We want sex e Le donne del 6^ piano, sebbene con stili diversi, raccontano con leggerezza la condizione femminile della donna europea negli anni ’60, ma risvegliando problematiche a tutt’oggi attualissime.
Casualmente mi è capitato di vedere questi due film a distanza ravvicinata e il parallelo è nato spontaneo. Un film inglese e uno francese, diversi come stili, ma con diverse caratteristiche comuni, che mi hanno fatto pensare che sarebbero un’interessante scelta per un cineforum tematico.
We want sex
Film inglese di Nigel Cole (il regista dell’Erba di Grace) che racconta in modo romanzato un fatto realmente accaduto: la lotta per la pari retribuzione tra uomini e donne nel 1968 alla Ford. Sono 187 le operie tessili del colosso dell’automobilismo americano nello stabilimento di Dagenham (Inghilterra) a fronte di 55mila uomini. Sebbeno sarte professioniste non sono considerate operaie specializzate e hanno una retribuzione nettamente inferiore ai loro colleghi uomini, per il semplice fatto di essere donne. Una situazione socialmente accettata. Ma i tempi cambiano, le donne si emancipano da tutti i punti di vista e le operaie fordiste capitanate dalla volitiva Rita riescono con ironia e buon senso a farsi ascoltare dai sindacati, dalla comunità locale e infine dal Governo.
Le donne del sesto piano
Film francese del regista Philippe Le Guay, che racconta la storia di un gruppo di cameriere spagnole a servizio delle famiglie borghesi parigine. Fuggono dalla spagna Franchista in cerca di libertà e lavoro, ma vivono in una soffitta in una Parigi, indifferente e razzista. Ma la loro energia, l’entusiasmo e il saper vivere con buon senso e solidarietà cambierà la piatta vita dell’esperto finanziario Jean-Louis Jober e della moglie Suzanne, il cui massimo impegno settimanale è la partita a bridge con le amiche.















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