Archive for thriller

08 Apr 2011

Exam: 80 minuti e una sola domanda a cui rispondere

No Comments thriller

Poster Exam

Exam è un film inglese presentato al festival di edimburgo nel 2009, mai uscito nelle sale italiane, e quindi mai doppiato, del regista Stuart Hazeldine.

Il film rientra nel genere claustrofobico di cui ricordiamo altre pellicole quali Buried sepolto vivo, the Cube o Saw (I, II, III non ricordo fino a che numero sono arrivati mi sono fermata al primo) assestandosi nella tipica forma da thriller non negando alcuni richiami horror.

Ma veniamo alla storia: otto persone si ritrovano in una stanza che sembra un bunker: stanno per prendere parte all’ultima prova da superare per accedere ad un prestigiosissimo posto di lavoro. Gli otto candidati vengono fatti accomodare in una stanza con otto scrivanie su ognuna delle quali sono poggiati una matita e un foglio, sui quali vi è impresso solo la dicitura “Candidate” seguita dal numero ordinale degli esaminandi, da uno a otto. Avranno 80 minuti per completare il test per il quale vi è una domanda e una sola risposta.

Il film si snoda in un percorso psicologico che porterà i protagonisti a violare i loro valori e principi per ottenere il posto di lavoro tanto agognato. Un gioco al massacro in cui uno solo ne uscirà vincitore.

Tra atmosfere opprimenti e grandi momenti di tensione fino all’ultimo il finale del film è risolutivo offrendo allo spettatore un rassicurante happy ending. Chi sopravviverà? blonde, brunette, black, white, deaf or brown? non vi resta che guardarlo…

01 Mar 2011

Il Cigno Nero, thriller psicologico a passo di danza

No Comments sociale, storico, thriller

Mantenere la tensione per 100 minuti parlando di balletto non è certo semplice, eppure il Cigno Nero è il film più inquietante che abbia visto ultimamente. Non è il classico batticuore da thriller, ma qualcosa di più recondito, oscuro, intimo, psicologico. Un senso di inquietudine sale fin dai primi minuti in un crescendo che provoca allo spettatore quasi un malessere fisico, eppure non riesci a staccare l’attenzione, il coinvolgimento è totale…

Nina (Natalie Portman), ballerina del New York City Ballet, anela da lungo tempo la parte prestigiosa di prima ballerina e l’occasione sembra finalmente arrivare quando il coreografo Thomas (Vincent Cassel) la provina per Il Lago dei Cigni di Chajkovskij. Odette, una ragazza casta e pura intrappolata in un corpo di cigno brama la libertà che le può essere restituita solo dal vero amore dichiaratole da un Principe. Ma questi viene sedotto dalla lussuriosa gemella Odile, il cigno nero, che lo ammalia e lo conquista, gettando nella disperazione il cigno bianco che si suicida gettandosi da una rupe. Nina, pura, bellissima, fragile e insicura è perfetta per il ruolo di Odette, ma lo sarà per il ruolo sensuale e audace del cigno nero?

Nina intraprende un percorso interiore verso la perfezione dell’intepretazione, lottando con i propri limiti, ma soprattutto facendo emergere poco a poco lati della propria personalità sopiti, mai esplorati, deflagranti e pericolosi. Ego ed alter ego convivono e pian piano emergono malizia, sessualità trasgressiva, invidia, superbia, possessività, ma anche forza, coraggio, volitività.

Il tema del doppio è il fulcro intorno a cui ruota il film; lo specchio è il simbolo ricorrente. Le leggiadria dei passi, l’armonia dei movimenti, la poeticità delle musiche di Chajkovskij contrastano con le scene (quasi splatter) di autolesionismo, i volti contratti, la melodia angosciante del carillion.

Un thriller psicologico a passi di danza, interpretato da una divina Natalie Portman, che si è preparata per un anno per questo film, oltre ad aver fatto danza classica per ben 9 anni. L’interprete perfetta per il ruolo e un Oscar come Miglior Attrice assolutamente meritato. Ma notevole anche la parte di non protagonista di Winona Ryder che non vedevo da tempo sul grande schermo e che interpreta il fosco e nevrotico personaggio di Beth, ex prima ballerina, brutalmente messa da parte per superati limiti d’età.

Tuttavia non è un film perfetto, peccato. C’è quasi un’ossessione nel voler esplicitare attraverso delle scene raccapriccianti e quasi splatter inquietudini interiori. Momenti a mio parere non indispensabili, che banalizzano e semplificano lo spessore psicologico della pellicola.

Un film elegante e raffinato che vale la pena di vedere sul grande schermo.

Il trailer di Black Swan di Darren Aronofsky

03 Gen 2011

The tourist: cinepanettone e non per la presenza di De Sica

5 Comments thriller

The Tourist - scena del treno

Il Natale si sa da un punto di vista cinematografico non offre quasi mai grandi capolavori. Cinema pieni, ma film di qualità gran pochi. Ho provato un paio di volte ad andare a vedere uno dei pochi film promettenti “La bellezza del Somaro“, ma non sono riuscita ad entrare. E io che pensavo fossero tutti lì per “Natale in Sudafrica“, invece no, era l’unico spettacolo disponibile. Anche no grazie.

Non mi è però andata molto meglio con “The Tourist”. Sono stata un’ingenua, perchè si poteva prevedere fosse un pessimo film. Mi ha ingannato soprattutto il regista: Florian Henckel von Donnersmarck, che aveva diretto “Le vite degli altri” che mi era piaciuto moltissimo (lo avevo anche presentato in una rassegna e mi aveva davvero colpito). Poi ero indubbiamente curiosa di vedere Venezia al Cinema, come sarebbe stata rappresentata. Infine, vabbè ammettiamolo, Jhonny Deep ha sempre il suo fascino…. non in questo film! Non tanto per la decina di chili che ha preso, quanto perchè è assoluatmente insignificante. Privo di ogni fascino, goffo, quasi macchiettistico, forse a causa della recitazione in coppia con la ancor più pessima Angelina Jolie. Inespressiva, inebetita e talmente statuaria da sembrare “di marmo”.  Altro che coppia esplosiva, trasmette più passione Angela Lansboury ne “La Signora in giallo”! Infatti sconsiglio il film anche alle coppiette che vogliono andare a vadere una pellicola romantica. Lasciate perdere: non c’è romanticismo, non c’è erotismo, non c’è passione, non c’è sensualità.

the-tourist-motoscafo

Non è un film romantico, ma neppure un film d’azione e tanto meno un thriller. Dal punto di vista dell’enigma, sarebbe stato da fermare il film e chiedere che in sala si alzassero in piedi quelli che ancora non avevano capito! Dal punto di vista dell’azione poi, giuro che nel finale ho avuto diversi colpi di sonno e garantisco che al cinema non mi addormento mai.

E Venezia? Fosse stato girato in un qualsiasi Hotel di Lusso sarebbe stato lo stesso. Venezia non si vede, non si vede la gente, non si vedono i turisti, è quasi disabitata, se non fosse per qualche italiano supermacchiettistico (la chicca: Frassica carabiniere!!). Il film non è girato a Venezia, ma al Danieli (ah sono così allora le suite?!)! Il ritratto degli italiani che ne esce è ridicolo, mancava solo un mandolino.

TheTourist-Danieli

Insomma non c’è veramente nulla da salvare in questo film. I bei vestiti e le atmosfere eleganti forse? Che tuttavia fanno risultare il film anche pretenzioso. Non ho capito benissimo, ma lo stile, gli abiti volevano rimandare forse a dei noir anni ’50? C’era sicuramente anche del bondismo qua e là. C’è un po’ di elemosina hollywoodiana ad attori italiani, i quali, tutti, hanno fatto ben di meglio! Neri Marcorè! Ma come ti sei ridotto! E De Sica? che fa il poliziotto corrotto dai Russi?! I Russi, sì, avete capito bene… Per il resto non è un film romantico, non è un film d’azione, non è un thriller! E’ un cinepanettone!