Commedia d’ispirazione teatrale (trae spunto da uno spettacolo di Cristina Comencini) dolce amara tutta al femminile. Le donne degli anni ’60 e dei giorni nostri a confronto. Cos’è cambiato? Tutto o forse niente…
A 30 anni le donne di oggi sembrano dieci anni più giovani che negli anni 60; sono però più emancipate, hanno più potere sugli uomini, parlano con più libertà, decidono della propria vita, soprattutto hanno una carriera, che ha volte è un obiettivo più importante della procreazione.
Ma l’identità femminile non cambia, sogni e paure sono le stesse: ma soprattutto essere donne oggi come allora significa fatica e dolore per conquistare la felicità.
Buona parte del film è incentrato sul tema della maternità: venerata e teorizzata negli anni 60′, spesso fonte della più alta realizzazione, a volte solo consolazione per aver dovuto rinunciare a molto altro. Negli anni ’60 le donne di 30anni avevano tutte già conosciuto la maternità, le loro figlie di oggi no. Non è che non ci sia più il desiderio: una delle ragazze, Cecilia, ne è addirittura ossessionata e pronta a farsi aiutare dall’inseminazione artificiale e a crescere un figlio da sola. Le altre pure non escludono di diventare madri, lo vorrebbero, forse con meno forza, forse perché oggi le donne possono avere molto di più… o no?
Le madri amano le figlie e le figlie amano le madri: il legame che le unisce è forte; amore incondizionato, gratitudine, a volte giudizio, critica, recriminazione, ma sempre un legame indissolubile. Ad uscirne veramente male sono gli uomini: egoisti, possessivi, deboli, incapaci di confrontarsi alla pari, ieri come oggi, solo con equilibri diversi… ma sono proprio così disastrosi? E’ quello che viene naturale chiedersi ai pochi uomini in sala (ne ho intravisti 2 in una sala abbastanza piena). Uno uscendo ha detto: “M’è venuta l’angoscia!”
Insomma un film di donne per donne: è l’ideale da andare a vedere con mamma! Ottimo da proiettare per la festa della donna, ma lo consiglio anche agli uomini, senza farsi venire l’angoscia… si può riderci sù!
Anzi mi piacerebbe molto sentire il giudizio di un uomo sul film…
Qualcuno l’ha definito “troppo” teatrale… non so troppo rispetto a cosa. Certamente è un film di dialoghi, con una recitazione teatrale, che rispetta l’unità di tempo, spazio e azione… insomma sì, può sembrare di essere a teatro piuttosto che al cinema, soprattutto nella prima parte… ma è una scelta artistica azzeccatissima del film!
Ah le attrici sono strepitose, Margherita Buy, Alba Rohrwacher e Paola Cortellesi le mie preferite, ma brave davvero tutte, un bell’incoraggiamento per il cinema italiano!
Il trailer del film
anni '60, donne, teatro

