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	<title>Cinema Tascabile</title>
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	<description>film a portata di divano</description>
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		<title>Rubrica Serie Tv: Chiamami Fitz!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[telefilm]]></category>

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		<description><![CDATA[di Lorenzo Scaldaferro Titolo Originale: Call Me Fitz Produzione: Canada 2010 &#8211; In Corso Serialità: 26 Episodi da 30 minuti in 2 Stagioni Regia: Registi Vari Attualmente in onda: No Distribuzione DVD: I e II Serie EN Interpreti principali: Jason Priestley (Richard Fitzpatrick), Ernie Grunwald (Larry), Peter MacNeill (Ken Fitzpatrick), Kathleen Munroe (Ali Dalton), Tracy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>di Lorenzo Scaldaferro</h4>
<p><strong>Titolo Originale</strong>: Call Me Fitz<br />
<strong>Produzione</strong>: Canada 2010 &#8211; In Corso<br />
<strong>Serialità</strong>: 26 Episodi da 30 minuti in 2 Stagioni<br />
<strong>Regia</strong>: Registi Vari<br />
<strong>Attualmente in onda</strong>: No<br />
<strong>Distribuzione DVD</strong>: I e II Serie EN<br />
<strong>Interpreti principali</strong>: Jason Priestley (Richard Fitzpatrick), Ernie Grunwald (Larry), Peter MacNeill (Ken Fitzpatrick), Kathleen Munroe (Ali Dalton), Tracy Dawson (Meghan Fitzpatrick), Donavan Stinson (Josh), Brooke Nevin (Sonja Lester).</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/call_me_fitz-media.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2134" title="Call Me Fitz" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/call_me_fitz-media.jpg" alt="Call Me Fitz" width="500" height="313" /></a></p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/call_me_fitz-media.jpg"></a>Molti di voi conosceranno la nota serie americana <em>Californication</em>, in cui il Bravo <em>David Duchovny</em> interpreta <em>Hank Moody</em>, uno scrittore che vive di trasgressioni. Il nome, Hank appunto, la professione, e lo stile di vita sembrano evocare <em>Chinasky</em>, il protagonista autobiografico di molti scritti di <em>Charles Bukowsky</em>, ma Moody guida una Porsche, con un faro rotto ma sempre una Porsche, mentre Chinasky pulisce con una patata il vetro del suo catorcio perché senza tergicristalli, Moody vive in case o alberghi di lusso, scrive biografie di rock star e le donne con cui va a letto sono sempre bellissime e disponibili a priori, Chinaski fa il postino, vomita sangue e senza ombra di dubbio le donne con cui va sono raramente bellissime.</p>
<p>Una serie tv che invece mi ricorda in qualche modo l&#8217;autore di &#8220;Pulp&#8221; è &#8220;<strong>Call Me Fitz</strong>&#8220;, coraggiosa produzione canadese che ha già avuto degni riconoscimenti e recensioni positive.</p>
<p><span id="more-2130"></span>Il punto di forza per promuovere la serie è senza ombra di dubbio la presenza di Jason Priestley, noto al grande pubblico come <em>Brandon Walsh</em>, uno dei protagonisti di <em>Beverly Hills 90210</em>, ma mentre gli altri attori della serie sono comparsi solo come streghe, disperati fratelli di Krusty il Clown o patetici attori nello spin off di Beverly Hills, Priestley risulta la scelta perfetta per il soggetto made in Canada, riconoscimento conferitogli anche dal Roma Fiction Festival.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/call_me_fitz-media02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2135" title="Chiamami Fitz" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/call_me_fitz-media02.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/call_me_fitz-media02.jpg"></a>Call Me Fitz è la storia di <em>Richard Fitzpatric</em>, venditore d&#8217;auto usate senza scrupoli che vive decisamente al limite, assumendo alcol e droghe a qualsiasi ora del giorno e facendo sesso con donne di ogni tipo: dalla ragazza con ritardo mentale alla grassona, ingannando chiunque pur di ottenere quello che vuole.</p>
<p>Elemento fondamentale della sceneggiatura è <em>Larry</em>, materializzatosi da un coniglio bianco e che sostiene essere la coscienza di Fitz. Larry è uno sfigato saggio che cercherà in tutti i modi di redimere Fitz, molto spesso non ci riuscirà, anzi verrà convinto ad aiutare Fitz nel portare a termine i suoi piani perversi.</p>
<p>Call Me Fitz è una serie comedy decisamente grottesca con prostitute che vedono il futuro solo durante l&#8217;orgasmo, girl scout poco inclini alle buone azioni, meccanici che fumano marijuana da un fucile, preti sadomaso.</p>
<p>Le due stagioni sono state trasmesse da Sky sia via satellite che in chiaro su Cielo, attendiamo il prossimo anno per la terza serie!</p>
<h4>Il trailer</h4>
<p>Il trailer è un estratto dall&#8217;episodio 7 della prima stagione, in cui Fitz cerca di sposare la donna che ha mandato in coma con un incidente d&#8217;auto per evitare la prigione. Subito dopo l&#8217;intro la sigla di &#8220;Call Me Fitz&#8221;.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/JHB2ihz3pj4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Jazz, Cuba e anni&#8217;50: Chico y Rita, film d&#8217;animazione con la tecnica del Rotoscope</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 17:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[animazione]]></category>
		<category><![CDATA[musicale]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Mosaico d&#8217;Europa film Festival, Chico y Rita, film di animazione di Fernando Trueba dai ritmi jazz e latini. Di recente sono stata a trovare la mia amica Elisa a Ravenna, che conoscendo la mia passione per il cinema mi ha organizzato una seratina al Mosaico d&#8217;Europa Film Fest, che si tiene appunto a Ravenna ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Al Mosaico d&#8217;Europa film Festival, Chico y Rita, film di animazione di Fernando Trueba dai ritmi jazz e latini.</h4>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/chico-rita-media.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2123" title="Chico y Rita" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/chico-rita-media.jpg" alt="Chico y Rita" width="500" height="324" /></a></p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/chico-rita-media.jpg"></a>Di recente sono stata a trovare la mia amica Elisa a Ravenna, che conoscendo la mia passione per il cinema mi ha organizzato una seratina al <strong><a title="Mosaico d'Europa Film Festival di Ravenna" href="http://www.mosaicofilmfest.it/"><span style="color: #993366;">Mosaico d&#8217;Europa Film Fest</span></a>,</strong> che si tiene appunto a <strong>Ravenna</strong> ed è giunto alla sesta edizione. E dove si poteva svolgere un Mosaico film festival se non nella città del mosaico? E così per coronare la scorpacciata di mosaici che mi sono curata nel week end, siamo andate alla serata inaugurale del festival. La location non è particolarmente affascinante, ma di recente restituita ai ravennati nella sua funzione cinematografica.</p>
<p>Il focus del festival è stato incentrato sull&#8217;<strong>animazione</strong>; ospite d&#8217;onore era infatti <a title="Phil Mulloy sito web" href="http://www.philmulloy.com/">Phil Mulloy</a>, regista e disegnatore di film di animazione inglese. All&#8217;inaugurazione c&#8217;era un discreto pubblico e un discreto buffet, dove ho potuto assaggiare i <em>ciccioli romagnoli</em>, sostanzialmente un concentrato di grasso di maiale, che si mangia come chips da aperitivo. Diciamo un&#8217;esperienza da provare&#8230;</p>
<p>Il film d&#8217;apertura che abbiamo visto è <strong><span style="color: #993366;">Chico y Rita</span></strong>, fiaba d&#8217;animazione cubana di <span style="color: #993366;"><em><strong>Fernando Trueba</strong></em></span> realizzata nel 2010, ambientata negli anni &#8217;50 e destinata però ad un pubblico adulto. Chico y Rita racconta la storia d&#8217;amore tra un&#8217;aspirante cantante e un pianista dei sobborghi di Cuba, una storia d&#8217;amore e di passione tormentata, in cui ci si perde e ci si ritrova, una storia lunga una vita che nasce a <em><strong>L&#8217;Avana</strong></em> e si insegue fino a <em><strong>New York</strong></em> e infine a <strong><em>Las Vegas</em></strong>. Il viaggio è accompagnato dalla splendida e <strong>sensuale colonna sonora dal ritmo jazz e latino di autori come <em>Dizzy Gillespie, Cole Porter, Thelonious Monk, Bebo Valdés</em></strong>.<span id="more-2105"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2124" title="Chico &amp; Rita" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/05/chico-rita-media02.jpg" alt="Chico &amp; Rita" width="500" height="281" /></p>
<p>Ma Chico y Rita è anche <span style="color: #993366;">la favola </span><span style="color: #993366;">del sogno americano</span>, del desiderio di rivalsa e di realizzazione di due giovani e ambiziosi artisti, la voglia di affermare i propri diritti in un paese razzista come gli Statu Uniti degli anni &#8217;50, quando la popolazione nera non poteva frequentare i luoghi, i locali e utilizzare i mezzi pubblici destinati ai bianchi.</p>
<p>Il film è realizzato con la <a title="Wikipedia, la tecnica del Rotoscope" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rotoscope"><span style="color: #993366;">tecnica del Rotoscope</span></a>, una tecnica particolare che si distingue dall&#8217;animazione tradizionale perché ha un legame fotografico, reale e fisico con la realtà: lo scopo è quello di rendere realistiche le figure umane e i loro movimenti, attraverso il ricalco delle scene, che sono state precedentemente filmate. In <em>Chico y Rita</em> questa tecnica è funzionale e davvero ben utilizzata per rendere tutta <span style="color: #993366;">la sensualità del ballo latino e la vivacità della metropoli</span>. Inoltre i due protagonisti sono persone vere, con storie di vita vissuta, rese simboliche attraverso l&#8217;animazione. L&#8217;illustrazione degli sfondi metropolitani in cui si svolge la vicenda è estremamente sintetica e molto meno realistica; i colori accesi e caldi sono perfetti.</p>
<p>Il fatto di averlo visto in lingua originale mi dice che probabilmente non è uscito nelle sale italiane ed girato solo per qualche festival. Un film da cercare e da godersi, ideale per l&#8217;estate.</p>
<p>Date un&#8217;occhiata al trailer</p>
<h4>Chico &amp; Rita &#8211; Official Trailer [HD]</h4>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/ZTWxB9hRjwI?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Mud Lounges: il corto di un giovane regista per ricordare il 25 aprile</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 18:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[storico]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il 25 aprile vorrei segnalare un corto di Fabio Cento, un giovane regista (25 anni) di Aosta Fabio ha di recente realizzato e autoprodotto &#8220;Mud Lounges&#8221; (Salotti di fango), corto di circa 15 minuti, tratto da una storia vera con gli attori Pierre Lucat e Anthony Circiello (attore torinese emergente). La sceneggiatura è scritta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il 25 aprile vorrei segnalare un corto di <strong>Fabio Cento</strong>, un giovane regista (25 anni) di Aosta<br />
Fabio ha di recente realizzato e autoprodotto <em><strong>&#8220;Mud Lounges&#8221; (Salotti di fango)</strong></em>, corto di circa 15 minuti, tratto da una storia vera con gli attori <em><strong>Pierre Luca</strong></em>t e <strong><em>Anthony Circiello </em></strong>(attore torinese emergente). La sceneggiatura è scritta a quattro mani con l&#8217;artista valdaostano <em><strong>Manuel Riccardi</strong></em>.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/MUD-Lounges_media.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2099" title="MUD Lounges (salotti di fango)" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/MUD-Lounges_media.jpg" alt="MUD Lounges (salotti di fango)" width="500" height="331" /></a></p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/MUD-Lounges_media.jpg"></a>Il film, ancora sconosciuto, è stato presentato in alcuni festival italiani e speriamo di sentirne presto notizia. Fabio ha scritto anche alla nostra redazione per presentarci il suo film e sono ben lieta di pubblicarlo.</p>
<p>Ho scelto il 25 aprile, perché il corto è ambientato durante la seconda guerra mondiale, ma soprattutto perché è un ricordo.<br />
La scelta di un soggetto del genere per un regista giovane ed esordiente (mi perdonerà Fabio) è coraggiosa e inaspettata. Nonostante non ci sia leggerezza, si coglie un punto di vista giovane: è come se fosse il racconto di un nipote. Almeno io, che ho sentito tanti racconti di mio nonno, lo vivo così. Il ricordo di chi è tornato e ha raccontato non tanto la guerra, quanto i pensieri e le speranze di giovani. La solidarietà di una generazione che si è fatta portavoce dei pensieri e dei sogni di quanti non li hanno mai potuti realizzare.</p>
<p>Trovo la recitazione un po&#8217; teatrale e a tratti pesante, ma la storia è bella e l&#8217;idea ancora di più<br />
Il video dura 15 minuti, ma vale la pena arrivare in fondo</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/eRuexw1ehj0?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Leggi tutti dettagli del film</p>
<p><strong><span id="more-2093"></span>SOGGETTO</strong></p>
<p><strong>MUD LOUNGES &#8211; Salotti di fango</strong></p>
<p><strong>di Fabio Cento</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/MUD-Lounges_locandina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2100" title="MUD-Lounges_locandina" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/MUD-Lounges_locandina.jpg" alt="Locandina di Mud Lounges" width="500" height="744" /></a></strong></p>
<p>Ispirato a una storia realmente accaduta nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, <em>Mud Lounges </em>è un viaggio introspettivo nei pensieri e nelle emozioni di un giovane soldato artista. Tramite i suoi occhi, egli descrive una guerra con una veste differente, combattendo più che con il nemico, con sé stesso e con le sue paure.</p>
<p>Il protagonista, Pasquale, durante un momento di tregua in trincea, si trova a riflettere su quanto sta vivendo: la sua vita è appesa a un filo. E se questo filo dovesse spezzarsi, che cosa ne sarebbe di tutti i sogni e delle speranze che egli ha riposto nell&#8217;avvenire?</p>
<p>Proprio qui, egli incontra un compagno, Salvatore, un uomo sicuro e fiducioso, i cui valori di libertà e famiglia lo aiutano a fronteggiare le avversità. Questi ricorda con nostalgia la figlia Sofia, che spera presto riabbracciare. L&#8217;unico espediente per vincere la guerra è combattere, con il corpo e con lo spirito, forgiando il proprio carattere e sfruttando le proprie paure per rafforzarsi.</p>
<p>Confrontando le proprie aspettative, i due soldati riescono a slegarsi dalla guerra che li circonda e vivono piccoli istanti di serenità, catapultandosi in una sorta di “salotto di fango”, grottesca situazione, che ricorda il confrontarsi di artisti e letterati, nei veri salotti del &#8217;900. Proprio qui il giovane soldato, parlando con il compagno, dopo tutta la sofferenza vissuta, ha un’illuminazione: vuole realizzare un&#8217;opera rappresentante delle ali, ali a cui non saprebbe attribuire un colore.</p>
<p>Una situazione, tuttavia, presto infranta: un ordigno nemico esplode, distruggendo la trincea e lacerando le carni dei soldati presenti.</p>
<p>Pasquale si risveglia in un ambulatorio, dove una crocerossina si occupa di curare le ferite che egli ha riportato durante l’impatto. Il destino per Salvatore, invece, non è stato affatto misericordioso.</p>
<p>La guerra termina, passano anni, decenni, e ritroviamo Pasquale, ormai nonno, nel suo studio, immerso nei ricordi; ricordi di una guerra, ricordi dei compagni, ricordi di un caro amico: Salvatore.</p>
<p>Pasquale si è creato una famiglia, proprio come tanto bramava Salvatore, e nonostante le avversità che ha dovuto affrontare, egli ha conservato il suo estro creativo e il suo spirito sognatore, riuscendo a sconfiggere le proprie paure e riuscendo a dare un colore alle “ali” della sua opera, temprato dalla sofferenza in quella guerra combattuta con un’unica arma: l’arte.</p>
<p><strong>“<em>Una storia ricca di creatività, dove il segreto risiede nel forgiare ali interiori, ali che nessuno potrà mai sradicare”</em></strong><em>.</em></p>
<p>Da un’idea del regista Fabio Cento e Roberta Mangiapane, la sceneggiatura è stata scritta da Cento in compagnia del celebre artista valdostano Manuel Riccardi. Un cortometraggio interamente prodotto e diretto da Fabio Cento, vede come attori principali Pierre Lucat, nel ruolo di Salvatore, e Anthony Circiello in quello di Pasquale. Le riprese si sono svolte tra il novembre 2011 e il gennaio 2012 su territorio valdostano.</p>
<p><a title="il sito del film Mud Lounges" href="http://www.mudlounges-themovie.com/">Per saperne di più visitate il sito del film</a></p>
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		<title>To rome with love: the worst Woody Allen ever.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 07:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Axia</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[woody allen]]></category>

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		<description><![CDATA[di Axia &#8220;To Rome with love&#8221; Film di una bruttezza imbarazzante: banale, superficiale e stereotipato nell&#8217;immagine che offre di Roma e dei suoi abitanti. Grossolani errori nella costruzione dei personaggi, che risultano macchiette prive di profondità; scontata la trama e la scelta delle locations. Un cast di prim&#8217; ordine, una città colossale, un regista (fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>di Axia</h4>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/to_rome_with_love.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2083" title="To Rome with Love Locandina" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/to_rome_with_love-246x300.jpg" alt="To Rome with Love Locandina" width="246" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/to_rome_with_love.jpg"></a>&#8220;To Rome with love&#8221;<br />
Film di una bruttezza imbarazzante: banale, superficiale e stereotipato nell&#8217;immagine che offre di Roma e dei suoi abitanti. Grossolani errori nella costruzione dei personaggi, che risultano macchiette prive di profondità; scontata la trama e la scelta delle locations.<br />
Un cast di prim&#8217; ordine, una città colossale, un regista (fino ad oggi) geniale… eppure il risultato è  un EPIC FAIL!<br />
Sbigottisce che un maestro del cinema come <strong>Woody Allen</strong> abbia potuto limitarsi ad una interpretazione così prevedibile, anacronistica e frivola di una città complessa come Roma.<br />
Paragonabile solo ad un film dei fratelli Vanzina, la pellicola suscita un&#8217;unica emozione: il desiderio di abbandonare la sala.<br />
Si parla sempre degli effetti nefasti della menopausa, ma dopo aver visto &#8220;To Rome with love&#8221; scoprirete che anche l&#8217;Andropausa non scherza!<br />
Allen: è giunta l&#8217;ora di andare in pensione!</p>
<h4>Altri film di Woody Allen</h4>
<p><em><a title="Midnight in Paris" href="http://www.cinematascabile.com/commedia/midnight-in-paris-la-bella-fiaba-di-woody-allen/">Midnight in Paris</a></em></p>
<p><em><a title="Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni" href="http://www.cinematascabile.com/commedia/you-will-meet-a-tall-dark-stranger/"> Incontrerai l&#8217;uomo dei tuoi sogni</a></em></p>
<p><em><a title="Vicky Cristina Barcelona" href="http://www.cinematascabile.com/commedia/festa-della-donna-con-woody-allen/"> Vicky Cristina Barcelona </a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rubrica Serie TV: Modern Family</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 21:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[telefilm]]></category>

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		<description><![CDATA[di Lorenzo Scaldaferro Titolo Originale: Modern Family Produzione: USA 2009 &#8211; In Corso Serialità: 72 Episodi da 22 minuti in 3 Serie Regia: Registi Vari Attualmente in onda: Sì Distribuzione DVD: I e II Serie ITA Interpreti principali: Ed O&#8217;Neill (Jay Pritchett), Sofía Vergara (Gloria Delgado-Pritchett), Julie Bowen (Claire Dunphy), Ty Burrell (Phil Dunphy), Jesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>di Lorenzo Scaldaferro</h4>
<p><strong>Titolo Originale</strong>: Modern Family<br />
<strong>Produzione</strong>: USA 2009 &#8211; In Corso<br />
<strong>Serialità</strong>: 72 Episodi da 22 minuti in 3 Serie<br />
<strong>Regia</strong>: Registi Vari<br />
<strong>Attualmente in onda</strong>: Sì<br />
<strong>Distribuzione DVD:</strong> I e II Serie ITA<br />
<strong>Interpreti principali</strong>: Ed O&#8217;Neill (Jay Pritchett), Sofía Vergara (Gloria Delgado-Pritchett), Julie Bowen (Claire Dunphy), Ty Burrell (Phil Dunphy), Jesse Tyler Ferguson (Mitchell Pritchett), Eric Stonestreet (Cameron Tucker), Rico Rodriguez (Manny Delgado), Nolan Gould (Luke Dunphy), Sarah Hyland (Haley Dunphy), Ariel Winter (Alex Dunphy).</p>
<p>È iniziata questa settimana in Italia la terza stagione di una delle serie televisive rivelazione degli ultimi anni: <em>Modern Family</em> è una produzione statunitente che ha fatto <strong>incetta di premi e raggiunto ascolti che superano i 14 milioni a puntata solo negli U.S.A.</strong>, grazie all’azzeccatissima ricetta di personaggi e ad una regia molto piacevole in cui i protagonisti vengono ripresi come se fossero in un documentario, tra interviste in salotto e camere a spalla che li seguono nella loro quotidianità.<br />
Guardando Modern Family entriamo in tutto e per tutto dentro a una moderna famiglia americana, la gerarchia è ben definita e mantiene un ordine che viene prontamente sradicato dalla spontaneità dei protagonisti.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/modern-family-500.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2037" title="Modern Family" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/modern-family-500.jpg" alt="Modern Family, il cast" width="500" height="375" /></a></p>
<p><span id="more-2033"></span>Il “capo famiglia” è Jay, sposato con la chiassosa, procace e molto più giovane di lui Gloria, una colombiana reduce da un precedente matrimonio che ha dato alla luce uno dei miei personaggi preferiti: Manny, ragazzino di 10 anni che vive come se ne avesse 50 in un mondo assolutamente stravagante ed elegante (la sua bevanda preferita è il caffè), cercando a volte di ricordarsi che in realtà è ancora un bambino. Jay ha due figli adulti dal precedente matrimonio, Claire sposata con il divertente e spontaneo Phil, un modello abbastanza classico dell’uomo americano, lo potremmo definire un “figo sfigato”, che si veste come un teenager per accompagnare la figlia al college, ringrazia Dio e Steve Jobs perché nel giorno del suo compleanno esce il nuovo iPad, ma che sa riunire la famiglia esultante sotto una corda appesa tra due alberi davanti a casa, per attraversarla in equilibrio. Claire e Phil hanno tre figli, personaggi anche questi già caratterialmente visti: Haley, la figlia molto carina e poco incline allo studio; Alex, la sorella più piccola meno attraente e secchiona, e Luke il terzo figlio stupidamente geniale. L’altro figlio di Jay è Mitchell, un gay sposato con Cameron, i due hanno una figlia vietnamita, Lily, ovviamente adottata. Mitchell fa l’avvocato mentre Cameron rimane a casa con la figlia, il primo è molto composto e porta ordine materiale e mentale in famiglia, il secondo ha atteggiamenti più esuberanti e quasi in ogni puntata si scopre qualcosa di particolare che sa fare (grazie anche al fatto di essere cresciuto in una fattoria), dal clown che lui adora impersonare e Mitchell odia fintantoché non lo vede in azione, al suonare la batteria, a guidare un camion.</p>
<p>La serie ruota attorno a questa grande famiglia allargata in cui si alternano e intersecano le scene dei tre nuclei, quello di Jay e i due dei figli.<br />
Uno dei punti di forza della serie credo sia lo spontaneo amore che aleggia, nonostante l’epilogo sia ovviamente positivo, i protagonisti litigano in continuazione su argomenti che potremmo definire quotidiani, sembrano quasi non sopportarsi gli uni gli altri, ma alla fine gli stessi motivi che li fanno arrabbiare sono quelli che mantengono vivo il loro rapporto. Tutto è condito con una dose di umorismo senza dubbio esilarante. Se dovessi però paradossalmente fare una critica tenderei a puntare il dito sulle effusioni, l’intimità nelle coppie, non solo quella omosessuale, ma anche le altre due, sembra molto distaccata, poco spontanea, credo una ragionata scelta narrativa, ma che tende a rendere meno credibile la “famiglia moderna”.</p>
<p>Dopo pessime serie comedy che si basano su battute mediocri come “La vita secondo Jim” o “Tutto in Famiglia” e che considero decisamente banali, ed essermi dispiaciuto nel vedere che altre più brillanti come “The War at Home” e “Better Off Ted” non sono andate oltre la seconda stagione, credo per la loro audacia (una puntata di “The War at Home” ad esempio è stata integralmente censurata in Italia), finalmente è apparsa una serie che pur mantenendo, mio malgrado purtroppo, un certo contegno, riesce ad essere divertente e mai noiosa. Modern Family piace quasi a tutti, un po’ come Neri Marcorè e i Subsonica.<br />
La serie è attualmente trasmessa dalla Fox e in chiaro in “ritardo” da Cielo, altrimenti potete acquistare i dvd, una stagione completa costa attorno ai 20 €, ne vale veramente la pena per qualche ora di intelligente buon umore.</p>
<p>Il video è estratto dalla puntata 20 della seconda serie “Una Scelta Difficile”.</p>
<p>Guarda il video<br />
<a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/04/Modern.Family.S2E20.mov">Modern Family, &#8220;Una scelta difficile&#8221;</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/Cinematascabile">Visita il canale You Tube di Cinema Tascabile</a></p>
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		<title>Finalmente, The Artist</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 17:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[storico]]></category>
		<category><![CDATA[bianco e nero]]></category>
		<category><![CDATA[muto]]></category>

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		<description><![CDATA[Omaggio al cinema cinema muto all&#8217;epoca del 3D Circa un mese fa, prima ancora della notte degli Oscar, sono stata a vedere The Artist. Appena uscita dalla sala, colma di entusiasmo, non vedevo l&#8217;ora di recensirlo. Poi non ho mai trovato il tempo per farlo e di solito non mi piace parlarne quando è passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Omaggio al cinema cinema muto all&#8217;epoca del 3D</h4>
<p>Circa un mese fa, prima ancora della notte degli Oscar, sono stata a vedere <em><strong>The Artist</strong></em>. Appena uscita dalla sala, colma di entusiasmo, non vedevo l&#8217;ora di recensirlo. Poi non ho mai trovato il tempo per farlo e di solito non mi piace parlarne quando è passato troppo tempo, perchè il bello del film in sala sta proprio nel coinvolgimento e nelle emozioni trasmesse in quegli istanti fino all&#8217;uscita dalla sala, con ancora le sequenze che ti scorrono nella mente. Però per The Artist farò un&#8217;eccezione, perchè la merita.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/03/TheArtist-medium02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2025" title="TheArtist-Bérénice Bejo" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/03/TheArtist-medium02.jpg" alt="Bérénice Bejo in The Artist" width="500" height="344" /></a></p>
<p><span id="more-2015"></span>Veniamo subito al dunque. Perchè l&#8217;Oscar a The Artist secondo me è ben meritato?</p>
<p>Per l&#8217;originalità e il coraggio di realizzare <strong>un film muto all&#8217;epoca del 3D</strong>, dimostrando che non è mai l&#8217;effetto speciale a determinare il successo di un film, ma la <strong>capacità di emozionare il pubblico raccontando storie</strong>.</p>
<p>Per la capacità di riscostruire perfettamente gli <strong>anni &#8217;20</strong>, rendendoli veri e credibili e lasciandoci la nostalgia e il desiderio di poter vivere all&#8217;epoca del cinema muto.</p>
<p>Guardate la chicca della pubblicità della Coca Cola anni &#8217;20 che ci regala il regista in questa scena</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/03/TheArtist-medium04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2027" title="The Artist" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/03/TheArtist-medium04.jpg" alt="The Artist" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Perchè dimostra il valore della sceneggiatura e della regia, che possono rendere ritmato e pieno d&#8217;azione un film senza parole.<br />
Per la bravura degli attori: primo su tutti <strong><em>Jean Dujardin</em></strong> (<em>George Valentin</em>) a parimerito con il cane, troppo umano, non vi ricorda il cagolino di Umberto D?</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/03/TheArtist-medium.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2026" title="The Artist the dog" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/03/TheArtist-medium.jpg" alt="il cane di The artist con Bérénice Bejo" width="500" height="300" /></a><br />
Per la genialità di alcune sequenze. Una su tutte quella dell&#8217;incubo di George Valentin che preannuncia la sua caduta con l&#8217;avvento del sonoro. Oliver, il mio micio, va fuori di testa ogni volta che il cane inizia ad abbaiare&#8230;</p>
<p><iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/cefDB0WR25Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per la cura estetica di ogni dettaglio e l&#8217;elogio dell&#8217;essenzialità.<br />
Per la scelta di una storia che commuove e il coraggio di non sfruttare una storia d&#8217;more fin troppo facile, ma piuttosto una storia di riconoscenza e solidarietà.</p>
<p>Nel film c&#8217;è anche un cammeo di <em><strong>Malcom McDowell:</strong></em> il protagonista di Arancia Meccanica, 40 anni dopo, difficilmente riconoscibile scettico verso l&#8217;entusiasmo di Peppi Miller (Bérénice Bejo) che sta per affrontare il provino, che la porterà ad una rapida ascesa.</p>
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		<title>Rubrica Serie Tv: Un medico tra gli orsi &#8211; Northern Exposure</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 22:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[telefilm]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da tanto tempo che volevo riservare uno spazio alle serie televisive, che, da sempre e sempre di più, godono &#8211; soprattutto negli USA &#8211; di una dignità pari a quella cinematografica. Il piccolo schermo non si priva di niente dal punto di vista della regia, della fotografia, degli autori e degli interpreti. Dai tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da tanto tempo che volevo riservare uno spazio alle <strong>serie televisive</strong>, che, da sempre e sempre di più, godono &#8211; soprattutto negli USA &#8211; di una dignità pari a quella cinematografica. Il piccolo schermo non si priva di niente dal punto di vista della regia, della fotografia, degli autori e degli interpreti. Dai tempi di <em>Twin Peaks</em> ho tentato diverse volte di affezionarmi e seguire una serie, ma non ci sono mai riuscita fino in fondo. Non è mai detta l&#8217;ultima parola, ma nel frattempo ho ingaggiato un redattore con un&#8217;autentica passione per i telefilm (come si diceva negli anni &#8217;80). Nella speranza che la new entry sia novità gradita, vi lascio alla prima recensione.</p>
<h3>Un medico tra gli orsi &#8211; <em>Northern Exposure</em></h3>
<h4>di Lorenzo Scaldaferro</h4>
<p><strong>Titolo Originale</strong>: Northern Exposure<br />
<strong>Produzione</strong>: USA 1990 &#8211; 1995<br />
<strong>Serialità</strong>: 110 Episodi da 60 minuti in 6 Serie<br />
<strong>Regia</strong>: Registi Vari<br />
<strong>Attualmente in onda</strong>: No<br />
<strong>Distribuzione DVD:</strong> I Serie ITA, Serie Complete (USA, UK)<br />
<strong>Interpreti principali</strong>: Rob Morrow (Dr. Joel Fleischman), Barry  Corbin (Maurice Minnifield), Janine Turner (Maggie O’Connel), John  Cullum (Holling Vincoeur), Darren E. Burrows (Ed Chigliak), John Corbett  (Chris Stevens), Cynthia Geary (Shelly Marie Tambo), Elaine Miles  (Marilyn Whirlwind), Peg Phillips (Ruth-Anne Miller).</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/northern-exposure-16-dvd-box-set.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1996" title="northern-exposure-16-dvd-box-set" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/northern-exposure-16-dvd-box-set.jpg" alt="Un medico tra gli orsi" width="500" height="667" /></a></p>
<p>Quando ero all’università fui letteralmente rapito da quella che ancora oggi reputo una delle più belle serie televisive prodotte. Purtroppo in Italia la rititolarono in modo tale da togliere a chiunque abbia un po’ di senso critico la curiosità di guardala, <em>Northern Exposure</em> venne infatti ingiustamente distribuita qui da noi col titolo di “Un medico tra gli orsi”.<span id="more-1982"></span><br />
Inizialmente trasmessa su Rai 2, è la storia di<strong> Joel Fleischman</strong> (<em>Rob Morrow</em>), medico ebreo di New York, costretto contro la sua volontà a praticare il tirocinio a <em>Cecily,</em> una piccola comunità dell’Alaska. Joel sognava di trascorrere il periodo obbligatorio in qualche importante ospedale della Grande Mela, mentre il suo destino fu quello di seguire una comunità di qualche centinaio di abitanti: statunitensi e canadesi trasferitesi lì per i più disparati motivi, come il personaggio più in vista del paese: Maurice Minnifield (<em>Barry Corbin</em>), ex astronauta che fa le veci dell’arrivista repubblicano, omofobico e pronto a tutto pur di trarre guadagno dalle immacolate terre dell’Alaska, ma che in realtà sa essere molto più umano e rispettoso di quel che appare (lui stesso distruggerà dopo averla mostrata ed esaltata la statua di cera a sua immagine donatagli da Madame Trussaud o ammetterà le sue colpe dopo aver colpito e licenziato Chris per aver osato dire che Walt Withman era omosessuale); o come lo spazzacamino che Joel (appassionato golfista) scoprirà essere un famosissimo campione del green, rifugiatosi lì per far perdere le proprie tracce dopo aver perso un importante torneo. Questi “immigrati” convivono con la comunità indigena che trasmette a tutti un senso mistico della vita e un’interazione quasi magica con la natura.</p>
<p>Il telefilm vive di storie sospese tra realtà e fantasia in cui il filo conduttore è il percorso di Joel, la sua trasformazione; ogni puntata lascia lo spettatore arricchito delle emozioni più disparate. In un episodio la droghiera del paese legge la divina commedia (se guardate la puntata in lingua originale sentirete Dante recitato alla perfezione ma con un’ovvia cadenza nordamericana), in un’altra tradizione vuole che nel freddo e innevato nord i maschi corrano nudi per il paese applauditi dalle femmine. Nel giorno del ringraziamento gli indiani tirano pomodori maturi addosso ai bianchi (che accettano sereni) per ricordare il sangue versato. Ruolo fondamentale gioca la natura, la sua influenza e relazione con l’uomo, estremizzata dalla longitudine con giornate senza tramonto o completamente buie, aurore boreali e ghiacci che si rompono annunciando la primavera e ravvivando gli istinti sessuali di tutti.</p>
<p>Uno degli episodi più belli è quello in cui viene trovata una persona morta della quale non si conosce l’identità (ovviamente non è un cittadino di Cicely visto che si conoscono tutti e la chiave che apre le porte è uguale in tutte le case), devono quindi conservare il cadavere fino all’arrivo delle autorità, ma non avendo una cella frigorifera adatta, e non potendo sistemarlo in una alimentare, perché il cibo dentro conservato serve per affrontare l’inverno, decidono tutti assieme di posizionarlo all’esterno sicuri che la temperatura quasi polare lo manterrà integro. Per far si però che i lupi o altri animali non lo divorino si organizzano per vegliare a turno su di lui, ogni cittadino della comunità vive alcune ore con lui e in quel tempo tutti imparano a conoscerlo, vedono che le sue mani callose hanno lavorato duramente e un po’ alla volta entrano nella sua vita e si affezionano a quest’uomo fino a considerarlo parte della comunità e a bruciare la sua salma con una toccante cerimonia di commiato.</p>
<p>Tra i protagonisti spiccano sicuramente Marilyn (<em>Elaine Miles</em>), un’indigena che assiste il dottor Fleischman, con un aspetto esteriore e un carattere che assieme definiscono un personaggio del quale è impossibile non innamorarsi. Marilyn parla pochissimo, ma quando lo fa mischia tradizione e umorismo con una pacatezza disarmante. E Chris del Mattino (<em>John Corbett</em>),  il dj che alterna letture di filosofia a informazioni di servizio. In una puntata Chris viene scoperto da Ed (<em>Darren E. Burrows</em>) essere il ladro che ogni anno porta via nel periodo natalizio un oggetto (questo era l’anno delle autoradio) agli altri abitanti (a Cecily non esiste praticamente né polizia né criminalità) e quando Ed gli chiede il perché di tale azione, Chris risponde “che ogni tanto bisogna fare qualcosa di male per sentirsi vivi”.</p>
<p>Northern Exposure è una fiaba stupenda che si cala in una realtà quasi utopica, ma che fornisce degli spunti interessanti sulla vita. La serie è stata concepita da Joshua Brand e John Falsey, influenzati nelle loro sceneggiature da <em>Carlos Castañeda</em> e <em>Gabriel García Márquez</em>, e ispirati dalla letteratura russa di <em>Gogol’</em> e <em>Dostoevskij</em>. Non mancano inoltre numerose citazioni cinematrogafiche da <em>Woody Allen</em> a <em>Bergman</em>, a <em>Fellini</em>.</p>
<p>Northern Exposure ha avuto numerosi riconoscimenti tra cui tre Emmy e due Golden Globe.<br />
Purtroppo in Italia è stata commercializzata in DVD solo la prima delle sei stagioni, speriamo che il proliferare di canali digitali aiuti a farla trasmettere di nuovo.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/JZRXvHpql8Q?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il trailer è tratto dalla puntata n. 20 della terza serie “Il bambino che è in tutti noi” (titolo originale “the final frontier”) nella quale arriva a Cecily un pacco con destinatario ignoto e pieno di francobolli da tutto il mondo. Il contenuto desta la curiosità di tutti e dopo aver cercato di capire cosa contenga con una radiografia, una votazione democratica decide per l’apertura. Alla fine scopriranno essere un pacco spedito da un bambino di otto anni che, desideroso di viaggiare e impossibilitato a farlo, decide di spedire il pacco nella speranza che raggiunga tutti i luoghi che lui avrebbe voluto visitare, e che ognuno che lo riceve ci metta dentro qualcosa rispedendolo a sua volta. Tutta la puntata è scandita dalla lettura del libro illustrato per bambini “Pagaia veloce” (Paddle to the sea) di Holling C. Holling, la storia di un bambino indiano che decide di costruirsi una canoa e navigare i Grandi Laghi per raggiungere l’oceano Atlantico.</p>
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		<title>A Frida, irriverente, appassionata e caparbia pittrice messicana</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 19:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ritratto della pittrice Frida Kahlo della resgista Julie Taymor dedicato ad una nuova piccola Frida. Il 17 febbraio scorso è nata la piccola Frida, a cui i genitori hanno deciso di affidare un nome insieme illustre e anticonformista e a cui ho deciso di dedicare questa recensione, come piccolo dono di buon auspicio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Il ritratto della pittrice Frida Kahlo della resgista Julie Taymor dedicato ad una nuova piccola Frida.</h4>
<p>Il 17 febbraio scorso è nata la piccola <strong>Frida</strong>, a cui i genitori hanno deciso di affidare un nome insieme illustre e anticonformista e a cui ho deciso di dedicare questa recensione, come piccolo dono di buon auspicio per affrontare la vita con la vivacità, l&#8217;ironia, la passione e la caparbietà della piccola e grande Frida Kahlo.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/FridaKahlo-SalmaHayek.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1966" title="FridaKahlo-SalmaHayek" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/FridaKahlo-SalmaHayek.jpg" alt="Salma Hayek interpreta Frida Kahlo" width="500" height="275" /></a></p>
<p>Mi è capitato di recente di vedere <em>Frida</em> di <strong><em>Julie Taymor</em></strong>, biografia romanzata della rivoluzionaria pittrice messicana, nata nel 1907 e rivalutata di recente in Europa. Una vita travagliata quella della giovane Frida, che a 17 anni rimane vittima di un incidente in autobus, che le costerà una lunga degenza e continui interventi chirugici, oltre ad una continua sofferenza fisica, che la accompagnerà tutta la vita. Eppure è proprio grazie alla lunga e noiosa degenza a seguito dell&#8217;incidente che Frida si avvicina alla pittura. Una pittura che fin dall&#8217;inizio assume uno stile originale, subito notato da un illustre pittore murale dell&#8217;epoca <strong><em>Diego Rivera</em></strong>, che diventerà suo amante prima e sposo poi. Il film incentra buona parte del raccontro proprio sulla travagliata storia d&#8217;amore tra i due artisti, rimanendo invischiato in dinamiche da melò. Cionostante, la registra riesce a tratteggiare un <strong>dipinto vivo e appassionante della giovane artista irriverente</strong>. Particolarmente apprezzabile è la <strong>vena surrealista</strong> che assume il film in diversi passaggi, che sottolineano momenti chiave della vita di Frida con inserti allegorici tratti direttamente dai suoi dipinti.<span id="more-1961"></span></p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/leduefrida.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1967" title="Le due Frida" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/leduefrida.jpg" alt="Le due Frida di Frida Kahlo" width="500" height="503" /></a></p>
<p>Lo stile surrealistico naif di <em>Frida Kahlo</em> cupo, aspro, brutale e nel contempo intenso, appassionato e pieno di vita nel descrivere i suoi stati interiori è specchio di una personalità complessa e sfaccettata, che contrappone ad una fragilità del corpo una personalità forte. Frida, interpretata con intensità da <strong><em>Salma Hayek</em></strong>, è un personaggio anticonvenzionale e coraggioso nelle scelte di vita e di costumi sessuali libertari e anticonformisti, almeno per l&#8217;epoca. Fu l&#8217;amante di molti personaggi in vista, tra cui <em>André Breton</em> e <em>Lev Trotsky</em>, spesso come reazione ai continui tradimenti del marito <em>Diego Rivera</em>, a acui era legata da una forte passione, ma che al contempo fu la causa di momenti di profonda sofferenza. Rimase affascinata anche da personaggi femminili, tra cui la fotografa <em>Tina Modotti</em>, che il film ritrae in una sensuale scena di Tango.</p>
<h4>Frida Kahlo (Salma Hayek) e Tina Modotti (Ashley Judd) nella scena del tango</h4>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/j5RteM-3utI?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Altro elmento apprezzabile <strong>la scelta dei costumi,</strong> che insieme alle <strong>musiche di </strong><em><strong>Elliot Goldenthal</strong>,</em> raccontano un Messico magico, suggestivo e ironico. Ne esce il ritratto di una Frida Kahlo intenso ed estremamente umano, anche se proprio nella ricerca di questa reale umanità, la narrazione a volte si perde in intrecci da soap sudamericana che instistono sulla ribellione di Frida al fedifrago marito; d&#8217;altra parte, la mano femminile della regista è anche capace di realizzare una pellicola raffinata e originale nel montaggio, facendone nel complesso un film fresco, intenso ed interessante.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ad2268;"><em>Alla piccola e alla grande Frida.</em></span></p>
<p><em>ps. ottima scelta per l&#8217;8 Marzo, per celebrare la Festa della Donna con un ritratto femminile di grande forza e dignità.</em></p>
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		<title>CORTONOGARA 2012 &#8211; Rassegna di cortometraggi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 12:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stansetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
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		<description><![CDATA[A cura dell&#8217;Associazione Culturale La Stansetta Al via la 7^ edizione della rassegna di di Cortometraggi “CORTONOGARA 2012” , promossa e organizzata da L’Associazione Culturale La Stansetta. E&#8217; un&#8217;iniziativa organizzata per promuore il cinema indipente. E&#8217; possibile iscrivere il proprio corto o mediometraggio gratuitamente. Per partecipare scaricate il bando, il regolamento e la scheda di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>A cura dell&#8217;Associazione Culturale La Stansetta</h4>
<p>Al via la 7^ edizione della rassegna di di Cortometraggi “CORTONOGARA 2012” , promossa e organizzata da L’Associazione Culturale La Stansetta.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;iniziativa organizzata per promuore il cinema indipente. E&#8217; possibile iscrivere il proprio corto o mediometraggio gratuitamente. Per partecipare scaricate il bando, il regolamento e la scheda di iscrizone presso il <a title="La Stansetta sito web" href="http://www.stansetta.it">sito de La Stansetta</a></p>
<p>La scadenza per la spedizione dei lavori: <strong>30 aprile 2102</strong></p>
<p>La Serata Finale, sabato 20 ottobre 2012, presso il <strong>Teatro Dario Fo di Camponogara</strong>, sarà dedicata alla proiezione e premiazione dei 7 corti più apprezzati dalla Giuria e dal Pubblico (Miglior Corto, Miglior attore/attrice protagonista, Miglior Regia, Migliore Fotografia, Miglior Montaggio, Migliore Seceneggiatura): un’imperdibile occasione d’ intrattenimento e di “Grande Varietà” che anche quest’anno vi lascerà a bocca aperta.</p>
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		<title>Hugo Cabret, omaggio al Cinema di Martin Scorsese</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 23:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giornate natalizie]]></category>
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		<category><![CDATA[scenografie]]></category>

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		<description><![CDATA[Martin Scorsese omaggia la Storia del Cinema con un film bello per gli occhi e per il cuore Non è che proprio morissi dalla voglia di andare a vedere l&#8217;ultimo film di Scorsese, Hugo Cabret; onestamente pensavo ad una mastodontica produzione Hollywodiana, piena di effetti per giustificare il 3D, con anche un po&#8217; di ruffianità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Martin Scorsese omaggia la Storia del Cinema con un film bello per gli occhi e per il cuore</h4>
<p>Non è che proprio morissi dalla voglia di andare a vedere l&#8217;ultimo film di Scorsese, Hugo Cabret; onestamente pensavo ad una mastodontica produzione Hollywodiana, piena di effetti per giustificare il 3D, con anche un po&#8217; di ruffianità per famiglie. Poi leggo che ha ricevuto una quantità imbarazzante di nomination agli Oscar (ben 11), che non significa per forza che siamo di fronte ad un film eccellente, però la curiosità s&#8217;insinua e al secondo invito, non ho saputo dire di no.</p>
<p>Ho dovuto ricredermi; c&#8217;è poco da dire Hugo Cabret è un gran bel film da tutti i punti di vista.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/martin-scorsese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1946" title="martin-scorsese" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/martin-scorsese.jpg" alt="Martin Scorsese sul set di Hugo Cabret" width="500" height="281" /></a></p>
<p><span id="more-1937"></span>L&#8217;incipit potrebbe sembrare quello di un film per famiglie, non banale e ben fatto: un orfanello vive nascosto nella stazione di Montaparnasse a Parigi, occupandosi di farne funzionare tutti gli orologi. Conduce però anche un misterioso progetto parallelo, che consiste nell&#8217;aggiustare un automa &#8211; a cui stava lavorando il padre orologiaio prima di moririe -  nella speranza che possa portargli un messaggio del genitore defunto. Fin qui l&#8217;elemento più affascinante sono le ambientazioni, stupende: l&#8217;intera stazione di Montparnasse è ricostruita in 3D; il cuore pulsante e la vista di Parigi, il fascino degli orologi meccanici&#8230; ma la vera svolta del film è la scoperta che il proprietario del baracchino dei giocattoli della stazione, da cui Hugò ruba congegni meccanici utili alla riparazione del suo automa, è niente meno che <strong>Geroges Melies</strong> in persona! E da qui il film diventa un autentico trip per Cinefili!</p>
<p>Adoro la storia del precinema e degli anni dei <em>Fratelli Lumiere</em>, quando il cinema era qualcosa di simile alla magia: Melies, dal passato di illusionista, è il regista che ha sublimato la magia nel cinema, facendosi precursore degli effetti speciali e dei primi esempi di montaggio. Scorsese ricostruisce le scenografie e i costumi dei film di Melies a partire da <strong><em>Le Voyage dans la Lune</em></strong>, ispirato all&#8217;opera di <em>Jules Verne</em>, in modo certosino, <strong>facendoci rivivere l&#8217;emozione del Cinema quando era Illusione</strong>.</p>
<h4>&#8220;Le Voyage dans la Lune&#8221; di Geroges Melies</h4>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/icGZ6y8EeT0?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Una delle critiche più discutibili che ho letto su Hugo Cabret è quella che più che mai, a frenare l&#8217;emozione, è <a title="Recensione di My Movies" href="http://www.mymovies.it/film/2011/hugocabret/">&#8220;l&#8217;abito da film per cinefili cucito su un film per neofiti&#8221;</a>. Ammetto come cinefila di essermi assolutamente intrippata per la ricostruzione delle opere di Melies ed è vero che quando ho raccontato del film praticamente nessuno sapeva chi fosse Melies, tuttavia non condivido questa critica, anzi. Penso che uno dei meriti del film sia proprio quello di far conoscere una pietra miliare della storia del cinema proprio al grande pubblico, risvegliando tutte le emozioni e lo stupore che il Cinema allora era in grado di suscitare.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/hugo-cabret-scena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1945" title="hugo-cabret-scena" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/02/hugo-cabret-scena.jpg" alt="Hugo Cabret, una scena del film" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Emblematica in questo senso la scena in cui i due bambini protagonisti sono in una sala cinematografica, rapiti dalla pellicola che scorre, e noi, spettatori al di là dello schermo, guardiamo i nostri antenati con un po&#8217; d&#8217;invidia e di nostalgia per quella capacità totale di abbandonarsi all&#8217;illusione a all&#8217;immaginazione.</p>
<p>E&#8217; quel <strong>potere fascinatorio</strong> che il Cinema era in grando di esercitare &#8211; e che invece oggi è sempre più difficile replicare su spettatori smaliziati &#8211; a cui aspira Martin Scorsese e quale grande regista non lo bramerebbe?</p>
<p>Hugo Cabret non è un film perfetto, narrativamente un po&#8217; debole in alcuni tratti e forse un po&#8217; didascalico nel parallelo tra orologi rotti e uomini che hanno perso il proprio scopo, ma è senz&#8217;altro una riflessione poetica ed appassionata sulla storia del cinema, sulla magia della creazione artistica, sul potere dell’immaginazione e sulla forza della visione, che merita assolutamente di essere visto!</p>
<p><strong>Consiglio caldamente di vederlo in 3D</strong></p>
<p>Vi lascio con <strong><em>L&#8217;arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat</em></strong> dei<em> Fratelli Lumiere</em> [1896], che provocò la fuga degli astanti per la paura di essere investiti dal treno.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/-t1fztfz96A?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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