Sapete cos’è il sistema cooperativo? Su quali principi si fonda? Conoscete le cooperative sociali e chi lo sa che differenza c’è tra una cooperativa di tipo A e di tipo B? Ma soprattutto sapete cosa ha fatto la cooperazione per le persone con disagi psichiatrici dopo la Legge Basaglia che ha decretato la chiusura dei manicomi?
Se volete saperne di più di un tema di cui veramente in pochi hanno parlato (anzi se qualcuno conosce altri film sulla cooperazione segnalatemelo)… Si può fare… il nuovo film di Giulio Manfredonia.
Un film dove i “matti” sono persone che hanno una vita intensa e complessa come tutti, che hanno voglia di lavorare e non di essere assistiti, che si innamorano e che possono essere una risorsa se ne hanno la possibilità. La cooperazione in questi 30 anni ha cercato di creare opportunità concrete – perchè no anche veri e propri business – per queste persone, andando al di là della cura della malattia e dei servizi assistenziali, grazie all’iniziativa di persone che hanno creduto che l’integrazione sociale si può costruire… si può fare appunto, come recita l’azzeccato titolo di questa pellicola.
Il regista, avvalendosi dell’ottima interpretazione di Claudio Bisio, Anita Caprioli e della schiera di bravissimi attori che recitano, ma non troppo, la parte dei matti, ci invita ad andare al di là dello stereotipo del pazzo furioso, violento o fuori dal mondo. “La follia è una condizione umana, diceva Basaglia, in noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare la ragione quanto la follia, invece incarica la psichiatria di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla”.
Una commedia umana che piacerà a chi il mondo della cooperazione lo conosce dal di dentro come me, ma anche a chi è cosciente di vivere in una società complessa e piena di sfumature, a chi non ha ancora il cervello intorpidito e ancora pensa che costruire una società “civile” in tutti i sensi si può fare! Guardatelo in compagnia per avere il piacere di discutere e confrontarvi dopo il film! Ideale per un cineforum…
Poi però non litigate
integrazione, lavoro, sociale


