
Videocracy
Silvio Berlusconi ha instaurato in Italia una dittatura mediatica, una dittatura molto più subdola di quella ottenuta con la forza, perchè agisce direttamente sul sistema culturale. Il nostro Silvio è artefice di una vera e propria rivoluzione culturale nel nostro paese. Una rivoluzione in cui le donne invece che lottare per un’emancipazione che si basi sulle capacità intellettuali, cercano di affermarsi attraverso la sola esteriorità, in cui le donne purtroppo sono più maschiliste degli uomini. La parola d’ordine è apparire, non importa se nelle vesti di un benemerito idiota sculettante, che spesso non ha neppure il dono della parola e se ce l’ha sarebbe stato meglio non l’avesse…
La società del rumore, del lusso, dell’ostentazione: basta apparire, non serve essere.
Certo bella idea che si faranno gli svedesi di noi e del resto ce lo meritiamo come forse ci meritiamo il nostro benemerito presidente? Non ho imparato nulla di nuovo da questo documentario, lo sapevo già, lo sapevamo già tutti, ma forse è meglio andarlo a vedere lo stesso!
Ciò che va in televisione esiste, ciò che non va in televisione non esiste
La Rai e Mediaset hanno censurato i trailers. Erik Gandini in un’intervista, molto interessante
mediaset, televisione

Abbastanza deluso dopo tutte queste premesse. Il film si rivela un documentario come quelli che si potevano vedere da Lucignolo, anche se ben piu’ lento. Pensavo fosse una storia della televisione commerciale italiana, invece racconta le geste di Corona e di un aspirante partecipante al Grande Fratello oltre a qualche accenno al lavoro di Lele Mora. I pochi stranieri che l’hanno visto hanno pareri simili. Se si voleva spiegare l’impero televisivo berlusconiano, perché soffermarsi a questi tre personaggi e per così tanto tempo?