09 Feb 2010

Il mondo dei replicanti, fantascienza vecchio stile

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Rimaniamo in tema di avatar, o meglio di surrogati, con un altro film di fantascienza uscito di recente,  Il mondo dei replicanti (titolo originale Surrogates). Dal titolo potrebbe sembrare una baggianata; poi la presenza di Bruce Willis non fa proprio pensare ad un film di alto contenuto, però l’apparenza inganna e considererei la pellicola del regista Jonathan Mostow un onesto film di fantascienza vecchio stile, che mette in secondo piano gli effetti speciali e tutto sommato anche le scene d’azione, per concentrarsi invece sulla sceneggiatura una volta tanto…
In un prossimo futuro i media e le grandi corporations professano il culto della paura nei confronti della criminalità (ci ricorda qualcosa?) e dell’inadeguatezza estetica. Gli uomini preferiscono quindi starsene a casa senza correre rischi, servendosi di cloni sintetici per svolgere al loro posto tutte le normali attività che richiedono interazione sociale: lavorare, divertirsi (sì anche il sesso) e andare a combattere se scoppia una guerra. Un mondo dove la sicurezza è al primo posto, dove si incontrano solo persone giovani e avvenenti (salvo poi scoprire che dietro una bella bionda avvenente che si abborda in discoteca può celarsi anche un grassone sudato in canottiera in cerca di trasgressione..). Ma vale la pena rinunciare a vivere emozioni, sensazioni, la propria vita insomma in prima persona per risparmiarsi paura, dolore e la frustrazione dell’invecchiamento?
Beh certo non è che stiamo parlando di grandi temi filosofici, però qualche spunto carino il film ce l’ha! Per esempio, di avatar virtuali, secondlife e social networks ormai se ne straparla da tempo, però il passaggio interessante è quello dalla tecnologia alla vita reale: cioè come la tecnologia amplifica la nostra vita nel reale e non più nel virtuale. Certo direte che dei Robot Asimov scrisse nel dopoguerra! E Blade Runner allora? Del resto non è che di Asimove e Blade Runner ce ne siano stati molti… però qui il surrogato non è un semplice robot, vive al nostro posto nel bene e nel male si prende tutto!
Per altri aspetti il film sembra un fumettone (del resto è tratto dalla graphic novel omonima), ma che anche esteticamente secondo me arricchiscono il film: fenomenale Willis in versione surrogato! Praticamente Ken della Barbie! Bella anche la scena della devitalizzazione in blocco di tutti i surrogati!
Insomma non stiamo parlando di un film d’autore, né di una nuova pietra miliare della fantascienza e di certo essendo uscito ai tempi di Avatar non se lo ricorderà mai nessuno, ma forse non dispiacerà a chi piace la fantascienza un po’ alla Gattaca per capirci.


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Autore: Cinematascabile
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