Non so come una domenica pomeriggio mi sono ritrovata a guardare questo film del 1939 con Ingrid Bergman e Leslie Howard. Ve lo ricordate il biondiccio senza verve di cui era perdutamente innamorata Rossella O’Hara in Via Col Vento? Proprio lui! Cambia la pellicola, cambia il ruolo (qui è un violista svedese di successo), ma per Leslie non c’è niente da fare, non buca lo schermo. Chissà cosa ci trovavano in lui le donne degli anni ’30!
Qualche dubbio sul valore artistico di questo film, che è tra l’altro un remake holliwoodiano dell’omonimo film svedese di Gustav Molander, sempre interpretato dalla Bergman, ma ci sono sicuramente alcune note positive: il tema musicale celeberrimo composto da Heinz Prevost, aver lanciato Ingrid Bergman all’estero e la dimostrazione che i sentimenti e le passioni umane in questi 70 anni non sono cambiate, ma le donne sì e per fortuna!
Lui, felicemente sposato e con una bella famiglia, incontra lei, Ingrid, la fascinosa maestra di piano della sua figlioletta, di cui si innamora. Pianta la moglie e vive momenti di travolgente passione con l’amata trascinata in tournée, salvo essere riportato alla realtà e ai suoi doveri coniugali dal suo saggio, vecchio amico pianista. E poi ci sono le due figure femminili: come al solito non si sa se sia peggio il ruolo della moglie o dell’amante. Le parole d’ordine per le donne sono “sacrificio” e “comprensione”. La storia d’amore tra Leslie e Ingrid non è altro che un Intermezzo, come spiega il titolo del film.
Per fortuna che le donne si sono un tantinello emancipate da allora, mi è venuto da pensare ai titoli di coda!
Come di norma per i film arrivati in Italia nel periodo fascista, fa sorridere come tutto venga rigorosamente tradotto in italiano e che la figlioletta svedese del bravo violinista possa chiamarsi Annamaria! E allora almeno possiamo guardarci qualche scena del film in lingua originale!
Il prevedibilissimo ma pur sempre romantico colpo di fulmine…
Niente di più adatto per una sonnecchiosa domenica pomeriggio. Preparate un bel termos di tè caldo con qualche biscottino. Adatto soprattutto ad un pubblico femminile; guardatelo da sole, con un’amica o ancora meglio con la mamma o con la nonna: ne nascerà una fantastica discussione intergenerazionale!
bianco e nero, classico, Ingrid Bergman, Leslie Howard


Cosa chiedere da un film di genere, e di genere sentimentale per di più? Ruoli fissi da rotocalco, ma bella l’intesa musicale della scena.. e brava la Bergman che suona il piano e non fa finta…
Tornando al senso del film, direi che “Intermezzo” (anche come forma musicale) dà già l’idea della preziosità di un momento, di una forza emotiva episodica ed intensa. C’è uno slancio emotivo senza troppi moralismi (come l’istinto passionale richiede); e per fortuna non diventa epopea, con tanto di Happy ending, o melodrammi da telenovela. Meglio così, no?
Che dire? Io mi sono innamorata di Leslie Howard all’età di dieci anni guardando questo film. E tuttora lo trovo un grande attoer e un uomo dal fascino irrestibile. Avrei volentirei avuto con lui, non una, ma mille avventure…..Vi consiglio di vedere ache altri suoifilm, Pygmalion (o Pigmalione) per esempio. Scoprirete un altro uomo e un attore eccellente di grande carisma e ironia.
Maria Grazia