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17 Mar 2011

Per i 150 anni di Unità nazionale Cinema Tascabile lancia un appello contro la chiusura di Cinecittà Luce

No Comments Eventi, storico

Cinecittà

La giornata in cui ricorrono i 150 anni dell’Unità d’Italia mi sembra l’occasione ideale per ricordare  il valore del più grande archivio storico di immagini e documenti della nostra storia: l’archivio Cinecittà Luce, proprio a pochi giorni dall’allarmante notizia che potrebbe dover chiudere i battenti a causa della mancanza di fondi.

Ieri sera  sono rimasta a dir poco basita guardando un servizio de Le Iene, in cui venivano interrogati i nostri Parlamentari su questioni basilari della Storia d’Italia. Non domande complesse, ma estremamente banali tipo: “Ma perché il 17 marzo? Che cosa successe il 17 marzo di 150 anni fa?” oppure qual è stato il primo Re d’Italia o la prima Capitale. Ne hanno dette di tutti i colori…
Guardate coi vostri occhi

E’ davvero sconcertante non solo l’ignoranza, ma anche la supponenza, l’arroganza e mancanza di vergogna dei nostri parlamentari. Queste sono gli uomini e le donne che ci governano, questa la loro levatura, queste le persone grazie alle quali il livello culturale precipita, compromettendo in modo probabilmente irreparabile la nostra civilità.

Fermo qui l’invettiva, meglio tornare e parlare di Cinema, ma il raccapriccio per queste immagini rende in me ancora più forte la necessità di mantenere viva una memoria storica collettiva, quella memoria fissata dai milioni di metri di pellicola conservati negli archivi dell’Istituto Luce: 12mila cinegiornali; 6mila documentari, 8mila rulli di materiale di repertorio (girati non montati). Pellicole di cinematografia delle origini, insieme alla documentazione della vita sociale, culturale e politica del nostro paese: un patrimonio dal valore culturale inestimabile.

Per la Festa dell’Unità Nazionale Cinecittà Luce propone le proiezioni in particolare di due splendidi “pezzi d’antiquariato”:
La lunga calza verde di Roberto Gavioli (splendido regista di Caroselli), un corto d’animazione realizzato nel 1961, adattamento libero di un soggetto di Cesare Zavattini.

Un fulminante, antiretorico, memorabile ritratto dell’invenzione di un Paese ad opera di Garibaldi, Mazzini, Cavour e di un intero popolo al suo risveglio, immortalati in 20 minuti poetici e ispirati.

Per 50 anni è rimasto “un invisibile”, ma il Laboratorio dell’Archivio Storico Luce lo ha sapientemente restaurato e restituito alla collettività. Potete seguire un assaggio de La lunga calza verde dal portale di Adn Kronos

ma che Storia… è invece un documentario di Gianfranco Pannone che racconta con documenti ed immagini eterogenee, spesso inedite degli Archivi dell’Istituto Luce la costruzione di un sogno di Unità nazionale, delle sue difficoltà e della sua grandezza. Ci sono le parole appassionate e profetiche di scrittori e intellettuali con Giacomo Leopardi, Norberto Bobbio, Leonardo Sciascia, Alberto Arbasino, Antonio Pascale, Indro Montanelli, Roberto Rosselli, Cesare Zavattini e molti altri. E oltre le parole, le musiche di una selezione di Giuseppe Verdi, curata da Ambrogio Sparagna.

Un altro documento prezioso, che ha girato in diverse città italiane e accolto con entusiasmo all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che ci regala l’Archivio Cinecittà Luce.

Invito tutti a sottoscrivere questo appello con un “MI PIACE” a questo post per far sentire la voce di chi non va ogni giorno in televisione, ma desidera che venga conservata una memoria storica collettiva e difeso patrimonio culturale dal valore inestimabile.

Chiudo con il trailer di “ma che storia…”

09 Mar 2011

Festa della Donna con Jane Campion

No Comments drammatico, festa della donna, storico

Per la Festa della Donna quest’anno, mi è stato proposto qualcosa di molto interessante. Già in passato ho proposto alcuni film per quest’occasione (Film per la Festa della Donna), cercando di selezionare pellicole significative per vari motivi. Ieri sera ho scelto la proposta di un cineforum molto interessante, che ha proposto Bright Star di Jane Campion. Qualcuno ricordarà che ormai quasi un anno fa avevamo già parlato Bright Star. Julie ci aveva regalato una bella recensione, a cui rimando, perchè dà una visione del film che condivido completamente. Volevo invece qui sottolineare come la regista di Lezioni di Piano e Ritratto di Signora, abbia una sensibiltà unica nel ritrarre personaggi femminili a tutto tondo. Siamo nell’Inghilterra del 1818 e Fanny è la musa ispiratrice del poeta romantico John Keats, ma è  lei stessa artista e creatrice di abiti. E’ un personaggio sfaccettato, forte e assolutamente moderno; rivendica il suo talento creativo e si ritiene assoultamente alla pari degli uomini, a cui non ha nulla a cui invidiare. Bella proposta quindi per la giornata dell’8 marzo, che quest’anno tra l’altro compie 100 anni!

Consiglio il film in ogni caso; grande merito soprattutto alla fotografia, definita pittorica e all’aspetto estetico in generale. In questo film c’è Veermer, c’è l”800, c’è la poesia e ci sono dei dettagli meravigliosi come cuffiette, ricami, cappellini, fiori, nastri… che piaceranno soprattutto al pubblico femminile.

01 Mar 2011

Il Cigno Nero, thriller psicologico a passo di danza

No Comments sociale, storico, thriller

Mantenere la tensione per 100 minuti parlando di balletto non è certo semplice, eppure il Cigno Nero è il film più inquietante che abbia visto ultimamente. Non è il classico batticuore da thriller, ma qualcosa di più recondito, oscuro, intimo, psicologico. Un senso di inquietudine sale fin dai primi minuti in un crescendo che provoca allo spettatore quasi un malessere fisico, eppure non riesci a staccare l’attenzione, il coinvolgimento è totale…

Nina (Natalie Portman), ballerina del New York City Ballet, anela da lungo tempo la parte prestigiosa di prima ballerina e l’occasione sembra finalmente arrivare quando il coreografo Thomas (Vincent Cassel) la provina per Il Lago dei Cigni di Chajkovskij. Odette, una ragazza casta e pura intrappolata in un corpo di cigno brama la libertà che le può essere restituita solo dal vero amore dichiaratole da un Principe. Ma questi viene sedotto dalla lussuriosa gemella Odile, il cigno nero, che lo ammalia e lo conquista, gettando nella disperazione il cigno bianco che si suicida gettandosi da una rupe. Nina, pura, bellissima, fragile e insicura è perfetta per il ruolo di Odette, ma lo sarà per il ruolo sensuale e audace del cigno nero?

Nina intraprende un percorso interiore verso la perfezione dell’intepretazione, lottando con i propri limiti, ma soprattutto facendo emergere poco a poco lati della propria personalità sopiti, mai esplorati, deflagranti e pericolosi. Ego ed alter ego convivono e pian piano emergono malizia, sessualità trasgressiva, invidia, superbia, possessività, ma anche forza, coraggio, volitività.

Il tema del doppio è il fulcro intorno a cui ruota il film; lo specchio è il simbolo ricorrente. Le leggiadria dei passi, l’armonia dei movimenti, la poeticità delle musiche di Chajkovskij contrastano con le scene (quasi splatter) di autolesionismo, i volti contratti, la melodia angosciante del carillion.

Un thriller psicologico a passi di danza, interpretato da una divina Natalie Portman, che si è preparata per un anno per questo film, oltre ad aver fatto danza classica per ben 9 anni. L’interprete perfetta per il ruolo e un Oscar come Miglior Attrice assolutamente meritato. Ma notevole anche la parte di non protagonista di Winona Ryder che non vedevo da tempo sul grande schermo e che interpreta il fosco e nevrotico personaggio di Beth, ex prima ballerina, brutalmente messa da parte per superati limiti d’età.

Tuttavia non è un film perfetto, peccato. C’è quasi un’ossessione nel voler esplicitare attraverso delle scene raccapriccianti e quasi splatter inquietudini interiori. Momenti a mio parere non indispensabili, che banalizzano e semplificano lo spessore psicologico della pellicola.

Un film elegante e raffinato che vale la pena di vedere sul grande schermo.

Il trailer di Black Swan di Darren Aronofsky