
Esteticamente perfetto, Parnassus ti riempie gli occhi di immagini al punto che sembra sempre di perdersi qualche dettaglio. La dimensione onirica è straordinaria; l’accozzaglia stessa di situazioni, di trasformazioni, ripercorrono le caratteristiche del sogno e forse è per questo che la trama perde di forza. Come quando ci svegliamo da un sogno, abbiamo gli occhi pieni di immagini, sensazioni, suggestioni e ripensando ai fatti diventano indistinti, evanescenti. Così mi è sembrato Parnassus: il messaggio del film non mi è chiarissimo e sembra quasi incompiuto, forse anche a causa dell’improvvisa morte durante le riprese dell’attore Heat Ledger, sostituito nella seconda parte del film da Johnny Deep, Jud Law e Colin Farrell, un unico personaggio, che oltre lo specchio magico, cambia volto.
Un maligno e beffardo Tom Waits, sempre con la sigaretta in bocca, nella parte del Faust che baratta anime in cambio dell’immortalità, è forse il miglior attore del film. Gli altri personaggi rimangono poco sfaccettati o forse solo indefiniti. Bella la trovata delle scale che rincorrono i desideri verso il cielo, ma nel complesso sono rimasta un po’ delusa, Terry Gilliam poteva fare di meglio…
Da vedere al cinema per immergersi nella fantasmagoria, ideale anche per le giornate natalizie
Un assaggio…
