Archive for sociale

20 Set 2011

“Ruggine” di Daniele Gaglianone

No Comments drammatico, sociale

di Davide d’Amore.

Nella periferia torinese degli anni Settanta una banda di ragazzini gioca fra le lamiere arrugginite di fabbriche abbandonate. Un ricco ed educato dottore fa il suo ingresso in questo scenario brullo e assolato. La comparsa di un mostro sconvolge un terreno inviolabile, e un gruppo di piccoli eroi dovrà trovare il coraggio di affrontarlo. Ruggine di Daniele Gaglianone “Ruggine” è un film che intreccia abilmente diverse tematiche: è un racconto sull’amicizia, una rappresentazione emblematica dell’inevitabile riemergere del passato nel presente, una riflessione sul potere e le sue dinamiche subdole e distorte, nonché un’intensa e coinvolgente “fiaba nera”. I toni fiabeschi si avvertono già dall’incipit, in cui due dei giovani protagonisti, Sandro (Giuseppe Furlò) e Cinzia (Giulia Coccellato), si scambiano delle parole timide e qualche tenera carezza sotto una scia danzante di polvere, resa dorata da un fascio di luce che filtra da una fessura sul soffitto del “castello”, un traballante assembramento di rottami rugginosi elevati dai bambini a dimora di giochi e avventure. Read more

17 Lug 2011

We want sex e Le donne del 6^ piano: la condizione femminile negli anni 60

No Comments commedia, festa della donna, sociale

We want sex e Le donne del 6^ piano, sebbene con stili diversi, raccontano con leggerezza la condizione femminile della donna europea negli anni ’60, ma risvegliando problematiche a tutt’oggi attualissime.
Casualmente mi è capitato di vedere questi due film a distanza ravvicinata e il parallelo è nato spontaneo. Un film inglese e uno francese, diversi come stili, ma con diverse caratteristiche comuni, che mi hanno fatto pensare che sarebbero un’interessante scelta per un cineforum tematico.

We want sex

una scena di We want sex

Film inglese di Nigel Cole (il regista dell’Erba di Grace) che racconta in modo romanzato un fatto realmente accaduto: la lotta per la pari retribuzione tra uomini e donne nel 1968 alla Ford. Sono 187 le operie tessili del colosso dell’automobilismo americano nello stabilimento di Dagenham (Inghilterra) a fronte di 55mila uomini. Sebbeno sarte professioniste non sono considerate operaie specializzate e hanno una retribuzione nettamente inferiore ai loro colleghi uomini, per il semplice fatto di essere donne. Una situazione socialmente accettata. Ma i tempi cambiano, le donne si emancipano da tutti i punti di vista e le operaie fordiste capitanate dalla volitiva Rita riescono con ironia e buon senso a farsi ascoltare dai sindacati, dalla comunità locale e infine dal Governo.

Le donne del sesto piano

Una scena de Le donne del sesto piano

Film francese del regista Philippe Le Guay, che racconta la storia di un gruppo di cameriere spagnole a servizio delle famiglie borghesi parigine. Fuggono dalla spagna Franchista in cerca di libertà e lavoro, ma vivono in una soffitta in una Parigi, indifferente e razzista. Ma la loro energia, l’entusiasmo e il saper vivere con buon senso e solidarietà cambierà la piatta vita dell’esperto finanziario Jean-Louis Jober e della moglie Suzanne, il cui massimo impegno settimanale è la partita a bridge con le amiche.

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06 Lug 2011

Sali… in Zucca! Gip e SinfoniaLab: eperimenti di cinema tascabile

No Comments Eventi, sociale

Dopo tanto dispensare consigli, questa volta racconto una piccola esperienza di regia che mi ha coinvolto in prima persona, insieme al resto del team di SinfiniaLab
Già da diversi mesi stiamo lavorando ad una campagna di sensibilizzazione contro l’uso di Smart Drugs, che è stata lanciata proprio in questi giorni.

Testimonial del progetto è Gip delle Iene, un personaggio che con la sua ironia “un po’ bastarda” riesce a comunicare senza falsi moralismi, mettendosi in dialogo con i giovani. Chi già lo conosce sa che il suo pezzo forte sono le gag stile candid in cui sfotte la gente comune, cercando di creare effetti di straniamento o mettendo in discussione regole e buone maniere. Abbiamo quindi pensato ad un video che mantenesse questo tipo di approccio, ma che potesse coinvolgere in modo diretto il nostro target. L’idea è stata quindi quella di realizzare una sorta di video interattivo.
Vebbè lo capite meglio se ci giocate

Smart Game

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