cinema tascabile
Browsing in personaggi

C’è qualcuno che si è divertito a disegnare dei poster per ognuno dei film di quel geniaccio di Tim Burton, ciascuno giocato su un elemento caratterizzante del film.

Belli davvero, complimenti, chissà se il vecchio Tim lo sa?!

banner2

Gli altri poster della collezione

All content © Copyright 2010 by Hexagonall.

Il piccolo Oliver oggi è pensieroso. Non ha avuto delle buone giornate. Nell’ultima settimana non lo distinguevo più dal tappetino del bagno: completamente appiattito sulle mattonelle in cerca di un po’ di frescura, mi guardava con l’occhio languido del pesce fuori dall’acqua.

Poi finalmente ieri ho portato a casa il ventilatore. Lui lo ha studiato a lungo, ha cominciato a cercare di intercettare l’aria, la seguiva e si accasciava, ma il vento si spostava e lui lo seguiva e si accasciava, lo seguiva e si accasciava, un’operazione estenuante!
Sul tardi finalmente prende sonno, ma in piena notte “mao, MAO, MAAOOOO” ha paura dei tuoni e in effetti c’è un casino là fuori tra botti, fulmini e grandine e decide di piazzarsi nel letto esattamente sopra la mia testa… l’inclinazione di caduta della grandine ci costringe a chiudere le finestre e a passare il resto della notte insonne soffocati dal caldo e dal pelo di micio.

Oggi Oliver è così

Per tirarlo sù di morale ci mettiamo a guardare insieme i film di prossima uscita. Ci colpisce una locandina, molto bella (Oliver me lo fa capire perchè inizia a leccare il monitor). E’ Howl il nuovo film di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, presentato in concorso al Festival di Berlino 2010, che parla del poema più famoso di Allen GinsberHowl” (l’urlo), manifesto della beat generation. Viene pubblicato nel 1955 da Lawrence Ferlinghetti, che 2 anni dopo finisce in tribunale insieme all’autore, perchè il libro contiene argomenti scabrosi: droga, sesso e soprattutto omosessualità.

La cosa che mi sembra particolaremente interessante del film è che le scene del racconto si alternano alla raffigurazione dei versi attraverso animazioni, come si intuisce da questo filmato di presentazione

In Italia, esce il prossimo 27 agosto. Oliver e io abbiamo deciso di andarlo a vedere.

Questa è la locandina che ci ha incuriosito… bella no?

Forrest Gump

Qualche giorno fa ho letto su Repubblica un articolo curioso che riportava a sua volta una classifica fatta dal New York Post di assurdi rifiuti da parte di attori del cinema più o meno famosi di ruoli da protagonisti in film che avrebbero poi avuto successi strepitosi. Per esempio, Indiana Jones, chi potrebbe immaginarlo con un volto diverso da quello di Harrison Ford? E invece il ruolo era stato pensato per Tom Selleck. Selleck infatti snobbò I predatori dell’Arca perduta, ritenedolo un film per ragazzini!

E la bella Julia Roberts lanciata da Pretty Woman? La sua parte era stata offerta a Molly Ringwald, che oggi non so davvero cosa faccia, ma negli anni 80 spopolava soprattutto in America, ma che temeva di compromettere la sua carriera di successo interpretando il ruolo di una prostituta. Ma vi pensate? Julia credo che ancora brindi tutte le sere alla sua scarsa capacità di giudizio…

E Titanic? Credo che oggi nessun attore con un po’ di testa potrebbe declinare un ingaggio da parte di James Cameron, ma all’epoca Gwynet Paltrow rifiutò la parte della protagonista femminile, che come sappiamo andò poi a Kate Winslet. Gwynet in effetti non mi è mai sembarata una sveglissima.

Michelle Pfeiffer regalò il ruolo di Clarice nel Silenzio degli Innocenti a Jodie Foster e così via: il volto di Forrest Gump non doveva essere quello di Tom Hanks e John Travolta rilanciò la sua carriera con Pulp Fiction grazie al rifiuto di Michael Madsen. Ma l’attore più masochista o sprovveduto della storia del cinema viene eletto Warren Beatty con una sfilza di ben quattro folli rifiuti: La Stangata, Wall Street, Misery non deve morire e Boogie Nights. Un genio, non c’è che dire!

Errori madornali, ma anche tanta sfiga in certi casi come quella di John Lithgow, da una cui intervista è nata poi la ricerca del New York Post. In pratica era stato chiamato a interpretare Hannibal Lecter, perchè Anthony Hopkins non era disponibile, poi però l’occasione è sfumata, perchè Hopkins deve aver cambiato idea.

Poi in alcuni casi c’è da dire che con un attore diverso probabilmente la pellicola non avrebbe avuto lo stesso successo, cioè per capirci che in Speed ci fosse stata Halle Berry, piuttosto che, com’è poi è successo, Sandra Bullock, non credo avrebbe fatto una grande differenza, però è Tom Hanks che ha reso grande “Mi chiamo Forrest, Forrest Gump!” uno dei fortunati investitori di una specie società di frutta (Apple)…

Copertina del The Best degli Smiths, foto di Dennis Hopper

E così se ne va anche Dennis Hopper, a 74 anni, nella sua casa californiana. Pensando a cosa scrivere di questo personaggio, mi è venuto in mente della copertina del The Best degli Smiths, questa che ho pubblicato. Ve la ricordate? E’ di Dennis Hopper!! Sì perchè oltre che regista e attore, Hopper era una capace e raffinato fotografo. Pare che portasse sempre con sè la macchina fotografica per immortalare momenti sia sul set, che in occasioni private, a cene, feste, manifestazioni politiche ecc.

Tutti lo ricordiamo per Easy Rider, film supercult del cinema controcorrente americano con l’allora sconosciuto Jack Nicolson, ma era anche accanto a James Dean in Gioventù bruciata, ha recitato con Lynch in Blue Velvet, con Coppola in Apocalypse Now e per la verità anche in una serie di cagate di film, soprattutto in anni recenti, in 50 anni di carriera capirai! 200 film tra cinema e produzioni TV!

Si è dato da fare Dennis, non solo col cinema, ma anche nella vita: 5 mogli (uno dei suoi matrimoni durò solo 8 giorni) e 4 figli, un tipo sopra le righe, che non nascondeva neppure nelle interviste di fare largo uso di cocaina e superalcolici. Ma era anche un collezionista di arte moderna ed era amico di Andy Wharhol e Roy Lichtenstein. Insomma un bel tipo!

Un assaggio di Easy Rider

Street of Crocodiles

A Parigi io e Franz non abbiamo visto la mostra di Kitano (purtroppo!), ma ci siamo goduti qualche bella serata cinéphile… Soprattutto uno straordinario incontro con i fratelli Quay (dal vivo hai modo di scoprire che sono davvero tanto folli quanto immagini guardando i film!) che hanno presentato una serie di loro corti in una sala gremita del Forum des Images. Ah, Parigi!…

Consigliatissimi in particolare:
- Street of Crocodiles (1986), il corto che ha dato loro la notorietà;
- lo straziante In absentia (2000), con musiche appositamente scritte da Stockhausen;
- The Phantom Museum (2003), su un delirante museo inglese con oggetti medici provenienti da tutto il mondo.

Stupendo poi il loro ultimo corto, Maska (2010), tratto da un racconto di fantascienza polacco dell’autore di Solaris, con musiche di Penderecki… Profondamente emozionante, visivamente strepitoso!

Pagina successiva »