Grazie al buon Giovanni ho scovato un altro designer cinefilo che si diverte a realizzare poster di film cult. Lo fa con l’approccio che preferisco: il minimalismo. Matt Owen estrapola alcuni elementi essenziali e/o concettuali del racconto e ci costruisce intorno la locandina di noti film di successo.
Ce ne sono davvero di geniali: minimalisti, grunge e un po’ retrò.
Eccone alcuni dei miei preferiti.
A 17 anni volevo fare la regista, a 21 la critica cinematografica a 26 sono entrata in pubblicità. Il pragmatismo arriva con gli anni questo è certo, anche se qualche collega forse più sognatore di me la carriera cinematografica l’ha tentata, quasi sempre con scarso successo, non per le capacità, ma perchè, si sa, le porte del cinema si aprono per pochi, molto pochi, soprattutto per chi è privo di mecenati e finanziatori. C’è anche chi ce la fa e penso per esempio ad un giovane regista padovano, di cui ho visto un buon film al cinema qualche giorno fa. Parlo di Andrea Segre, che ha già saputo attirare l’attenzione come documentarista e che adesso è ha esordito con il film “Io sono Li“, a cui prometto di dedicare a breve un post.
Questa premessa per introdurre un progetto che tenta di promuovere e far crescere il cinema indipendente; arriva dal web, ancora una volta fautore di processi di condivisione e democratizzazione. Il progetto Cineamaè una piattaforma ancora in beta nata per creare, produrre e distribuire film indipendenti.
Il funzionamento è molto semplice e ben illustrato in questo video. Il principio è che il cinema può essere un progetto collettivo, in cui si uniscono idee e risorse: basta mettere a disposizione un luogo virtuale in cui farle incontrare.
Ma Cineama è più in generale una piattaforma dedicata a tutti gli amanti del cinema: agli appassionati, ai curiosi, a chi è sempre alla ricerca di novità e chicche e soprattutto ha dietro una community per lo sharing di informazioni, cuorisità, idee e progetti. Cineama contiene un vero e proprio social network composto di cineamatori, che possono essere registi, sceneggiatori, fotografi, costumisti, attori, montatori, ma anche semplici appassionati e amatori. Si tratta di un socialnetwork non generalista, con un target ben preciso: si ritrova qui chi ama, fa o studia cinema. Non solo, queste persone si ritrovano con finalità pragmatiche e definite. Un approccio molto diverso dal generalismo o dalla futilità di Facebook, su cui anche altri social networks, non sempre con buoni successi, hanno cercato di ritagliarsi la propria nicchia di mercato e che tuttavia offrono stimoli e opportunità agli utenti, che vanno al di là del sano o insano cazzeggio che offre Facebook. La presenza delle sezioni dedicate ai laboratori e ai progetti rafforza questa scelta fautrice di proattività, con la possibilità di decidere democraticamente quali proposte far crescere attraverso il crowdsourcing e il crowdfunding. Il sistema di selezione è infatti peer to peer: non si tratta di contest in cui è una giuria a scegliere, ma sono gli utenti stessi della rete a farlo. Questo processo di selezione non garantisce la meritocrazia; non è detto che siano i progetti migliori qualitativamente ad andare avanti, dal momento che chi li selazione non ha probabilmente le competenze che potrebbero essere invece garantite da una giuria selezionata. Sono però i progetti premiati dai protagonisti: autori e futuri spettatori. Non basta sicuramente Cineama a “liberalizzare” il mercato cinematografico, ma è un segno positivo che, come ormai sempre più frequentemente, ci giunge grazie al media oggi più democratico: il web ed è un aiuto concreto a tanti valenti autori che speriamo non debbano fare la fine che Federico Di Cicilia racconta in questo corto autoironico nato per promuovere l’iniziativa del film in croudfunding “A mio padre piaceva Rivera”
Insomma significa che qualcuno ci legge volentieri e non può che far piacere… Del resto, è vero che in rete si trova la recensione di qualsiasi film, ma non sempre è facile trovare recensioni personali, informali e schiette. Il bello del cinema è che è un’arte di cui tutti possono parlare. E’ sempre un ottimo argomento di conversazione e di un film ognuno può dire la sua, senza preoccuparsi di essere competente in materia. Durante le vacanze di Natale, grazie anche ad una bella influenza, ho avuto modo di vedere diversi filmetti molto godibili, proprio da divano, di cui vorrei raccontare nelle prossime settimane. E aspetto sempre volentieri anche i vostri suggerimenti, perchè se ho visto dei bei filmetti sul divano, ultimamente invece ho fatto delle pessime scelte al cinema… dopo The Tourist, mi sono imbattuta nell’ultimo film di Clint Eastwood: “Hereafter”; anticipo già che non mi ha per niente convinto… ma questo è un altro post!
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