Come molti di voi, sto ascoltando i racconti della miracolosa vita di Steve Jobs e onestamente mi sembra di ascoltare il solito panegirico post mortem che lo stesso Steve forse non avrebbe apprezzato, o forse sì perchè in fondo era un gran narcisista, ma in ogni caso mi sembra un po’ stracciata…
Steve il sognatore: “Steve credeva in un sogno, in cui il consiglio di amministrazione di Apple non sempre ha creduto…”, mah che lavorasse per un sogno ne dubito, che testimoniasse come l’interesse per il profitto possa coincidere con la realizzazione personale e professionale questo sì.
“Ha cambiato i destini del mondo, perchè anche chi stava sotto dittatura è riuscito ad uscire dall’isolamento grazie ai dispositivi inventati da Steve” Oddio che in Iran, Palestina e Africa settentrionale fossero tutti lì col Mac, l’iPad e l’iPhone ho qualche dubbio e poi diciamocelo non mi pare proprio che Jobs fosse un celebratore della democrazia. Piuttosto l’ideologia della semplicità, del design funzionale, della “leggerezza” del “think different” è in fondo una filosofia di nicchia, per pochi eletti.















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