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	<title>Cinema Tascabile &#187; personaggi</title>
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	<description>film a portata di divano</description>
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		<title>Addio Liz! il mio ricordo di Elizabeth Taylor</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 20:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[attori]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; morta oggi a 79 anni Elizabeth Taylor, una delle attrici più belle, carismatiche e discusse di Hollywood; forse una delle ultime vere &#8220;dive&#8221; hollywoodiane. Mia madre lo ricorderà ancora quanto amassi da bambina Liz Taylor. Mi piaceva perchè aveva gli occhi viola. Mi sembrava bellissima. Il mio ricordo di Elizabeth Taylor è nel personaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/03/Elizabeth-Taylo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1288" title="Elizabeth Taylor" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/03/Elizabeth-Taylo.jpg" alt="" width="482" height="303" /></a></p>
<p>E&#8217; morta oggi a 79 anni <strong>Elizabeth Taylor</strong>, una delle attrici più belle, carismatiche e discusse di Hollywood; forse una delle ultime vere &#8220;dive&#8221; hollywoodiane. Mia madre lo ricorderà ancora quanto amassi da bambina Liz Taylor. Mi piaceva perchè aveva gli occhi viola. Mi sembrava bellissima. Il mio ricordo di Elizabeth Taylor è nel personaggio <strong>di Amy delle sorelle March in <em>Piccole donne</em></strong>. Ve la ricordate? Con quei boccoloni biondi? Lei che aveva degli splendidi capelli corvini! Mi piaceva moltissimo <em>Piccole donne</em> e adoravo il personaggio di Amy. A tutte piaceva Jo, perchè era una neofita del femminismo, era forte, volitiva, intelligente. Eppure a me piaceva Amy, forse la peggiore: la sorellina minore fastidiosetta, vanitosa, esuberante ed egosita. Credo sia stata proprio Liz Taylor a farmi amare questo personaggio.<span id="more-1287"></span></p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/03/amy-Liz-taylor.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1289" title="Liz Taylor nel ruolo di Amy March" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/03/amy-Liz-taylor.jpg" alt="" width="482" height="392" /></a></p>
<p>Ancora più giovane la ricordo nel primo <em>Lassie</em>, di cui non ricordo il titolo esatto. E poi invece in film storico/sentimentali come <em>Quo Vadis? </em>e <em>Cleopatra</em> e poi con <strong>Paul Newman</strong> in <em>La gatta sul tetto che scotta</em> e poi in realtà non è che conosco bene la sua filmografia, ma mi affiornao una serie di spezzoni in cui lei fa sempre la moglie ribelle e caparbia, come nella <em>Bisbetica domata</em> di <em>Zeffirelli</em>, tipi di personaggi che forse si adattavano bene al suo carattere indomito, lei che di mariti ne ha avuti ben 7 (sposandosi 8 volte! Ben 2 volte con <strong><em>Richard Burton</em></strong>). Un personaggio in tutti sensi; una donna energica e passionale nel cinema e nella vita.</p>
<p>Addio diva dagli occhi viola!</p>

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		<title>The Social Network (il lato oscuro di Facebook)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 08:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veruska</dc:creator>
				<category><![CDATA[cineforum/scuole]]></category>
		<category><![CDATA[drammatico]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;inquietudine il sentimento che mi ha pervasa per quasi tutta la durata di &#8220;The Social Network&#8220;, e &#8211; diciamolo subito &#8211; chi vuole vedere un film su Facebook dovrebbe scegliere un&#8217;altra pellicola. Non ho ancora visto &#8220;Il discorso del Re&#8221;, quindi non posso sapere se la Notte degli Oscar è stato un furto ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/03/The_Social_Network.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1271" title="The Social Network di David Fincher" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/03/The_Social_Network.jpg" alt="Wallpaper di The Social Network" width="482" height="274" /></a></p>
<p>E&#8217; l&#8217;inquietudine il sentimento che mi ha pervasa per quasi tutta la durata di &#8220;<strong>The Social Network</strong>&#8220;, e &#8211; diciamolo subito &#8211; chi vuole vedere un film su <strong>Facebook</strong> dovrebbe scegliere un&#8217;altra pellicola. Non ho ancora visto &#8220;Il discorso del Re&#8221;, quindi non posso sapere se la Notte degli Oscar è stato un furto ai danni di un&#8217;opera che meritava maggiori attenzioni, ma qui il <strong>regista David Fincher </strong>(David, mi avevi già abbondamente convinta con <em>Seven</em>, con <em>Fight Club</em> hai guadagnato la mia stima eterna e ora ti meriti un inchino) è capace di dirigere con la solita maniacalità &#8211; si parla anche di 99 ciak per scena!!! &#8211; attori nati per questi ruoli, in primis <strong>Jesse Eisenberg</strong> e <strong>Andrew Garfield, </strong>ma notevole è anche l&#8217;interpretazione di <strong>Justin Timberlake</strong> (no, non è un omonimo, è proprio l&#8217;ex front man della boy band &#8216;N Sync)<strong>. </strong>Non è un biopic su <strong>Mark Zuckerberg </strong>- anche se inizialmente potrebbe sembrarlo &#8211; nè la storia di un successo finanziario, perchè è mostrato con evidenza il disinteresse del padre, o meglio di uno dei padri, di Facebook per il denaro. Lo sceneggiatore <strong>Aaron Sorkin</strong> ha voluto raccontarci <strong></strong>i retroscena nascosti tra le righe di codice del più popolare social network del mondo, analizzando nel dettaglio la nascita e la crescita di un&#8217;ossessione, quella che porta un genietto di Harvard (e lì a quanto pare abbondano) a creare il programma del secolo, trasformandosi da nerd del dormitorio al più giovane miliardario del mondo (ma sempre nerd, sia chiaro). La stessa ossessione che colpisce anche molti utenti di Facebook, dentro e fuori il film, che entrano di continuo nella loro pagina e controllano in modo maniacale quel che fanno i loro amici&#8230; meccanismo al quale, come vedrete, non è immune nemmeno il nostro buon Mark. E alla fine resta solo una domanda: ma Zuckerberg ci è o ci fa? Cioè puoi davvero essere così preso dalla tua creatura da non accorgerti che sta distruggendo tutti i legami della tua vita? Forse si, o forse tutto il senso di questa storia è racchiuso nella battuta &#8220;Non sei uno stronzo, Mark. Cerchi solo ostinatamente di esserlo&#8221;. Una curiosità che vi farà apprezzare maggiormente il film: i <strong>gemelli Winklevoss</strong> sono in realtà interpretati da un unico attore (e quando vedrete la scena della gara di canottaggio &#8211; sublime! &#8211; apprezzerete questo piccolo aneddoto, credetemi).</p>
<p>ps: la citazione che non mi levo più dalla testa?! Erika: &#8220;È meglio se restiamo amici, Mark&#8221; – MZ: &#8220;Io non voglio amici&#8221;. Punto.</p>

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		<title>&#8220;Mammuth&#8221; un film di Benoît Delépine e Gustave Kervern</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 21:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peter pasquer</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[drammatico]]></category>
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		<category><![CDATA[Francia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rombo di una moto e un paesaggio che veloce scorre davanti ai nostri occhi. Un paesaggio che non hai nemmeno il tempo di riconoscere ché un altro ha già preso il sopravvento. E poi un altro e un altro ancora, diverso e simile al precedente. Una corsa verso un dove ipotetico, tanto rumore nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1165" title="banner-mammuth" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/01/banner-mammuth.jpg" alt="banner-mammuth" width="482" height="321" /></p>
<p>Il rombo di una moto e un paesaggio che veloce scorre davanti ai nostri occhi. Un paesaggio che non hai nemmeno il tempo di riconoscere ché un altro ha già preso il sopravvento. E poi un altro e un altro ancora, diverso e simile al precedente. Una corsa verso un dove ipotetico, tanto rumore nelle orecchie e una realtà che non si riesce mai ad afferrare. E&#8217; così che inizia “Mammuth”, di Benoît Delépine e Gustave Kervern.<br />
Dopo vent&#8217;anni di impiego presso un mattatoio per suini, Serge Pilardosse (Gérard Depardieu) va finalmente in pensione. Tutto filerebbe liscio se non mancassero, ai fini del conteggio retributivo, alcuni certificati attestanti i contributi versati durante i lavori svolti prima dell&#8217;ultimo impiego. Cosa fare però se sin dall&#8217;età adolescenziale ha sempre lavorato in nero? Sua moglie ha pochi dubbi in proposito. Preoccupata dall&#8217;ingombrante inattività del marito tra le pareti domestiche quanto dall&#8217;idea di un futuro economico peggiore del presente, lo spinge a rintracciare i vecchi datori di lavoro per provare a recuperare i documenti necessari al calcolo della pensione. In groppa alla sua Munch Mammuth del &#8217;72, Serge attraversa allora buona parte della Francia compiendo un&#8217;impresa eroica e rivoluzionaria che lo avvicina al vecchio Alvin Straight di “Una storia vera” di Lynch. Con una differenza. L&#8217;obbiettivo finale in questo caso è presto dimenticato.</p>
<p>Sin dalle prime battute “Mammuth” sembra un dramma alla maniera del primo Loach o, per restare in territorio francofono, sulla falsariga di quelli dei fratelli Dardenne. Il mondo del lavoro da un lato, vicissitudini familiari dense di sacrifici e incomprensioni, denuncia e impegno civile. Tale sensazione viene però mitigata quando la storia comincia a inanellare gag e scene paradossali indossando, su quelli del dramma, i panni di una comicità semplice e scomposta che trova in Gérard Depardieu, l&#8217;interprete perfetto. Il suo Serge Pilardosse, come il mammuth del titolo, è davvero una specie di elefante estinto, lento nei movimenti e nel cervello ma dotato di una memoria emotiva pesante, ingombrante.</p>
<p>Ne abbiamo un indizio quando al cospetto della sua vecchia moto, Serge avverte (e noi vediamo) la presenza di una donna insanguinata (la glaciale e sempre splendida Isabelle Adjani) alle sue spalle. Un fantasma, una scheggia horror piantata con forza nel corpo di un racconto iperrealista, un&#8217;incrinatura farcita di interrogativi: chi è costei? Perché appare giusto adesso che Serge ha ripreso la sua moto? E perché Serge ha abbandonato in garage la sua Munch Mammuth per così tanto tempo? Se la spiegazione dataci da una vita lavorativa e affettiva sedentaria ci sembra poco esaustiva allora è in un possibile rimosso che va cercata la verità. Eppure il passato di Serge è solo una fitta sequela di decisioni prese un po&#8217; per caso e un po&#8217; per esigenza. Non nasconde nulla di mitico. Se il look e l&#8217;espressione bolsa ricordano il wrestler interpretato da Mickey Rourke nell&#8217;intenso film di Aronofsky e anche vero che poco di quel personaggio appartiene al nostro caro mammuth. Serge non ha alcunché di glorioso da ricordare davanti allo specchio. Più che un wrestler è un piccolo Lebowsky senza il contesto grottesco ed esplosivo dei Coen, un bombo morettiano in chiave apolitica e apolide o forse &#8211; più semplicemente &#8211; un personaggio unico ma come tanti. Dimenticato e, al contempo, indimenticabile.</p>
<p>La sceneggiatura di Delépine e Kervern gioca la carta della frammentarietà come per ribadire nella forma parte del contenuto, giacché è proprio l&#8217;impresa donchisciottesca di recuperare i frammenti sparsi del suo passato lavorativo che spinge Serge alla partenza. Ed è proprio un puzzle il regalo di commiato che i colleghi del mattatoio gli consegnano nella più completa indifferenza. Nemmeno a dirlo: né l&#8217;uno (la missione), né l&#8217;altro (il puzzle) saranno mai portati a termine.</p>
<p>La narrazione si scompone così in capitoli qualche volta forzati, altre volte illuminanti, disegnando comunque il ritratto di una Francia cinica, precaria, nascosta (ma poi mica tanto&#8230;) costellata da personaggi amorali, squallidi, sconfitti, inaciditi, tutti accomunati dall&#8217;idea che Serge sia, dopotutto, uno stupido. Tutti meno Solange. La giovane nipote ritardata è infatti l&#8217;unica a vedere nello “zio patata” (così chiama affettuosamente Serge) un artista, un talento invisibile agli occhi degli altri. E&#8217; la sindrome di Gulliver: gigante a Lilliput e piccolo a Brobdingnag, dove Brobdingnag è la norma e Lilliput l&#8217;eccezione. Ma Serge è anche altro. Sarà anche il primo degli idioti e l&#8217;ultimo dei poeti possibili, ma è soprattutto un uomo che ama, che sente con tutto se stesso. Ed è qui che la sceneggiatura alza il tiro. Accanto al racconto dei personaggi, “Mammuth” propone dei flashback uditivi legati a lontani frammenti di conversazione. Non più il pensiero in voce off del personaggio, bensì gli echi di un ricordo ancora vivo. Il germe da cui è scaturito il presente in cui gli tocca vivere. E&#8217; il caso di Serge quando ricorda l&#8217;ultimo dialogo con la fantomatica donna che, ancora imbrattata di sangue, non lo lascia in pace: la passione, l&#8217;appuntamento e l&#8217;incidente mortale. L&#8217;amore perduto e il senso di colpa per essere rimasto ancorato ad una vita che ha perso di senso.</p>
<p>Ed è anche il caso di Catherine, sua moglie (una titanica Yolande Moreau), quando durante una pausa di lavoro, fissando il vuoto dell&#8217;ipermercato, rammenta il primo incontro con suo marito. Anche lei, pur restando ferma nella sua cittadina, compie un viaggio: dalla difficile sopportazione dell&#8217;ingombrante mammuth alla riscoperta della sua assenza, della sua importanza. A tal proposito, l&#8217;abbraccio finale tra i due è quanto di più commovente ci si possa aspettare. Un “ti amo”, quello di Serge, come da tempo al cinema non se ne sentivano. Vero e toccante, malgrado ci arrivi di spalle e nell&#8217;angusto spazio del bagno di casa. Del resto, per tutto il film, la regia di Delépine e Kerven non concede nulla allo spettacolo; anarchica, anti-borghese, si guarda bene dal piacere a tutti i costi. Proprio come il personaggio di Serge Pilardosse. Ai margini della società e ai margini di queste inquadrature sgranate, sfuocate, storte ma sempre coerenti e funzionali con il racconto in atto. Una messinscena asciutta e lucida come la poesia che Serge consegna infine all&#8217;esame di maturità. Il riassunto in versi di un viaggio cominciato parecchio tempo prima:<br />
“<em>Un giorno un uccellino mi ha sussurrato<br />
che per tutta la vita ho solamente lavorato,<br />
tutta la vita a contare le ore,<br />
tutta la vita a versare sudore.<br />
Quel che in inverno riuscivo a guadagnare<br />
lo spendevo in estate per viaggiare.<br />
Anno dopo anno, sempre mal gestite,<br />
sono queste le ferie retribuite.<br />
Ho lavorato come un dannato<br />
per dimenticare tutto il passato,<br />
ho lavorato e mai ascoltato il mio cuore<br />
solamente per conservare il mio amore.<br />
Ora finalmente vi faccio una confessione:<br />
per me il lavoro è stato un&#8217;ossessione<br />
ma grazie alle mie muse<br />
so che ormai il mio solo lavoro<br />
sarà difendere l&#8217;amore<br />
come il mio unico tesoro</em>.&#8221;<br />
(Serge Pilardosse)</p>

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		<title>Condannato Jafar Panahi, regista iraniano scomodo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 18:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Era stato arrestato il 2 marzo scorso Jafar Panahi, Leone d&#8217;oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2000 per il film il Cerchio. Regista inviso al Governo Iraniano per la sua condotta nella vita pubblica anche e soprattutto come intellettuale. Panahi era stato più volte &#8220;avvisato&#8221;, fermato e arrestato. Gli era stato persino impedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1138" title="jafar-panahi" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/12/jafar-panahi.jpg" alt="jafar-panahi" width="480" height="270" /><br />
Era stato <a href="http://www.cinematascabile.com/sociale/il-nostro-sostegno-a-jafar-panahi/">arrestato il 2 marzo scorso Jafar Panahi</a>, Leone d&#8217;oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2000 per il film il Cerchio. Regista inviso al Governo Iraniano per la sua condotta nella vita pubblica anche e soprattutto come intellettuale. Panahi era stato più volte &#8220;avvisato&#8221;, fermato e arrestato. Gli era stato persino impedito di <a href="http://www.cinematascabile.com/drammatico/elio-germano-premiato-a-cannes-i-migliori-attori-scatenano-la-polemica/">presenziare all&#8217;interno della Giuria al Festival di Cannes</a><br />
Il classico intellettuale scomodo, <strong>condannato ora a 6 anni di carcere e a 20 anni di ineterdizione da fare cinema come regista e sceneggiatore, ma anche a rilasciare interviste alla stampa nazionale e internazionale</strong>.<br />
Ancora una volta Cinema Tascabile, piccola voce del Cinema, esprime tutta la solidarietà a questo Maestro, sperando che le reazioni del mondo occidentale possano qualcosa.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/20/news/panahi_condannato-10431553/?ref=HREC2-3">L&#8217;articolo completo di Repubblica</a></p>

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		<title>Addio a Mario Monicelli</title>
		<link>http://www.cinematascabile.com/personaggi/addio-a-mario-monicelli/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 13:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Scompare a 95 anni Mario Monicelli, il Maestro della Commedia all&#8217;Italiana. Bella questa intervista recente in cui ripercorre i suoi 50 anni di carriera con ben 64 film. Parla più in generale di come il lavoro sia una cosa piacevole e gratificante se fatto nella maniera giusta, con gli strumenti giusti e le persone giuste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scompare a 95 anni Mario Monicelli, il Maestro della Commedia all&#8217;Italiana.</p>
<p>Bella questa intervista recente in cui ripercorre i suoi 50 anni di carriera con ben 64 film. Parla più in generale di come il lavoro sia una cosa piacevole e gratificante se fatto nella maniera giusta, con gli strumenti giusti e le persone giuste e di come sia difficile lavorare con le persone mediocri e facile con le persone di qualità.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5-IKUcBWY-M?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5-IKUcBWY-M?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Mario Monicelli inizia a fare Cinema nel 1934, quando il cinema era  magico e chi faceva cinema era un mago, se non prorprio un balordo, quando il cinema era la Lanterna Magica. Personaggio cinico e disincantato, a volte burbero, un tipo che certo non le mandava a dire.</p>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monicelli#Filmografia">filmografia di Monicelli</a> è amplissima, ma il mio ricordo preferito sono i <em>Soliti Ignoti</em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/y2rMI7MyVms?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/y2rMI7MyVms?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>Il mio ricordo di Claude Chabrol al Cinema &#8220;Le Champo&#8221; di Parigi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 18:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana è scomparso Claude Chabrol, a pochi mesi di distanza dall&#8217;amico e collega Eric Rohmer. Aveva 80 anni Chabrol, portati benissimo, fisicamente e per la vivacità di spirito. Ho avuto la fortuna di incontrarlo poco più di un anno fa a Parigi. Ero appena arrivata e praticamente direttamente dall&#8217;aereo, con Julie ci siamo scapicollate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-805" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/09/banner-chabrol.jpg" alt="" width="485" height="317" /></p>
<p>Questa settimana è scomparso Claude Chabrol, a pochi mesi di distanza dall&#8217;amico e collega <a href="http://www.cinematascabile.com/personaggi/si-e-spento-il-raggio-verdeomaggio-a-eric-rohmer/">Eric Rohmer</a>.<br />
Aveva 80 anni Chabrol, portati benissimo, fisicamente e per la vivacità di spirito. <a href="http://www.cinematascabile.com/eventi/incontro-con-chabrol-a-parigi/">Ho avuto la fortuna di incontrarlo poco più di un anno fa a Parigi.</a> Ero appena arrivata e praticamente direttamente dall&#8217;aereo, con Julie ci siamo scapicollate al cinema <em>Le Champo</em>, dove proiettavano &#8220;Le bonnes Femmes&#8221;. Quando siamo arrivate il film era già finito, ma siamo riuscite a intrufolarci in sala a luci spente, dove Claude Chabrol aveva appena iniziato a parlare del film e più in generale della sua carriera.<br />
Non sapendo il francese, io non capivo assolutamente una parola e Julie mi traduceva i passaggi salienti, ma di rado mi è capitato di incontrare una persona così comunicativa.<strong> Un arzillo ottantenne uomo di spirito, gioviale e irriverente, che ironizzava su di sé e su come venisse considerato all’inizio il peggiore autore della Nouvelle Vague e del resto solo un vero maestro sa prendere con sarcasmo i poco edificanti commenti dei critici</strong>.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-806" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/09/banner2_chabrol.jpg" alt="" width="482" height="321" /></p>
<p>Si è intrattenuto per un’ora e mezza con il suo pubblico, mettendosi assolutamente alla pari, ascoltando tutti con attenzione e rispondendo a ogni domanda. Che dire: cosa c’è di più bello di poter discutere di un film direttamente con il suo regista?<br />
E dopo siamo andate in un Bistrò a mangiare una fonduta che ancora ricordo. Una serata speciale, il mio ricordo di Claude Chabrol.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="489" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/148iHOUmXGw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="489" height="295" src="http://www.youtube.com/v/148iHOUmXGw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>Filmografia di Tim Burton formato poster</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 17:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[locandine]]></category>
		<category><![CDATA[poster]]></category>
		<category><![CDATA[tim burton]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è qualcuno che si è divertito a disegnare dei poster per ognuno dei film di quel geniaccio di Tim Burton, ciascuno giocato su un elemento caratterizzante del film. Belli davvero, complimenti, chissà se il vecchio Tim lo sa?! Gli altri poster della collezione All content © Copyright 2010 by Hexagonall.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-705" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/07/banner-burton.jpg" alt="" width="482" height="149" /></p>
<p>C&#8217;è qualcuno che si è divertito a disegnare dei poster per ognuno dei film di quel geniaccio di Tim Burton, ciascuno giocato su un elemento caratterizzante del film.</p>
<p>Belli davvero, complimenti, chissà se il vecchio Tim lo sa?!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-703" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/07/banner1.jpg" alt="" width="482" height="340" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-704" title="banner2" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/07/banner2.jpg" alt="banner2" width="481" height="340" /></p>
<p><a href="http://hexagonall.com/blog/?p=1225#">Gli altri poster della collezione</a></p>
<p>All content © Copyright 2010 by Hexagonall.</p>

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		<title>Howl, il poema della beat generation al cinema</title>
		<link>http://www.cinematascabile.com/animazione/howl-il-poema-della-beat-beneration-al-cinema/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 13:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[animazione]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[beat generation]]></category>
		<category><![CDATA[Ginseberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Il piccolo Oliver oggi è pensieroso. Non ha avuto delle buone giornate. Nell&#8217;ultima settimana non lo distinguevo più dal tappetino del bagno: completamente appiattito sulle mattonelle in cerca di un po&#8217; di frescura, mi guardava con l&#8217;occhio languido del pesce fuori dall&#8217;acqua. Poi finalmente ieri ho portato a casa il ventilatore. Lui lo ha studiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-687" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/07/banner-howl1.jpg" alt="" width="482" height="265" /></p>
<p>Il piccolo Oliver oggi è pensieroso. Non ha avuto delle buone giornate. Nell&#8217;ultima settimana non lo distinguevo più dal tappetino del bagno: completamente appiattito sulle mattonelle in cerca di un po&#8217; di frescura, mi guardava con l&#8217;occhio languido del pesce fuori dall&#8217;acqua.</p>
<p>Poi finalmente ieri ho portato a casa il ventilatore. Lui lo ha studiato a lungo, ha cominciato a cercare di intercettare l&#8217;aria, la seguiva e si accasciava, ma il vento si spostava e lui lo seguiva e si accasciava, lo seguiva e si accasciava, un&#8217;operazione estenuante!<br />
Sul tardi finalmente prende sonno, ma in piena notte &#8220;mao, MAO, MAAOOOO&#8221; ha paura dei tuoni e in effetti c&#8217;è un casino là fuori tra botti, fulmini e grandine e decide di piazzarsi nel letto esattamente sopra la mia testa&#8230; l&#8217;inclinazione di caduta della grandine ci costringe a chiudere le finestre e a passare il resto della notte insonne soffocati dal caldo e dal pelo di micio.</p>
<p>Oggi Oliver è così</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-688" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/07/oliver1.jpg" alt="" width="482" height="264" /></p>
<p>Per tirarlo sù di morale ci mettiamo a guardare insieme i film di prossima uscita. Ci colpisce una locandina, molto bella (Oliver me lo fa capire perchè inizia a leccare il monitor). E&#8217; <strong>Howl</strong> il nuovo film di<strong><em> Rob Epstein</em></strong> e <em><strong>Jeffrey Friedman</strong></em>, presentato in concorso al Festival di Berlino 2010, che parla del poema più famoso di <strong>Allen Ginsber</strong> &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howl">Howl</a>&#8221; (l&#8217;urlo), manifesto della beat generation. Viene pubblicato nel 1955 da Lawrence Ferlinghetti, che 2 anni dopo finisce in tribunale insieme all&#8217;autore, perchè il libro contiene argomenti scabrosi: droga, sesso e soprattutto omosessualità.</p>
<p>La cosa che mi sembra particolaremente interessante del film è che le scene del racconto si alternano alla <strong>raffigurazione dei versi attraverso animazioni,</strong> come si intuisce da questo <a href="http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Video/?key=47824|3792&amp;ply=1">filmato di presentazione</a></p>
<p><strong>In Italia, esce il prossimo 27 agosto</strong>. Oliver e io abbiamo deciso di andarlo a vedere.</p>
<p>Questa è la locandina che ci ha incuriosito&#8230; bella no?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-683" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/07/howllocandina.jpg" alt="" width="432" height="642" /></p>

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		<title>Occasioni perse e ottimi investimenti&#8230;in una specie di società di frutta</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 21:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[attori]]></category>
		<category><![CDATA[forrest gump]]></category>
		<category><![CDATA[Harrison Ford]]></category>
		<category><![CDATA[John Travolta]]></category>
		<category><![CDATA[Julia Roberts]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho letto su Repubblica un articolo curioso che riportava a sua volta una classifica fatta dal New York Post di assurdi rifiuti da parte di attori del cinema più o meno famosi di ruoli da protagonisti in film che avrebbero poi avuto successi strepitosi. Per esempio, Indiana Jones, chi potrebbe immaginarlo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-661" title="Forrest Gump" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/06/banner-forrst-gump.jpg" alt="Forrest Gump" width="482" height="301" /></p>
<p>Qualche giorno fa ho letto su <em>Repubblica </em>un articolo curioso che riportava a sua volta una classifica fatta dal <em>New York Post</em> di assurdi rifiuti da parte di attori del cinema più o meno famosi di ruoli da protagonisti in film che avrebbero poi avuto successi strepitosi. Per esempio, <strong><em>Indiana Jones</em></strong>, chi potrebbe immaginarlo con un volto diverso da quello di <em><strong>Harrison Ford</strong></em>? E invece il ruolo era stato pensato per <strong><em>Tom Selleck</em></strong>. Selleck infatti snobbò <em>I predatori dell&#8217;Arca perduta</em>, ritenedolo un film per ragazzini!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-669" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/06/banner-julia-molly1.jpg" alt="" width="482" height="227" />E la bella <em><strong>Julia Roberts</strong></em> lanciata da <strong><em>Pretty Woman</em></strong>? La sua parte era stata offerta a <strong><em>Molly Ringwald</em></strong>, che oggi non so davvero cosa faccia, ma negli anni 80 spopolava soprattutto in America, ma che temeva di compromettere la sua carriera di successo interpretando il ruolo di una prostituta. Ma vi pensate? Julia credo che ancora brindi tutte le sere alla sua scarsa capacità di giudizio&#8230;</p>
<p>E <strong><em>Titanic</em></strong>? Credo che oggi nessun attore con un po&#8217; di testa potrebbe declinare un ingaggio da parte di <em><strong>James Cameron</strong></em>, ma all&#8217;epoca <em><strong>Gwynet Paltrow</strong></em> rifiutò la parte della protagonista femminile, che come sappiamo andò poi a <em><strong>Kate Winslet</strong></em>. Gwynet in effetti non mi è mai sembarata una sveglissima.</p>
<p><em><strong>Michelle Pfeiffer </strong></em>regalò il ruolo di Clarice nel <em><strong>Silenzio degli Innocenti</strong></em> a <strong><em>Jodie Foster</em></strong> e così via: il volto di <em><strong>Forrest Gump</strong></em> non doveva essere quello di <em><strong>Tom Hanks</strong></em> e <em><strong>John Travolta</strong></em> rilanciò la sua carriera con <em><strong>Pulp Fiction</strong></em> grazie al rifiuto di <em><strong>Michael Madsen</strong></em>. Ma l&#8217;attore più masochista o sprovveduto della storia del cinema viene eletto <em><strong>Warren Beatty</strong></em> con una sfilza di ben quattro folli rifiuti: <em>La Stangata</em>, <em>Wall Street</em>, <em>Misery non deve morire</em> e <em>Boogie Nights</em>. Un genio, non c&#8217;è che dire!</p>
<p>Errori madornali, ma anche tanta sfiga in certi casi come quella di <em><strong>John Lithgow</strong></em>, da una cui intervista è nata poi la ricerca del <em>New York Post. </em>In pratica era stato chiamato a interpretare <em>Hannibal Lecter</em>, perchè  <em>Anthony Hopkins</em> non era disponibile, poi però l&#8217;occasione è sfumata,  perchè Hopkins deve aver cambiato idea.</p>
<p><em> </em>Poi in alcuni casi c&#8217;è da dire che con un attore diverso probabilmente la pellicola non avrebbe avuto lo stesso successo, cioè per capirci che in <strong><em>Speed </em></strong>ci fosse stata <em>Halle Berry</em>, piuttosto che, com&#8217;è poi è successo, <em>Sandra Bullock</em>, non credo avrebbe fatto una grande differenza, però è <strong>Tom Hanks che ha reso grande &#8220;Mi chiamo Forrest, Forrest Gump!&#8221; uno dei fortunati investitori di una specie società di frutta</strong> (Apple)&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CKGdOTzRuBg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/CKGdOTzRuBg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>Addio a Dennis Hopper&#8230; che non ha fatto solo Easy Rider</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 19:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Dennis Hopper]]></category>
		<category><![CDATA[Easy Rider]]></category>
		<category><![CDATA[Smiths]]></category>

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		<description><![CDATA[E così se ne va anche Dennis Hopper, a 74 anni, nella sua casa californiana. Pensando a cosa scrivere di questo personaggio, mi è venuto in mente della copertina del The Best degli Smiths, questa che ho pubblicato. Ve la ricordate? E&#8217; di Dennis Hopper!! Sì perchè oltre che regista e attore, Hopper era una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-611" title="Copertina del The Best degli Smiths, foto di Dennis Hopper" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2010/05/banner-smiths.jpg" alt="Copertina del The Best degli Smiths, foto di Dennis Hopper" width="500" height="333" /></p>
<p>E così se ne va anche Dennis Hopper, a 74 anni, nella sua casa californiana. Pensando a cosa scrivere di questo personaggio, mi è venuto in mente della <strong>copertina del The Best degli Smiths,</strong> questa che ho pubblicato. Ve la ricordate? E&#8217; di Dennis Hopper!! Sì perchè oltre che regista e attore, Hopper era una capace e raffinato <strong>fotografo</strong>. Pare che portasse sempre con sè la macchina fotografica per immortalare momenti sia sul set, che in occasioni private, a cene, feste, manifestazioni politiche ecc.</p>
<p>Tutti lo ricordiamo per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Easy_rider">Easy Rider</a>, film supercult del cinema controcorrente americano con l&#8217;allora sconosciuto Jack Nicolson, ma era anche accanto a James Dean in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovent%C3%B9_bruciata">Gioventù bruciata</a>, ha recitato con <strong>Lynch</strong> in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Velluto_blu">Blue Velvet</a>, con <strong>Coppola</strong> in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apocalypse_Now">Apocalypse Now</a> e per la verità anche in una serie di cagate di film, soprattutto in anni recenti, in 50 anni di carriera capirai! 200 film tra cinema e produzioni TV!</p>
<p>Si è dato da fare Dennis, non solo col cinema, ma anche nella vita: 5 mogli (uno dei suoi matrimoni durò solo 8 giorni) e 4 figli, un tipo sopra le righe, che non nascondeva neppure nelle interviste di fare largo uso di cocaina e superalcolici. Ma era anche un collezionista di arte moderna ed era amico di <strong>Andy Wharhol</strong> e <strong>Roy Lichtenstein</strong>. Insomma un bel tipo!</p>
<p>Un assaggio di <em><strong>Easy Rider</strong></em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ns2KkG73EP0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ns2KkG73EP0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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