giunto alla IX edizione, è articolato in diverse sezioni: Cortometraggio italiano e straniero, Animazione, Documentario, Cinemambulante (dedicata ai documentari italiani che raccontano il rapporto tra il territorio e chi lo vive) e Veneto Movie Movement (dedicato a opere realizzate in Veneto o da autori veneti).

Apre Marco Paolini con lo spettacolo teatrale Bisogna (La pellagra via sms) il 9 luglio a Este. Ecco il programma completo della manifestazione. In particolare per chi ama il cinema d’animazione segnalo l’appuntamento di Sabato prossimo, durante i giorno ci sono dei seminari sul cinema d’animazione, mentre la sera la proiezione di corti.

Sabato 10 Luglio, ESTE – Teatro dei Filodrammatici e Giardini del Castello

Giornata dedicata all’ animazione in collaborazione con Scuola Internazionale di Comics, Accademia delle arti figurative e digitali

ore 11.30 – Tavola rotonda sul cinema di animazione in Veneto e in Italia
ore 16.00 – Workshop di animazione digitale
ore 21.30 – Animation Night, proiezione film di animazione in concorso

Se ci andate fate un fischio!

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