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In attesa di uno degli eventi più storici della tradizione del Cinema, la Mostra d’arte cinematografica di Venezia, che giunge quest’anno alla sua 67^ edizione, ecco che dal Financial Times arriva una notizia fresca fresca di Cinema 2.0. Sembra che entro la fine dell’anno Google lancerà un servizio di noleggio e vendita di film su You Tube, grazie agli accordi con i maggiori studios hollywoodiani.

Di proprietà di Google dal 2006, You Tube, pare faccia incassare non più di 200 milioni di dollari l’anno (è stato acquistato per 1,65 miliardi di dollari) che provengono per la maggior parte dagli annunci pubblicitari e il lancio del servizio di pay per view potrebbe essere una notevole svolta di business. Infatti i film a noleggio e in vendita dovrebbro essere titoli di grande richiamo, trasformando il principale sito di video sharing in un’immensa vetrina per le grandi major.

Il servizio verrebbe inserito all’interno di Google Tv (nuova piattaforma di Tv interattiva che dovrebbe essere lanciata nel 2011) e la visione di un film costerebbe intorno ai 5 dollari. Inizialmente il servizio sarà attivo negli Usa per poi ampliarsi via via ad altri paesei.

Il terreno è sicuramente fertile per questo tipo di cambiamento, soprattutto negli Usa, dove prendono sempre più piede i televisori dotati di accesso ad Internet e altri prodotti come l’Ipad, ideale per il consumo domestico di intrattenimento multimediale e del resto per primi i grandi colossi (pare che anche Apple, News Corp, Netflix e Hulu si stiano muovendo in questo senso… per saperne di più rimando a questo articolo uscito oggi sulla Stampa) e poi via via gli altri prima o poi dovevano trovare delle leve di business in quell’enorme potenziale mercato che è il web, non rimanendo più semplici spettatori.

Certo un simile servizio potrebbe cambiare completamente la natura di You Tube, da piattaforma di condivisione di videoclip amatoriali a mercato per le aziende, che non compaiono solo come inserzioniste, ma vendono direttamente prodotti e servizi. E mi prende già la nostalgia per la perdita di spontaneità dei contenuti del web 2.0 e di una rete al tempo stesso democratica ed anarchica fatta dagli utenti. Tutto ciò che nasce libero tende poi a essere costretto nelle regole prima di tutto del mercato, però questa volta forse c’è una differenza: è il mercato che si adegua all’utente, ne insegue le tendenze, le abitudini ed i gusti. E allora forse non sarà più la Tv a dettare lo stile di vita e gli interessi degli spettatori, ma viceversa? E forse questo non è una male visto che è dagli anni 80 che la Tv cerca di rimbambirci e privarci di qualsiasi senso critico. Bisognerà prima di tutto vedere il tipo di offerta cinematografica che verrà resa disponibile. Solo polpettoni Holliwodiani o ci sarà spazio anche per produzioni minori? Mi piacerebbe saperlo…

Io ho davanti ancora una settimanella di lavoro, ma lo so che molti di voi sono già proiettati verso le ferie e cosa fa un cinefilo in ferie se non peredere alcune giornate di cazzeggio a cercare di indovinare i 35film che compaiono in questo carinissimo corto d’animazione (o forse sarebbe meglio dire motion graphic, visto che sono del mestiere), nato dalla mente di 4 personaggi che rispondono ai nomi di Biermann Sarah, Strer Torsten, Felix Meyer e Pascal Monaco?

Lo sapete meglio di me, il cinefilo la sfida ce l’ha nel sangue. Non so quante volte ho giocato ad indovinare i titoli dei film con i mimi o quell’altro gioco assurdo che si faceva, quello che in 1 minuto devi scrivere una serie di parole sempre con la stessa lettera, tipo nomi di città, di piante, di animali…. beh io ci volevo sempre inserire “titoli di film”.
Il cinema piace a tutti: è uno dei miei argomenti principe quando non so assolutamente di cosa parlare, ti risolve la serata quando non si sa che fare o quando piove e fa freddo, ti ci inventi tutti i giochi che vuoi, è bello da soli o in compagnia e allora come non portarlo in vacanza?

E anche se non partire per le ferie, avete tutto il week-end per scervellarvi sugli indizi che vi porteranno ad indovinare i 35 cult movies…

Dopo un po’ che ci sbattete la testa, andate a vedere quelli che ho trovato io…


continue reading "Rompicapo estivo per le ferie del buon cinefilo"

Ieri 24 luglio un esercito di film maker più o meno improvvisati in ogni parte del mondo ha filmato uno stralcio di vita della propria giornata per partecipare al primo esempio di regia condivisa globale.
Life in a day
è la nuova trovata del regista Ridley Scott che insieme a Kevin Macdonald ha organizzato un grande concorso su You Tube: fino al 31 luglio 2010 sarà infatti possibile inviare i filmati grezzi, senza montaggio e senza colonna sonora al canale Life in a Day di You Tube. I video selezionati entreranno a far parte del prossimo film documentario di Ridley Scott che verrà presentato al Sundance Festival nel gennaio 2011. Lo scopo è quello di documentare la vita in un giorno su tutta la terra e per farlo Ridley aveva bisogno di un po’ d’aiuto…

La trovata mi pare davvero interessante, una specie di flah mob planetario, il primo caso di regia cinematografica partecipata, un film realizzato potenzialmente da centinaia migliaia di utenti. La filosofia democratica del web 2.0 incontra anche il cinema con un esperimento davvero ambizioso, ma al contempo semplicissimo, infatti per partecipare non serve essere registi, ma solo condividere uno scorcio della propria visione del mondo, un momento di quotidianeità. Starà poi ai registi far emergere dal materiale il valore delle differenti quotidianeità e non la banalità del quotidiano all’ennesima potenza. Non c’è dubbio che se il risultato rispetta le premesse, il film possa diventare un documento di notevole valore sociale, ancora una volta sfruttando le infinite potenzialità della rete!

Nella seconda fase dell’esperimento Kevin Macdonald chiede ai partecipanti di realizzare un ulteriore filmato in cui rispondono a 4 domande: di cosa hai paura, cosa ami, che cosa ti fa ridere e che cosa hai in tasca? Che cosa ci vorrà fare con queste risposte? Ecco il filmato di presentazione

Tornando sul tema Cinema e design, che ho affrontato negli ultmi post, volevo segnalarvi il poster realizzato da un amico graphic designer, Matteo, e ispirato a 1984.

Vi ricordate la Neolingua? Una lingua estremamente semplificata (riducendo i sinonimi, i significati multipli, le sfumatire linguistiche) che, come spiega Orwell nell’appendice del suo libro, doveva limitare al minimo le possibilità di pensiero e quindi di opposizione al regime. Il poster si ispira a questo tema: le lettere contenute nelle parole “nineteen eighty-four” vengono sminuzzate, sezionate, mescolate, sovrapposte… e questo è il risultato.

Se volete sapere di più del lavoro di Matteo, scoprire quali altri manifesti ha in cantiere e contattarlo per averne uno, andate a visitare il suo sito

Rimanendo sul tema della fantapolitica e di regime dittatoriale postatomico, qualche sera fa ho intercettato la parte finale del film Equilibrium, del regista Kurt Wimmer. E’ un film piuttosto recente (2002) che pone al centro il tema della “dittaura delle emozioni”, che vanno controllate o meglio totalmente negate per il benessere dell’umanità. Devo dire che mi è bastata la parte finale, per capire che il film non era di immensa originalità, ma che al contrario pesca a piene mani da 1984 e Farenheit 451 per i temi e da Matrix per le scelte artistiche ed estiche, con tanto di balletti volanti alla Neo.

Del resto Gerorge Orwell è stato incredibilmente lungimirante, intuitivo e assoluatmente geniale nella manipolazione storico-politica, che ha fatto del suo romanzo uno degli indiscussi capolavori della letteratura, nonchè uno dei miei libri preferiti. E devo dire, che anche il film Orwell 1984 (uscito non casualmente nel 1984) l’ho trovato una degna trasposizione del romanzo sia dal punto di vista dei contenuti che della rappresentazione visiva del romanzo.

Quello della rappresentazione visiva è proprio un tema a cui mi è capitato di pensare spesso nell’ultima settimana a causa di un lavoro di illustrazione che sto seguendo. La rappresentazione visiva di un concetto ci aiuta ad esprimerlo, a spiegarlo agli altri a renderlo più comprensibile e questo è proprio quel che fa del cinema un linguaggio così universale e alla portata di tutti. E’ strano e nel contempo affascinante però come a volte accada che da uno stesso concetto possano scaturire rappresentazioni visive completamente differenti a seconda di chi le genera o viceversa come una rappresentazione visiva possa stimolare in menti diverse concetti estermamente lontani. E voi con che immagine avreste sintetizzato 1984?

C’è qualcuno che si è divertito a disegnare dei poster per ognuno dei film di quel geniaccio di Tim Burton, ciascuno giocato su un elemento caratterizzante del film.

Belli davvero, complimenti, chissà se il vecchio Tim lo sa?!

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Gli altri poster della collezione

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