
Oggi ricorre il Giorno della Memoria. Mi è successo diverse volte di chiedermi che film proporre in questa occasione, soprattutto quando mi dilettavo nell’organizzazione dei Cineforum o per presentare qualche serata a tema. E’ difficile non essere banali e del resto forse è necessario esserlo: il Cinema può servire anche a creare e rinsaldare una coscienza collettiva e ci sono comunque degli ottimi film, non troppo retorici, che ci riescono bene. Tra i miei preferiti “Il Pianista” e ricordo anche con piacere il particolare punto di vista di Margarethe von Trotta in Rosenstrasse. Premesso che questi e i vari Schindler’s List, Il Diario di Anna Frank, Arrivederci Ragazzi, Il giardino dei Finzi Contini, fino ad arrivare a La Tregua, La Vita è bella, Train de Vie ecc. sono scelte più idonee per un cineforum educativo, stasera però voglio citare un ottimo film, di Quentin Tarantino, che ha rivisto la Storia in modo anche discutibile, se vogliamo, ma che a suo modo ha reso un personale e originale omaggio alle vittime della Shoah.
Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds) racconta la storia di una giovane ragazza ebrea, Shosanna, fuggita miracolosamente alla strage della sua famiglia per mano di un crudele colonnello delle SS. La giovane, divenuta proprietaria di una sala cinematografica, mette a punto la sua vendetta, organizzando un attentato per eliminare tutte le alte sfere del nazismo, Hitler compreso. Shosanna non è l’unica ad ordire contro il regime, un piano ben più complesso è messo a punto da un gruppo di ebrei americani, capitanati dal tenente Aldo Raine (un Brad Pitt in forma smagliante)…

Una rivisitazione offensiva della storia? Io direi proprio di no, anzi. Il Cinema è un racconto, può romanzare la storia, ma può anche inventarsi un finale in cui gli eroi sopravvivono o si sacrificano, ma i cattivi vengono eliminati. Il film è ironico e cinico, ma tutto sommato anche delicato nel raccontare la storia di Shosanna, una storia romantica e toccante, un’eroina forte e volitiva.
Bastardi senza gloria è cinema puro nella regia, nei dialoghi e nelle citazioni cinematografiche stesse, vecchia abitudine del buon Quentin, che in questo caso non risultano per nulla eccessive, anzi intriganti.
Un’opera iperbolica, in cui oltre all’arcigno Brad Pitt, il più bastardo dei bastardi senza gloria, e all’iconico personaggio di Shosanna Dreyfus, Melanie Laurent (da rivedere ne Il Concerto, ma questo è un altro post..), spicca l’interpretazione di Christoph Waltz, nella parte del colonello Hans Landa.
Se non dovete organizzare un cineforum per le scuole medie, consiglio quindi di celebrare il Giorno della Memoria con il buon Quentin Tarantino, di cui tra l’altro, se ben ricordo, non ho mai parlato in nessun post, mea culpa e sempre sia lodato!
PS. Consiglio di vederlo in lingua originale, se possibile, il miscuglio linguistico è uno dei pregi del film

Inizio d’anno dedicato ai reduci: ho visto Brothers al cinema e Gran Torino in dvd, che mi ero persa. Per 

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