12 Dic 2010

Il responsabile delle risorse umane: da Gerusalemme in Romania fino ad approdare al pub all’angolo

2 Comments commedia, drammatico

locandina Il responsabile delle risorse umane
Quando vado al cinema con Franz e Giulia il filmetto d’essai è assicurato: un po’ perchè siamo 3 cinefili quasi accademicamente riconosciuti ;-) ; vantiamo rispettivamente una laurea in cinema, un dottorato e un corso di montaggio video e quindi c’è questa atmosfera un po’ da finti intellettuali, ancora un po’ universitaria, che ogni tanto mi manca. Avete presente quel periodo in cui si passano le serate a parlare di massimi sistemi? Sarà la fase della vita, sarà che soprattutto per chi come me ha frequentato una facoltà umanistica, non è che ci si ammazzi di studio o, come prefersico metterla io, tutto il vissuto fa parte di quel background culturale che ti crei negli anni universitari. L’esperienza vale tanto quanto i libri. Comunque sia quando inizi a lavorare molto di questo passa, forse perchè è passato il tempo, ma soprattutto perchè di tempo per questo non ce n’è quasi più… A parte quest’aspetto un po’ nostalgico, il vero motivo per cui andiamo a veder il film d’essai delle 20 è perchè poi possiamo andare a parlarne al pub. Il pub fa molto primi anni ’90 e soprattutto a Franz dopo il cinema viene una gran fame e il fritto misto non glielo toglie nessuno…
Il responsabile delle risorse umane
Abbiamo visto Il Responsabile delle Risorse umane di Eran Riklis (Il giardino dei limoni, La sposa siriana), tratto dall’omonimo romanzo di Abraham B. Yehoshua. Il protagonista infatti è il responabile delle risorse umane di un panificio industriale di Gerusalemme, una cui dipendente muore in uno degli attentati kamikaze, che nella città sono all’ordine del giorno. Il film tuttavia non parla dell’eterno conflitto tra israeliani e palestinesi, parla di una storia di umanità, che potrebbe essere ambientata ovunque e un po’ lo è, dal momento che si svolge in un viaggio che parte da Gerusalemme e si dipana nella Mitteleuropa fino a raggiungere un villaggio della Romania. La riuscita di un viaggio, si sa, dipende dalla compagnia e quella che ha messo in campo Riklis è sicuramente molto bene assortita, con personaggi eterogenei, ben sfaccettati, che fanno pensare, ma anche sorridere. La dipendente uccisa è una donna romena, che non ha nessuno a Gerusalemme e neppure il suo responsabile delle risorse umane (interpretato da Mark Ivanir) si accorge della sua scomparsa. La fredda inumanità della vicenda viene prontamente resa pubblica da un giornalista zelante (Guri Alfi), che attacca direttamente il responsabile delle risorse umane, costretto per salvarsi la faccia e quella dell’azienda, a intraprendere un lungo e pittoresco viaggio per riportare alla famiglia il corpo della defunta per ricevere le esequie.
Il responsabile delle risorse umane
Le avventure e i contrattempi accorsi durante il viaggio riveleranno le vere personalità dei personaggi. Nessuno è come appare, ma soprattutto Riklis ci ricorda come sia facile cadere nell’interpretazione più banale e scontata di chi abbiamo davanti. Utilizzando il nostro modo ragionare e degli schemi predefiniti, pensiamo di interpretarne volontà e desideri altrui. Con ironia, trovate bizzarre, personaggi improbabili ci accorgiamo che non è tutto così scontato. Anche se il finale lascia aperte diverse possibili interpretazioni, se vogliamo trovare una pecca nel film, è che, come a volte accade con i film già scritti (il romanzo originale), lascia poco all’immaginazione. Tutto è descritto e a volte ripetuto, a causa delle traduzioni (il film è in 3 lingue). Il merito, probabilmente anche questo derivante da un buon romanzo alle spalle, è la caratterizzazione dei personaggi: insoliti, vivaci, caricaturali, ma non banali, un universo surreale un po’ alla Kusturica.
Un film che consiglio, perchè ti lascia con qualcosa, con la voglia di andarne a vedere le critiche, di parlarne, di riconsiderarlo dopo qualche giorno e di andare a leggerne il romanzo di Yehoshua.  Se volete vederlo al cinema mi sa che vi dovete scapicollare nelle sale, perchè temo sia una di quelle programmazioni che dura ben poco.


Autore: Cinematascabile
Nessuna informazione aggiunta sull'autore.

2 Responses to “Il responsabile delle risorse umane: da Gerusalemme in Romania fino ad approdare al pub all’angolo”

  1. yobany says:

    ho letto il libro un paio di anni fa e confesso di averlo completamente rimosso, tanto che mi son ricordato della trama solo leggendo il post. Comunque andrò a vedere il film. Per i padovani, lo danno al Lux fino al 28/12.

  2. Julie says:

    Sul film aggiungerei solo che mi pare di ritrovare la struttura di molto cinema “ebraico”, con questi lunghi viaggi accompagnati da personaggi improbabili nei paesi dell’est Europa, penso a “Ogni cosa è illuminata” oppure a “Simon Konianski”…
    Per il resto sottoscrivo in pieno quanto detto sull’atmosfera nostalgica dei tempi dell’università… l’appuntamento per il film diventa un’occasione-pretesto per parlare ad anpio raggio, di cinema – senza dimenticarne il linguaggio specifico -, di letteratura, di attualità ma anche di visioni del mondo… il principio del cineforum insomma, che sia organizzato in sale attrezzate o improvvisato con gli amici… un piacere di cui non privarsi mai!!

Lascia un commento

*