Archive for guerra

03 Feb 2010

Avatar 2 – Lettera aperta a James Cameron

6 Comments animazione, fantascienza, giornate natalizie, guerra, surreale

Non è la soffice torta natalizia della Melegatti in versione femminile. Non confondetevi.
Pandora è la terra dei Na’vi, i Watussi Blu di Avatar, il più grande film di tutti i tempi (dicono). Pandora è la vera protagonista (o il vero protagonista, in fondo è un pianeta, o una luna… boh) della pellicola. Una parte di noi, rimpiangendo Balla coi Lupi, avrebbe gradito indugiare più a lungo sulla location. Però il regista ha dato ragione al botteghino e si è concentrato sul plot, la cui banalità è già stata ampiamente commentata. Scriviamo dunque una lettera aperta a James Cameron per esprimere tutte le nostre perplessità e dare alcuni consigli per i previsti sequel.
“Caro James,
grazie per questo film, è davvero una bomba. Tuttavia, tolto il 3D, tolti i super effetti speciali, tolte le esplosioni, della storia di Avatar restano solo gli occhioni gialli dei cartelloni. Non ti chiedo molto, James, però la prossima volta che hai 400 milioni di dollari da spendere per un film, usane almeno 1, uno stramaledetto milione di dollari, per pagare una squadra di scrittori che tirino fuori una cacchio di nuova idea per la sceneggiatura! L’uomo che entra nel lettino e assume una nuova identità ce lo cucchiamo almeno dai tempi di Total Recall (correva il lontano 1990). Poi c’è n’è stati una serie (Johnny Mnemonic e Matrix, giusto per ricordare i più famosi), e l’idea si è spostata sul web (Second Life, Habbo…). Ormai abbiamo presente, capisci James, come funziona. Non serviva farci un altro film. E lo scontro tra i buoni nativi e i cattivi invasori? Salvateci! I critici hanno citato una serie innumerevole di precedenti cinematografici, tra cui il più frequente – e non credo sia un complimento – è Pocahontas.
Vedi, James, anche il periodo dell’addestramento – minchia James, almeno quello – potevi approfondirlo un po’. Hai visto Kill Bill? No, forse no. Kung Fu Panda? Almeno lì c’era una storia, c’erano delle motivazioni. Anche il Panda ha delle motivazioni, James. Dai. I due spilungoni blu saranno pure in 3D, ma sono personaggi piatti come il tetto di una casa messicana. Il soldatino stupido che si innamora della bella selvaggia? Jimmy! Forza! Si poteva fare di più! Per non parlare di Sigourney Weaver in versione Licia Colò, che fa la scuola ai bambinetti ignudi della tribù, neanche fosse Alex Zanotelli.
Ma io questa sagra dell’ovvio te l’avrei perdonata in blocco, James, davvero. Pur di vedere Pandora in tutto il suo splendore botanico, pur di vedere le montagne hallelujah, pur di vedere le straordinarie bestie che ti sei inventato. Ti perdonavo anche gli esoscheletri da cartone animato anni ’70.
Però il generale duro, puro e cattivo, quello no. Quello non l’ho mandato giù. La brutta copia di un incrocio tra Clint Eastwood e il sergente Hartmann di Full Metal Jacket, no! Senza un briciolo di pietà, senza un lampo di ripensamento. Si pettina le cicatrici come simbolo di virilità, spara all’impazzata per tre minuti nell’atmosfera aliena e non ha bisogno del respiratore. Distrugge il gigantesco Albero Casa, compresi donne e bambini, e chiede ai soldati di fare alla svelta perchè lo aspettano per cena. Ma soprattutto, unico sopravvissuto alla catastrofe del suo esercito, arriva al solito scontro finale fra buono e cattivo (rigorosamente a cazzotti) saltando da un’astronave che esplode. Neanche Swarzy su Terminator!
Allora, James, ok che Zoe Saldana è gnocca anche con la mascherina digitale da puffo gigante, però non va bene così. So che hai in mente di fare un sequel e voglio darti un consiglio. Ascoltami, vieni giù dall’albero, smettila di mangiare le albicocche, e ascoltami.
Non vorrei che Avatar 2 andasse peggiorando. Non vorrei che facessi resuscitare Segourney Weaver un’altra volta. Eviterei anche l’atterraggio di un’astronave Alien, e inseguimenti all’ultimo sangue tra Predator e Leo DiCaprio. Barbalbero del Signore degli Anelli, James, almeno lui lascialo a casa.
A me piacerebbe sapere qualcosina di più di Pandora. Quanto è grande? E sul pianeta di cui è satellite, c’è altra vita? Com’è quella storia delle connessioni fra le piante? Il link tra Na’vi e animali come avviene? Ci sono altri uccelloni volanti? E poi, fammi vedere con calma le ranocchie elicottero, i cani lucidi, le pantere giganti, i rinoceronti martello, gli insetti luminosi, le piante anemone. Ecco, James, questo vorrei vedere in Avatar 2. Pandora. Ascoltami, ti prego, perchè ho la soluzione.
Tu vieni in Italia, caro il mio re del mondo, lasci perdere Ribisi e prendi come protagonista il nostro mitico figlio d’arte Alberto Angela. È lui il tuo asso nella manica. Congelalo per 6 anni, portatelo su Pandora e quando tornate, chissà che non vi sia venuta qualche buona idea”.

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16 Gen 2010

Avatar, fiaba green del 2154

6 Comments animazione, fantascienza, giornate natalizie, guerra, surreale

Un'immagine di Avatar

Se qualcuno non se ne fosse accorto ;-) ieri è uscito Avatar anche in Italia, come sapete con un certo ritardo rispetto al resto del pianeta, perchè non si sa mai che l’italiano medio non andasse a vedere un po’ di sano cinema panettone, che d’altra parte nel nostro paese è diventato ormai d’essai. Ma chiudiamo subito le polemiche, perchè su Avatar ci sarebbe da scrivere un poema, più che un post e non so davvero da dove cominciare. Lasciando perdere quanti milioni è costato a Holliwood, quanti ne ha incassati, quanti anni di realizzazione, quali fantasmagoriche tecnologie su cui abbiamo potuto leggere articoli su articoli in attesa del grande evento…. andiamo finalmente al film.
Va detto innanzitutto che anche se non vi piacciono i colossal, anche se vi fa schifo la fantascienza e non sopportate quel megalomane di Cameron, il film va assolutamente visto anche solo per l‘esperienza che vivrete: un’immersione totale nella lussureggiante natura di Pandora, corse e voli di animali fantastici, alberi, fiori, montagne, colori, luci, paesaggi notturni… una meraviglia per tutti i sensi! Pandora mi ha ricordato molto Laputa, il leggendario castello volante di Miyazaki (regista ambientalista per eccellenza che merita che al più presto gli venga dedicato un post).
Avatar è ricco di riferimenti di ogni sorta: cinematografici, letterari, storici, spirituali. Una delle cose che ho apprezzato di più è quanto un film così tecnologico possa essere umano, commovente, spirituale. La tecnologia al servizio delle emozioni: onore a Cameron per questo! La simbiosi tra uomo e natura è il tema centrale del film, una simbiosi che è spirituale. La vita viene dalla natura e alla natura ritorna: l’energia ci viene prestata, ma un giorno dovremo restituirla, spiega la bella principessa blu Neytiri all’Avatar del marine Jake Sully. Tra l’altro dal sanscrito Avatar significa “Disceso” e per la religione induista è l’assunzione di un corpo fisico da parte di Dio e se vi guardate le immagini di Krishna nell’avatar è blu. Bah non so se sia questo il motivo per cui il popolo Na’vi indigeno di Pandora è blu… forse c’è una spiegazione molto più semplice ;-)
A proposito di Marines invece il buon vecchio Cameron c’è andato giù pesante, che per lo stereotipo che abbiamo noi europei forse non è neppure così eclatante, ma in America che i marines vengano dipinti come zotici, ignoranti, guerrafondai, di una stupidità quasi nauseante non è proprio scontato :-)
La parte di più bella e poetica del film è quella centrale dell’iniziazione di Jake, che come un bambino impara a vivere in connessione con la natura. Bella l’idea di esplicitare questo concetto anche attraverso una connessione fisica dai capelli umani alle piante e agli animali.
Non mi ha convinto invece lo scontro finale tra terrestri distruttori e nativi difensori della natura. Certo fai il film più costoso della storia del cinema e non ci metti una bella battaglia totale con missili, bombe, mitragliatori contro frecce e draghi volanti? E’ pur sempre un Blockbuster!

08 Gen 2010

Cinema e i reduci: da Gran Torino a Brothers

4 Comments cineforum/scuole, drammatico, guerra, memoria, storico

Inizio d’anno dedicato ai reduci: ho visto Brothers al cinema e Gran Torino in dvd, che mi ero persa. Per Gran Torino rimando al post di Luca e confermo che è un ottimo film, anche se ha un approccio molto americano e che rimane abbastanza sterotipato e prevedibile nel finale, però una bella storia diretta da un ottimo regista.

Brothers è un film da vedere, perchè parla di un argomento scottante di cui si parla poco: cosa succede dei bravi soldati patrioti, reduci dall’Afghanistan? Il tema è affrontato in modo duro, crudo e senza falsi moralismi. Non è una storia di tradimento come potrebbe sembrare dalla locandina o dal trailer del film. E’ la storia di chi resta e di chi torna. Non sempre è auspicabile il ritorno, perchè le vite che scorrono parallelamente rischiano di divergere a tal punto da non incontrarsi mai più. Il problema è piuttosto scottante per una società come quella americana, che non ha mai vissuto la guerra sul proprio territorio e dove la vita continua a scorrere come nulla fosse, mentre i propri soldati fanno e vedono cose che non potranno mai dimenticare. Cosa succede quando una di queste persone torna nel mondo edulcorato che aveva lasciato pochi mesi prima? Cosa succede quando ritorna al mulino bianco e porta con sè gli scheletri che l’america crede di poter nascondere dietro le luci dei grandi magazzini? Bravissimi gli attori, un inquietante Tobey Maguire, agghiacciante negli sguardi e fenomenale la piccola Bailee Madison che ha delle espressioni incredibili (da ammirare la scena del palloncino).

Va visto con calma e attenzione, è un film emotivamente impegnativo, non per ogni serata. Il vecchio Frank e io per i 15 minuti successivi facevamo una certa fatica ad articolare un discorso…

Il trailer italiano