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Se qualcuno non se ne fosse accorto
ieri è uscito Avatar anche in Italia, come sapete con un certo ritardo rispetto al resto del pianeta, perchè non si sa mai che l’italiano medio non andasse a vedere un po’ di sano cinema panettone, che d’altra parte nel nostro paese è diventato ormai d’essai. Ma chiudiamo subito le polemiche, perchè su Avatar ci sarebbe da scrivere un poema, più che un post e non so davvero da dove cominciare. Lasciando perdere quanti milioni è costato a Holliwood, quanti ne ha incassati, quanti anni di realizzazione, quali fantasmagoriche tecnologie su cui abbiamo potuto leggere articoli su articoli in attesa del grande evento…. andiamo finalmente al film.
Va detto innanzitutto che anche se non vi piacciono i colossal, anche se vi fa schifo la fantascienza e non sopportate quel megalomane di Cameron, il film va assolutamente visto anche solo per l‘esperienza che vivrete: un’immersione totale nella lussureggiante natura di Pandora, corse e voli di animali fantastici, alberi, fiori, montagne, colori, luci, paesaggi notturni… una meraviglia per tutti i sensi! Pandora mi ha ricordato molto Laputa, il leggendario castello volante di Miyazaki (regista ambientalista per eccellenza che merita che al più presto gli venga dedicato un post).
Avatar è ricco di riferimenti di ogni sorta: cinematografici, letterari, storici, spirituali. Una delle cose che ho apprezzato di più è quanto un film così tecnologico possa essere umano, commovente, spirituale. La tecnologia al servizio delle emozioni: onore a Cameron per questo! La simbiosi tra uomo e natura è il tema centrale del film, una simbiosi che è spirituale. La vita viene dalla natura e alla natura ritorna: l’energia ci viene prestata, ma un giorno dovremo restituirla, spiega la bella principessa blu Neytiri all’Avatar del marine Jake Sully. Tra l’altro dal sanscrito Avatar significa “Disceso” e per la religione induista è l’assunzione di un corpo fisico da parte di Dio e se vi guardate le immagini di Krishna nell’avatar è blu. Bah non so se sia questo il motivo per cui il popolo Na’vi indigeno di Pandora è blu… forse c’è una spiegazione molto più semplice ![]()
A proposito di Marines invece il buon vecchio Cameron c’è andato giù pesante, che per lo stereotipo che abbiamo noi europei forse non è neppure così eclatante, ma in America che i marines vengano dipinti come zotici, ignoranti, guerrafondai, di una stupidità quasi nauseante non è proprio scontato ![]()
La parte di più bella e poetica del film è quella centrale dell’iniziazione di Jake, che come un bambino impara a vivere in connessione con la natura. Bella l’idea di esplicitare questo concetto anche attraverso una connessione fisica dai capelli umani alle piante e agli animali.
Non mi ha convinto invece lo scontro finale tra terrestri distruttori e nativi difensori della natura. Certo fai il film più costoso della storia del cinema e non ci metti una bella battaglia totale con missili, bombe, mitragliatori contro frecce e draghi volanti? E’ pur sempre un Blockbuster!



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