Archive for fantascienza

16 Gen 2010

Avatar, fiaba green del 2154

6 Comments animazione, fantascienza, giornate natalizie, guerra, surreale

Un'immagine di Avatar

Se qualcuno non se ne fosse accorto ;-) ieri è uscito Avatar anche in Italia, come sapete con un certo ritardo rispetto al resto del pianeta, perchè non si sa mai che l’italiano medio non andasse a vedere un po’ di sano cinema panettone, che d’altra parte nel nostro paese è diventato ormai d’essai. Ma chiudiamo subito le polemiche, perchè su Avatar ci sarebbe da scrivere un poema, più che un post e non so davvero da dove cominciare. Lasciando perdere quanti milioni è costato a Holliwood, quanti ne ha incassati, quanti anni di realizzazione, quali fantasmagoriche tecnologie su cui abbiamo potuto leggere articoli su articoli in attesa del grande evento…. andiamo finalmente al film.
Va detto innanzitutto che anche se non vi piacciono i colossal, anche se vi fa schifo la fantascienza e non sopportate quel megalomane di Cameron, il film va assolutamente visto anche solo per l‘esperienza che vivrete: un’immersione totale nella lussureggiante natura di Pandora, corse e voli di animali fantastici, alberi, fiori, montagne, colori, luci, paesaggi notturni… una meraviglia per tutti i sensi! Pandora mi ha ricordato molto Laputa, il leggendario castello volante di Miyazaki (regista ambientalista per eccellenza che merita che al più presto gli venga dedicato un post).
Avatar è ricco di riferimenti di ogni sorta: cinematografici, letterari, storici, spirituali. Una delle cose che ho apprezzato di più è quanto un film così tecnologico possa essere umano, commovente, spirituale. La tecnologia al servizio delle emozioni: onore a Cameron per questo! La simbiosi tra uomo e natura è il tema centrale del film, una simbiosi che è spirituale. La vita viene dalla natura e alla natura ritorna: l’energia ci viene prestata, ma un giorno dovremo restituirla, spiega la bella principessa blu Neytiri all’Avatar del marine Jake Sully. Tra l’altro dal sanscrito Avatar significa “Disceso” e per la religione induista è l’assunzione di un corpo fisico da parte di Dio e se vi guardate le immagini di Krishna nell’avatar è blu. Bah non so se sia questo il motivo per cui il popolo Na’vi indigeno di Pandora è blu… forse c’è una spiegazione molto più semplice ;-)
A proposito di Marines invece il buon vecchio Cameron c’è andato giù pesante, che per lo stereotipo che abbiamo noi europei forse non è neppure così eclatante, ma in America che i marines vengano dipinti come zotici, ignoranti, guerrafondai, di una stupidità quasi nauseante non è proprio scontato :-)
La parte di più bella e poetica del film è quella centrale dell’iniziazione di Jake, che come un bambino impara a vivere in connessione con la natura. Bella l’idea di esplicitare questo concetto anche attraverso una connessione fisica dai capelli umani alle piante e agli animali.
Non mi ha convinto invece lo scontro finale tra terrestri distruttori e nativi difensori della natura. Certo fai il film più costoso della storia del cinema e non ci metti una bella battaglia totale con missili, bombe, mitragliatori contro frecce e draghi volanti? E’ pur sempre un Blockbuster!

25 Nov 2009

Parnassus… con Tom Waits nella parte del diavolo

No Comments fantascienza, giornate natalizie, surreale

Esteticamente perfetto, Parnassus ti riempie gli occhi di immagini al punto che sembra sempre di perdersi qualche dettaglio. La dimensione onirica è straordinaria; l’accozzaglia stessa di situazioni, di trasformazioni, ripercorrono le caratteristiche del sogno e forse è per questo che la trama perde di forza. Come quando ci svegliamo da un sogno, abbiamo gli occhi pieni di immagini, sensazioni, suggestioni e ripensando ai fatti diventano indistinti, evanescenti. Così mi è sembrato Parnassus: il messaggio del film non mi è chiarissimo e sembra quasi incompiuto, forse anche a causa dell’improvvisa morte durante le riprese dell’attore Heat Ledger, sostituito nella seconda parte del film da Johnny Deep, Jud Law e Colin Farrell, un unico personaggio, che oltre lo specchio magico, cambia volto.

Un maligno e beffardo Tom Waits, sempre con la sigaretta in bocca, nella parte del Faust che baratta anime in cambio dell’immortalità, è forse il miglior attore del film. Gli altri personaggi rimangono poco sfaccettati o forse solo indefiniti. Bella la trovata delle scale che rincorrono i desideri verso il cielo, ma nel complesso sono rimasta un po’ delusa, Terry Gilliam poteva fare di meglio…

Da vedere al cinema per immergersi nella fantasmagoria, ideale anche per le giornate natalizie

Un assaggio…

08 Ott 2009

District 9 di Neill Blomkamp

3 Comments fantascienza, sociale, surreale
Locandina

Locandina

Un gruppo di amici ieri sera va a vedere District 9…

Negli anni 80 arrivano gli alieni a Johannesburg, creature orripilanti, che vengono immediatamente ghettizzate in baraccopoli: il distretto 9, un luogo dove regnano caos e anarchia e si sviluppa un mercato nero che va dal cibo per gatti alle armi. Gli alieni, subito soprannominati “gamberoni” (una delle migliori trovate del film), fanno incursioni in città che aumentano la xenofobia da parte della popolazione locale. La situazione presto esasperata trova “innovativa” soluzione in un bel respingimento di massa: gli alieni devono tornare a casa loro, nella piena legalità, con tanto di ingiunzione di sfratto! Si capisce ben presto che il film di alieni questa volta vuol essere una metafora di un problema sociale universale, quello dell’immigrazione e dell’incontro – scontro con la “diversità”.

Un’astronave che arriva in Sudafrica e non negli USA; stile documentaristico; alieni che non sfoderano trivelle rotanti e laser neutralizzanti, ma si fanno ghettizzare e vivono in condizioni di estrema povertà; un protagonista che è un antieroe piuttosto  idiota e sempliciotto; atmosfere degradate di reminiscenza cronemberghiana; situazioni ciniche, ridicole e paradossali che non fanno certo ricordare il cinema di fantascienza Hollywoodiano… insomma gli ingredienti per fare un film che ha qualcosa da dire ci sarebbero tutti, peccato che ad un certo punto il film degeneri in uno sparatutto splatter e pure un poco moralista!

All’uscita dalla sala ognuno ci aveva visto qualcosa di diverso: le ragazze ripugnate e piuttosto annoiate (in effetti nulla riesce ad essere più soporifero di uno sparatutto); ragazzi sghignazzanti e compiaciuti (che figata alla fine il robot non poteva proprio mancare). Alla fine la discussione si concentra sull’efficacia dell’allegoria ricercata dal regista: metafora pienamente compiuta o tentativo miseramente fallito?

Il dubbio mi si è sciolto definitivamente questa sera, quando un personaggio, certo non troppo perspicace, racconta di aver visto District 9, un film che parla di un uomo che si trasforma in alieno con dei begli effetti speciali ;-)
eccezionale!

Il trailer del film