Oggi al Festival del cinema di Berlino, che quest’anno compie 60 anni, protagonisti Martin Scorsese e Leonardo Di Caprio con Shutter Island e Ferzan Ozpetek con Mine Vaganti.
Shutter Island, film in concorso, è ambientato nel 1954 e racconta la lenta discesa nella follia di due investigatori che devono scoprire cosa succede in un manicomio criminale. In Italia sarà nelle sale dal 5 marzo.
Il film di Ozpetek, presentato nella sezione Panorama, è un film tutto all’italiana di cui è protagonista la famiglia Cantone che si riunisce nella casa del Salento e in cui ritorna il tema dell’omosessualità.
Presidente di Giuria è il grande Werner Herzog; in giuria anche Francesca Comencini e i registi tedeschi Tom Tykwer (quello di Lola Corre e del Profumo) e Wim Wenders. Venti i film in gara, 17 dei quali alla loro prima mondiale.
Una curiosità: oggi al Festival del Cinema di Berlino, Media Salles, progetto che promuove il cinema europeo, ha diffuso una nota con i dati 2008-2009 di presenze di spettatori nelle sale europee.
La tendenza è la crescita: tra il 2008 e il 2009 gli spettatori sono passati da 1 miliardo 102,14 milioni a un miliardo 171,84 milioni. Nell’Europa occidentale, i biglietti venduti sono aumentati del 5,7%, mentre nella parte orientale del continente l’aumento è stato dell’8,7%.
Per quanto riguarda l’Europa dell’Ovest, la più cinefila è la Francia (oltre 200 milioni di biglietti venduti) e bene anche il Regno Unito (173,5 milioni). Incremento ben superiore alla media (+13,1%) poi per la Germania che, con 146,4 milioni di biglietti, ottiene il miglior risultato degli ultimi cinque anni.
Indovinate qual è l’unico paese in calo? L’Italia era ovvio! 108,3 milioni nel 2009 contro i 108,7 del 2008). Ma perché noi siamo i più sfigati in tutte le classifiche?!
Nell’Europa centro-orientale, infine, spiccano incrementi da record registrati in Romania (circa 32%), Repubblica Slovacca (23,3%), Serbia (17,8%). E poi Russia (+ 11,7%) e Polonia (+ 16,1%), che sfiora i 40 milioni di spettatori, raddoppiando i risultati degli anni 90.
Il cinema insomma piace sempre di più a tutti tranne a noi!
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