di Davide d’Amore.
Nella periferia torinese degli anni Settanta una banda di ragazzini gioca fra le lamiere arrugginite di fabbriche abbandonate. Un ricco ed educato dottore fa il suo ingresso in questo scenario brullo e assolato. La comparsa di un mostro sconvolge un terreno inviolabile, e un gruppo di piccoli eroi dovrà trovare il coraggio di affrontarlo.
“Ruggine” è un film che intreccia abilmente diverse tematiche: è un racconto sull’amicizia, una rappresentazione emblematica dell’inevitabile riemergere del passato nel presente, una riflessione sul potere e le sue dinamiche subdole e distorte, nonché un’intensa e coinvolgente “fiaba nera”. I toni fiabeschi si avvertono già dall’incipit, in cui due dei giovani protagonisti, Sandro (Giuseppe Furlò) e Cinzia (Giulia Coccellato), si scambiano delle parole timide e qualche tenera carezza sotto una scia danzante di polvere, resa dorata da un fascio di luce che filtra da una fessura sul soffitto del “castello”, un traballante assembramento di rottami rugginosi elevati dai bambini a dimora di giochi e avventure. Read more

















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