Archive for fantascienza

20 Nov 2011

Melancholia: l’apocalisse di Lars Von Trier danza con Wagner

2 Comments drammatico, fantascienza, giornate natalizie, surreale

Maestoso, inquietante, angosciante, coinvolgente, musicale, commovente, desolante, gelido

Da dove cominciare a parlare dell’ultimo film, Melancholia, di Lars Von Trier. Onestamente non lo so: mi viene in mente una raffica di aggettivi per descriverlo, ma non le parole per raccontarlo.

Di sicuro non parlerò né di Filosofia, né di Mito, né tanto meno scomoderò parallelismi più o meno aulici, come ho letto in diverse recensioni, di cui onestamente non ho capito nulla.

Del buon vecchio Lars – si fa per dire – ho visto diversi film; non mi sono fatta neppure intimidire da Idiots per capirci, eppure ogni volta rimango spiazzata. Cercare un filo logico o una consequenzialità narrativa è da evitare, meglio lasciarsi trascinare nel turbine di non sense, di angosce e fobie della mente di un lucido folle.

Kirsten Dunst in Melancholia

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01 Mag 2011

Metropolis di Fritz Lang

No Comments fantascienza

Torno dopo una lunga latitanza nella giornata del primo maggio con una chicca, una perla della storia del cinema, che ho visto qualche giorno fa. Una proiezione assolutamente speciale: Metropolis in versione restaurata, dopo l’ultimo ritrovamento dei 25 minuti mancanti ritrovati nel 2008 a Buenos Aires, accompagnato dall’Orchestra in sala: un’esperienza indimenticabile!

Metropolis Cityescape

Metropolis è un film muto del regista tedesco Fritz Lang, girato tra il 1925 e il 1926. E’ un film di fanatscienza, il film di fantascienza, omaggiato da film come Blade Runner di Ridley Scott e Star Wars di George Lucas. Metropolis è una città del 2026, è la metafora della società futura in cui coesistono due mondi: quello dorato della superficie, dove vive una casta di privilegiati e quello sotteraneo dove vivono e lavorano gli operai, che tengono in funzione le macchine con durissimi turni di lavoro. Read more

22 Lug 2010

Rappresentazioni visive tra cinema e design

2 Comments curiosità, fantascienza

Tornando sul tema Cinema e design, che ho affrontato negli ultmi post, volevo segnalarvi il poster realizzato da un amico graphic designer, Matteo, e ispirato a 1984.

Vi ricordate la Neolingua? Una lingua estremamente semplificata (riducendo i sinonimi, i significati multipli, le sfumatire linguistiche) che, come spiega Orwell nell’appendice del suo libro, doveva limitare al minimo le possibilità di pensiero e quindi di opposizione al regime. Il poster si ispira a questo tema: le lettere contenute nelle parole “nineteen eighty-four” vengono sminuzzate, sezionate, mescolate, sovrapposte… e questo è il risultato.

Se volete sapere di più del lavoro di Matteo, scoprire quali altri manifesti ha in cantiere e contattarlo per averne uno, andate a visitare il suo sito

Rimanendo sul tema della fantapolitica e di regime dittatoriale postatomico, qualche sera fa ho intercettato la parte finale del film Equilibrium, del regista Kurt Wimmer. E’ un film piuttosto recente (2002) che pone al centro il tema della “dittaura delle emozioni”, che vanno controllate o meglio totalmente negate per il benessere dell’umanità. Devo dire che mi è bastata la parte finale, per capire che il film non era di immensa originalità, ma che al contrario pesca a piene mani da 1984 e Farenheit 451 per i temi e da Matrix per le scelte artistiche ed estiche, con tanto di balletti volanti alla Neo.

Del resto Gerorge Orwell è stato incredibilmente lungimirante, intuitivo e assoluatmente geniale nella manipolazione storico-politica, che ha fatto del suo romanzo uno degli indiscussi capolavori della letteratura, nonchè uno dei miei libri preferiti. E devo dire, che anche il film Orwell 1984 (uscito non casualmente nel 1984) l’ho trovato una degna trasposizione del romanzo sia dal punto di vista dei contenuti che della rappresentazione visiva del romanzo.

Quello della rappresentazione visiva è proprio un tema a cui mi è capitato di pensare spesso nell’ultima settimana a causa di un lavoro di illustrazione che sto seguendo. La rappresentazione visiva di un concetto ci aiuta ad esprimerlo, a spiegarlo agli altri a renderlo più comprensibile e questo è proprio quel che fa del cinema un linguaggio così universale e alla portata di tutti. E’ strano e nel contempo affascinante però come a volte accada che da uno stesso concetto possano scaturire rappresentazioni visive completamente differenti a seconda di chi le genera o viceversa come una rappresentazione visiva possa stimolare in menti diverse concetti estermamente lontani. E voi con che immagine avreste sintetizzato 1984?