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	<title>Cinema Tascabile &#187; commedia</title>
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	<description>film a portata di divano</description>
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		<title>Midnight in Paris &#8211; La bella fiaba di Woody Allen</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 22:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>newmoon35</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[surreale]]></category>
		<category><![CDATA[commedie romantiche]]></category>

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		<description><![CDATA[di Newmoon35 Bentornato Woody! Dopo un periodo costellato di film non esaltanti, quando non decisamente sbagliati, Allen ritorna ai fasti del passato deliziandoci con questo piccolo, adorabile gioiellino. &#8220;Non riesco a decidermi se Parigi sia più bella di giorno o di notte&#8221;. Probabilmente nemmeno il regista, semplicemente ce la mostra in modo sublime, accompagnandoci nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>di Newmoon35</h4>
</p>
<p>Bentornato Woody!</p>
<p>Dopo un periodo costellato di film non esaltanti, quando non decisamente sbagliati, Allen ritorna ai fasti del passato deliziandoci con questo piccolo, adorabile gioiellino.</p>
<p>&#8220;Non riesco a decidermi se Parigi sia più bella di giorno o di notte&#8221;.</p>
<p>Probabilmente nemmeno il regista, semplicemente ce la mostra in modo sublime, accompagnandoci nei suoi luoghi più suggestivi e donandoci, così  il suo atto d&#8217;amore dal sapore vagamente felliniano per questa splendida città.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/01/midnight_in_paris_MEDIA2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1843" title="Midnight in Paris di Woody Allen" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/01/midnight_in_paris_MEDIA2.png" alt="Midnight in Paris di Woody Allen" width="500" height="333" /></a><br />
La storia di Gil (Owen Wilson) &#8220;manovalanza hollywoodiana&#8221; che a Parigi con l&#8217;insopportabile fidanzata (Rachel McAdams) cerca l&#8217;ispirazione per migliorare il suo libro, ma forse soprattutto la sua stessa vita, e che durante questa ricerca si ritrova magicamente trasportato negli artisticamente floridi anni &#8217;20, è una fiaba elegantemente sospesa tra due epoche, raffinata e meravigliosamente scritta, che non conosce un solo momento di noia.</p>
<p>Applausi ai protagonisti. Tutti.</p>
<p>Accanto ad uno stupefacente Owen Wilson, troviamo una serie di attori, preferenza personale e puramente indicativa per  il laconico Hemingway di Corey Stoll e soprattutto per lo strepitoso Salvador Dalì di Adrien Brody, bravissimi nel rappresentare queste figure leggendarie come persone vere, reali, con qualche debolezza (Picasso innamorato) e non come i miti che la storia ci ha tramandato.</p>
<p>E poi c&#8217;è lei.</p>
<p>Marion Cotillard, sorprendente nel ruolo di Adriana, bellissima, inquieta e convinta, come Gil, di vivere nell&#8217;epoca sbagliata.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/01/midnight_in_paris_MEDIA.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1844" title="Midnight in Paris di Woody Allen" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2012/01/midnight_in_paris_MEDIA.png" alt="Midnight in Paris" width="500" height="313" /></a></p>
<p>I dialoghi tra lei e Owen Wilson, romantici e malinconici, sono tra le cose migliori del film.</p>
<p>Cinema di emozioni quindi, che fa bene all&#8217;anima  di cui si sente sempre più il bisogno.</p>
<p>Perchè ci fa uscire dalla sala più leggeri, convinti che si può vivere bene anche nel presente e che non importa &#8220;se ci si bagna un pò&#8221;,  perchè &#8220;Parigi è davvero più bella quando piove&#8221;.</p>

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		<title>Mr. Beaver</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 08:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bassanello</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Jodie Foster davanti e dietro la macchina da presa è uno spettacolo. Mel Gibson &#8211; che comunque non smette mai la maschera che indossa dai tempi di Arma Letale &#8211; è uno spasso nel personaggio che gli riesce meglio: il pazzo fuori di testa senza possibilità di redenzione. Forse l&#8217;unico personaggio che gli riesce. Forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Jodie Foster </strong>davanti e dietro la macchina da presa è uno spettacolo.<br />
<strong> Mel Gibson</strong> &#8211; che comunque non smette mai la maschera che indossa dai tempi di Arma Letale &#8211; è uno spasso nel personaggio che gli riesce meglio: il pazzo fuori di testa senza possibilità di redenzione. Forse l&#8217;unico personaggio che gli riesce. Forse non è un personaggio.<br />
L&#8217;aspetto sorprendente nella costruzione del cast è che nessuno ha saputo meglio interpretare il proprio ruolo di quanto non sia successo al protagonista, <strong>Mr. Beaver</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/11/mr-beaver01.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1723" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/11/mr-beaver01.png" alt="Mr. Beaver, Walter Black e figlio" width="482" height="320" /></a></p>
<p>Mr. Beaver è un castoro di peluche estratto (vivo?) da un cassonetto dal derelitto <strong>Walter Black</strong> (Gibson). Walter lo indossa come un guanto (&#8220;Sono poco credibile con un braccio infilato nel culo, vero?&#8221; chiederà Mr. Beaver) e proietta su di lui la propria nevrosi depressiva fino a mettere in scena un transfert da eccitare perfino il buon Sigmund.</p>
<p>Forse perché mi aspettavo una bagna cauda romantica, o una commediola americana superficiale, alla fine sono stato sorpreso con piacere da tre fatti:<br />
1) il film è bello<br />
2) l&#8217;idea del <strong>castoro di peluche</strong>, per quanto balzana, è originale ed ha uno sviluppo credibile (inverosimile, ma credibile)<br />
3) in molti punti si parla di questioni che toccano ciascuno: il <strong>rapporto con i propri genitori</strong>, il desiderio di essere il più possibile simili o il più possibile diversi da loro, il rapporto con i propri figli (che inevitabilmente insiste sui conflitti irrisolti con i propri genitori), l&#8217;esistenza di eventi dolorosi e la necessità di doverli riconoscere ed accettare, l&#8217;ipocrisia che si nasconde nella vita di ciascuno, il <strong>sottile confine tra normalità e malattia</strong>, etc…</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/11/mr-beaver021.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1725" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/11/mr-beaver021.jpg" alt="Jodie Foster con &quot;figli&quot;" width="504" height="378" /></a><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/11/mr-beaver02.jpg"><br />
</a><br />
Film da vedere? Se uno sopporta un po&#8217; di retorica qui e lì, un po&#8217; di mestiere su e giù, lo consiglio volentieri.<br />
Quello che voglio dire è che <strong>c&#8217;è del buon cinema</strong>, alle volte, nascosto tra le pieghe dei blockbuster, e lo riconosci dalla qualità di ciò che vedi e ciò che senti (il budget fa la differenza…) e dalle idee che ci sono infilate dentro. Niente che passerà alla storia, ma sfido chiunque a dirmi chi ha vinto l&#8217;Oscar nel 2008. E sono passati solo 3 anni e mezzo.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">[Spero non ci sia il solito precisino che scrive: "l'Oscar nel 2008 l'ha vinto…". Dicevo per dire. Era un esempio. Take it easy]</p>

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		<title>This must be the place: Sean Penn e Paolo Sorrentino che coppia entusiasmante!</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 14:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[musicale]]></category>
		<category><![CDATA[grottesco]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra cinema venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;accoppiata perfetta quella tra Sean Penn e Paolo Sorrentino che ci regalano un film davvero superbo. Paolo Sorrentino mi aveva incuriosito con &#8220;L&#8217;amico di famiglia&#8221; e poi davvero stupito con &#8220;Il Divo&#8220;; con Must Be the Place fa un ulteriore passo avanti, che lo rende a tutti gli effetti un regista di spessore internazionale. Era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #993366;">Un&#8217;accoppiata perfetta quella tra Sean Penn e Paolo Sorrentino che ci regalano un film davvero superbo.</span></h4>
<p>Paolo Sorrentino mi aveva incuriosito con &#8220;<em>L&#8217;amico di famiglia</em>&#8221; e poi davvero stupito con &#8220;<em>Il Divo</em>&#8220;; con <em>Must Be the Place</em> fa un ulteriore passo avanti, che lo rende a tutti gli effetti un <span style="color: #993366;"><strong>regista di spessore internazionale</strong></span>. Era già chiaro con <em>Il Divo</em>, che pur raccontando una storia tutta italiana, lo stile aveva un respiro assolutamente internazionale come regia, fotografia, colonna sonora. Un film impeccabile di altissimo livello; un regista completo che non cura solo la storia (come spesso accade per molti film italiani), ma fa di un&#8217;ottima storia un gioiello cinematografico, una piccola opera d&#8217;arte nel senso letterale del termine.</p>
<p><em>This must be the place</em> è la storia di una Rock Star del passato, interpretata da un pittoresco e strabiliante Sean Penn, che descriverei come <span style="color: #993366;"><strong>una via di mezzo tra Robert Smith dei Cure e Edward Mani di Forbice di Tim Burton</strong></span> e non è un caso direi! Sorrentino, grazie alle doti indiscutibili di Seann Penn, costruisce un nuovo e indimenticabile personaggio cinematografico, un mix tra un uomo e un fumetto, una creatura fanciullesca, di un&#8217;umanità profonda, un Peter Pann un po&#8217; imbranato, che parla con la semplicità di un bambino e di un saggio allo stesso tempo.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/10/sean-penn.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1690" title="Sean Penn " src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/10/sean-penn.jpg" alt="Sean Penn in This must be the place" width="500" height="333" /></a></p>
<p><span style="color: #993366;"><strong><span id="more-1680"></span>La sceneggiatura è così ben costruita che sembra tratta da un romanzo</strong></span>. La prima parte è tutta dedicata alla presentazione del personaggio, mentre la seconda al viaggio, un viaggio fisico ed esistenziale, anche se come chiarisce alla moglie : “<em>Non sto cercando me stesso. Sono in New Mexico non in India</em>”; è un viaggio alla ricerca di un luogo, un luogo in cui sentirsi a proprio agio e trovare la propria dimensione, poco importa che il luogo non sia propriamente fisico, ma interiore. Ho letto diversi commenti che considerano la sceneggiatura sfilacciata, dispersiva a tratti noiosa, in particolare perchè non tratteggia con una certa precisione e costanza la vita di alcuni personaggi (vedi la storia della madre che attende alla finestra il ritorno del figlio). Non condivido questa visione, perchè non è un racconto corale, ma è come se entrassimo ad un certo momento della vita di <em>Cheyenne</em> (Sean Penn) e cominciassimo a seguirlo in un cammino in cui incontrerà una serie di figure funzionali alla storia. Poco importa se non si sa da dove vengano e dove stiano andando, non è questo che interessa raccontare al regista.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/10/penn-sorrentino.jpg"><img class="size-full wp-image-1691 alignnone" title="penn-sorrentino" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/10/penn-sorrentino.jpg" alt="Sean Penn e Paolo Sorrentino" width="500" height="366" /></a></p>
<p><em>This must be the place</em> è il titolo di una canzone dei <span style="color: #993366;"><strong>Talking Heads</strong></span> e <strong><span style="color: #993366;">David Byrne</span></strong> è appunto uno dei personaggi incontrati durante il viaggio. Questa canzone e l&#8217;intera colonna sonora sono un altro dei punti di forza del film, semplicemente perfetta.</p>
<h4><strong><span style="color: #993366;">David Byrne This Must Be The Place Live Jools Holland 2004‬</span></strong></h4>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="509" height="287" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cUEiMQfSrZw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="509" height="287" src="http://www.youtube.com/v/cUEiMQfSrZw?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I <strong><span style="color: #993366;">dialoghi</span></strong> sono davvero splendidi, pervasi di un sarcasmo pungente. Si capisce che sono stati studiati nei dettagli e sono l&#8217;indice della profondità e dello spessore del film.</p>
<p>E poi c&#8217;è la meravigliosa <span style="color: #993366;"><strong>fotografia e dei movimenti di camera</strong></span> che valorizzano lo spazio: particolarmente interessante il contrasto tra gli spazi ristretti dell&#8217;Irlanda, dove tutto è a misura d&#8217;uomo e invece le enormi spianate degli Stati Uniti, dove è la natura a fare da padrona e poi <span style="color: #993366;"><strong>i primi e i primissimi piani</strong></span>, che colgono i sentimenti, gli umori, le imperfezioni umane.</p>
<p>Ma alla fine non è nè la regia, nè la sceneggiatura, nè la fotografia, <span style="color: #993366;"><strong>è la Poesia che rende questo film indimenticabile, da vedere e rivedere per gustarlo pienamente</strong></span>.</p>
<p>Oscar all&#8217;orizzonte? Non saprei, ma di sicuro sarebbero più che meritati.</p>

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		<title>Comin Soon: La peggior settimana della mia vita</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 17:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinemovie</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ricevuto in anteprima alcune immagini e un clip tratta da un film in uscita al cinema il prossimo 28 ottobre e mi sembra interessante postarle, anche perchè facciamo sempre recensioni e parliamo molto poco dei film in uscita; del resto come dare consigli su film non ancora visti? La Peggiore Settimana della mia vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ricevuto in anteprima alcune immagini e un clip tratta da un film in uscita al cinema il <strong>prossimo 28 ottobre</strong> e mi sembra interessante postarle, anche perchè facciamo sempre recensioni e parliamo molto poco dei film in uscita; del resto come dare consigli su film non ancora visti?</p>
<p><span style="color: #bd417a;"><strong>La Peggiore Settimana della mia vita</strong></span> è una commedia brillante che racconta le vicissitudini, o meglio le disavventure, di una giovane coppia di fidanzati alle prese con l&#8217;organizzazione del proprio matrimonio. Chi ne ha organizzato uno, sa bene quanto possa essere faticoso, pieno di insidie e inconvenienti, soprattutto se i genitori si mettono di mezzo!<br />
<a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/10/peggiore-settimana-interno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1676" title="La peggiore settimana della mia vita" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/10/peggiore-settimana-interno.jpg" alt="La peggiore settimana della mia vita" width="480" height="742" /></a></p>
<p><span id="more-1666"></span>Ispirato a una serie Tv trasmessa dalla BCC <em>The Worst Week of My Life</em>, il film è un&#8217;opera prima di <span style="color: #bd417a;"><strong>Alessandro Genovesi</strong></span> &#8211; già conosciuto come attore e autore di teatro &#8211; ed interpretato da <span style="color: #bd417a;"><strong>Fabio De Luigi</strong></span> e <strong><span style="color: #bd417a;">Cristiana Capotondi</span>.</strong></p>
<p>Fabio De Luigi intepreta il goffo Paolo, che fa di tutto per ingraziarsi i futuri suoceri altoborghesi, che invece osteggiano il matrimonio. Chiaramente non ci riuscirà così facilmentre, dando il via ad una serie di gag divertenti e situazioni imbarazzanti&#8230;</p>
<h3>La clip &#8220;Il Tavolo degli inutili&#8221;</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="474" height="267" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/J0OYPLeDcU8?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="474" height="267" src="http://www.youtube.com/v/J0OYPLeDcU8?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La sinossi e poi il trailer direi che ricordano parecchio &#8220;<em>Ti presento i mie</em>i&#8221;, l&#8217;esilarante film di <em>Jay Roach</em> con <span style="color: #bd417a;">Ben Stiller</span>, <span style="color: #bd417a;">Robert De Niro</span>. Guardate un po&#8217; la scena del cane&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="470" height="266" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nfn1O42h1_Y?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="470" height="266" src="http://www.youtube.com/v/nfn1O42h1_Y?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>Poulet aux Prunes, anteprima di Venezia</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 17:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[surreale]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[mostra cinema venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Eravamo rimasti alle polemiche, ma non avevo raccontato cosa poi ho visto a Venezia. Poulet aux Prunes (Pollo alle prugne) di Marjane Satrapi e Vincent Parronaud, già registi di Persepolis, è sempre tratto da una graphic novel della Satrapi. Questa volta tuttavia non siamo di fronte ad un film d&#8217;animazione, seppure la pellicola sia contaminata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo rimasti alle polemiche, ma non avevo raccontato cosa poi ho visto a Venezia.<br />
<strong>Poulet aux Prunes</strong> (Pollo alle prugne) di <strong>Marjane Satrapi</strong> e <strong>Vincent Parronaud</strong>, già registi di <a title="Persepolis di Marjane Satrapi" href="http://www.cinematascabile.com/sociale/persepolis-di-marjane-satrapi/">Persepolis</a>, è sempre tratto da una graphic novel della Satrapi. Questa volta tuttavia non siamo di fronte ad un film d&#8217;animazione, seppure la pellicola sia contaminata dall&#8217;inizio alla fine di illustrazione, animazione e atmosfere fiabesche. Anzi, il film è una fiaba, che racconta la storia di <em>Nasser Kahn</em>, violinista di talento, a cui è stato rotto il suo prezioso strumento, che non riesce in alcun modo a sostituire e senza il quale la vita gli diviene intollerabile. La fiaba, attraverso ben piazzati flashback e flashforward, ci svela a poco a poco il perchè di tanta sofferenza e del desiderio di abbandonare la vita per la musica e per l&#8217;amore&#8230;</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/09/locandina-satrapi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1595" title="locandina-satrapi" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/09/locandina-satrapi.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p><span id="more-1581"></span>Il film è davvero apprezzabile per almeno due aspetti: l&#8217;<strong>atmosfera</strong> innanzitutto, la Theran di sottofondo, la dimensione fiabesca, la delicatezza, la fotografia, i colori, la natura, l&#8217;originale accostamento tra fotografia e illustrazione e gli inserti di vero e proprio cinema d&#8217;animazione. I <strong>personaggi</strong> in secondo luogo, tragicomici, grotteschi e imperfetti. Bella in particolare l&#8217;idea di raccontare con dei flashforward le vite dei figli del musicista! E infatti qui ritroviamo la cinica interpretazione di <em>Chiara Mastroianni</em> e una frecciata cattivella, ma che ci sta, al modello di vita americano. E poi il bel cammeo di <em>Isabella Rossellini</em> nel ruolo della madre deus ex machina.</p>
<p>Per il resto, la storia è semplice (del resto è una fiaba) e anche il tipo di ironia, anzi se vogliamo la pecca del film è la presenza di alcune stonature dovute a sarcasmo o melodramma esagerati, un po&#8217; sgraziati: per certi versi sembra un cinema acerbo, anche se poi ci sono alcune trovate davvero sagaci (la disdetta di non poter morire, perchè qualcuno continua a pregare per te anche se nessuno glielo ha chiesto per esempio!)</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/09/480-striscia-satrapi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1596" title="480-striscia-satrapi" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/09/480-striscia-satrapi.jpg" alt="" width="480" height="246" /></a></p>
<p>Sempre bello il film in lingua originale, specie se in francese. Penso non tarderà ad arrivare nelle sale, visto che Marjane Satrapi è già conosciuta e amata. Al festival non ha avuto grande risonanza, anche se in sala è stato applaudito. Non è un tipo di film che poteva essere in lizza per i premi, ma è assolutamente godibile per una serata di non particolare impegno.</p>

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		<title>Punch drunk love: sbarellato, visionario e romantico</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 17:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[surreale]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[grottesco]]></category>
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		<description><![CDATA[Davvero una piacevole sorpresa &#8220;Punch drunk love&#8220;, goffamente tradotto in italiano in &#8220;Ubriaco d&#8217;amore&#8220;,  la bizzarra commedia di Paul Thomas Anderson, il regista di Magnolia, Boogie Night e Il petroliere. Contrariamente a quanto possa suggerire l&#8217;ingannevole titolo italiano, non si tratta di una commedia romantica classica; romantica lo è di sicuro, ma completamente sbarellata! Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero una piacevole sorpresa &#8220;<em><strong>Punch drunk lov</strong></em><strong>e</strong>&#8220;, goffamente tradotto in italiano in &#8220;<em>Ubriaco d&#8217;amore</em>&#8220;,  la bizzarra commedia di <a title="Paul Thomas Anderson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Thomas_Anderson"><em><strong>Paul Thomas Anderson</strong></em></a>, il regista di <em>Magnolia, Boogie Night e Il petrolier</em>e. Contrariamente a quanto possa suggerire l&#8217;ingannevole titolo italiano, non si tratta di una commedia romantica classica; romantica lo è di sicuro, ma completamente sbarellata! Ecco &#8220;Amore sbarellato&#8221; sarebbe stato sicuramente un titolo più azzeccato per questa favola sentimentale grottesca e stralunata</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/08/punch-drunk-love-480.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1548" title="Ubriaco d'amore" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/08/punch-drunk-love-480.jpg" alt="" width="480" height="270" /></a></p>
<p><span id="more-1534"></span>Racconta la storia di Barry (<a title="Adam Sandler" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adam_Sandler"><em>Adam Sandler</em></a>), personaggio inquieto, timido, ingenuo, fifone, incasinato e che quando dà in  escandescenza spacca tutto, ma è buono come il pane. Esasperato da ben 7 sorelle che gli stanno addosso fin da quando era ragazzino, Barry ha una piccola attività in proprio, vende stura lavandini  e acquista compulsivamente confezioni di budini per raccogliere punti da trasformare in miglia per un viaggio che non ha mai programmato. Colto da un momento di sconforto chiama una linea erotica, precipitando in un vortice di complicazioni assurde, finchè nella sua vita un giorno arriva l&#8217;amore, quello vero, di una una ragazza (<a title="Emily Watson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emily_Watson">Emily Watson</a>) dolce, sincera e forse non completamente dritta neanche lei!</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/08/punch_drunk-tulip480.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1549" title="punch_drunk-tulip" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/08/punch_drunk-tulip480.jpg" alt="" width="480" height="480" /></a></p>
<p>L&#8217;amore confonde e storidsce la mente di Barry già complessa e anomala, ma è l&#8217;unico in grado di cambiare il corso di una vita insoddisfacente, di fargli trovare dentro di sè incredibili e inaspettate energie&#8230;</p>
<p>Il mio consiglio è <strong>immergersi nel film senza farsi troppe domande, lasciandosi trascinare dal corso degli anomali eventi a dalla videocamera visionaria di un regista fuori dal comune per risvegliarsi alla fine della favola più grottesca e al tempo romantica che si possa immaginare</strong>.</p>
<p>Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes 2002. Spicca anche la bella e sussurrata colonna sonora. Un assaggio&#8230;<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w8ZNCQTFJvs?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/w8ZNCQTFJvs?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>We want sex e Le donne del 6^ piano: la condizione femminile negli anni 60</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 16:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[condizione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>

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		<description><![CDATA[We want sex e Le donne del 6^ piano, sebbene con stili diversi, raccontano con leggerezza la condizione femminile della donna europea negli anni &#8217;60, ma risvegliando problematiche a tutt&#8217;oggi attualissime. Casualmente mi è capitato di vedere questi due film a distanza ravvicinata e il parallelo è nato spontaneo. Un film inglese e uno francese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>We want sex</strong> e <strong>Le donne del 6^ piano</strong>, sebbene con stili diversi, raccontano con leggerezza <strong>la condizione femminile della donna europea negli anni &#8217;60, ma risvegliando problematiche a tutt&#8217;oggi attualissime</strong>.<br />
Casualmente mi è capitato di vedere questi due film a distanza ravvicinata e il parallelo è nato spontaneo. Un film inglese e uno francese, diversi come stili, ma con diverse caratteristiche comuni, che mi hanno fatto pensare che sarebbero un&#8217;interessante scelta per un cineforum tematico.</p>
<h3>We want sex</h3>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/wewantsex-media.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1502" title="We want sex" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/wewantsex-media.jpg" alt="una scena di We want sex" width="490" height="276" /></a></p>
<p>Film inglese di <em><strong>Nigel Cole</strong></em> (il regista dell&#8217;<em>Erba di Grace</em>) che racconta in modo romanzato un fatto realmente accaduto: la lotta per la <strong>pari retribuzione tra uomini e donne nel 1968 alla Ford</strong>. Sono 187 le operie tessili del colosso dell&#8217;automobilismo americano nello stabilimento di Dagenham (Inghilterra) a fronte di 55mila uomini. Sebbeno sarte professioniste non sono considerate operaie specializzate e hanno una retribuzione nettamente inferiore ai loro colleghi uomini, per il semplice fatto di essere donne. Una situazione socialmente accettata. Ma i tempi cambiano, le donne si emancipano da tutti i punti di vista e le operaie fordiste capitanate dalla volitiva Rita riescono con ironia e buon senso a farsi ascoltare dai sindacati, dalla comunità locale e infine dal Governo.</p>
<h3>Le donne del sesto piano</h3>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/donnesestopiano-media.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1501" title="Le donne del sesto piano" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/donnesestopiano-media.jpg" alt="Una scena de Le donne del sesto piano" width="490" height="315" /></a></p>
<p>Film francese del regista <em><strong>Philippe Le Guay</strong></em>, che racconta la storia di un <strong>gruppo di cameriere spagnole </strong>a servizio delle famiglie borghesi parigine. Fuggono dalla spagna Franchista in cerca di libertà e lavoro, ma vivono in una soffitta in una Parigi, indifferente e razzista. Ma la loro energia, l&#8217;entusiasmo e il saper vivere con buon senso e solidarietà cambierà la piatta vita dell&#8217;esperto finanziario Jean-Louis Jober e della moglie Suzanne, il cui massimo impegno settimanale è la partita a bridge con le amiche.</p>
<p><span id="more-1498"></span>Si tratta di due <strong>film al femminile</strong>, dove le donne usano soprattutto il buon senso per arrivare ad affermare i propri diritti. Le donne sono concrete, intelligenti e testarde. Per raggiungere un obiettivo bisogna perseguirlo in prima persona, ma nella solidarietà si può trovare la forza per far sentire la propria voce. Ed è questa un&#8217;altra caratteristica delle donne: sanno essere solidali tra loro e allora c&#8217;è da aver paura, come ce l&#8217;hanno gli uomini in entrambi i film.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/wewantsex-media3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1504" title="Rita O'Grady" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/wewantsex-media3.jpg" alt="Rita O'Grady in We want sex" width="450" height="265" /></a></p>
<p>Sono due <strong>film imperfetti</strong>, come le loro protagoniste. Le donne del sesto piano ha un&#8217;ironia vivace, originale e sarcastica, ma scade un po&#8217; nel finale, che potrebbe rimanere intrecciato alle dinamiche che ha saputo scatenare, piuttosto che scegliere la soluzione più facile. We want sex è costruito intorno ad una storia molto bella, anche se l&#8217;ironia è &#8220;più alla buona&#8221; come gli inglesi.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/wewantsex-media2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1503" title="We want sex" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/07/wewantsex-media2.jpg" alt="Bob Hoskins in We want sex" width="490" height="325" /></a></p>
<p>Il tema della <strong>parità di retribuzione</strong> è particolarmente interessante e attuale e purtroppo non basta una legge che garantisca una parità retributiva rispetto ad un eguale ruolo lavorativo; il problema oggi rimane e si chiama <strong>sottorappresentanza delle donne nei ruoli di rilevanza</strong> e come ci spiega <em>we want sex </em>non possiamo aspettare che siano le leggi sulle quote rosa o interventi dall&#8217;alto che ci garantiranno il superamento di queste ineguaglianze, siamo noi donne che dobbiamo conquistare i nostri diritti e essere solidali con le donne che lottano per affermare dei principi giusti.</p>

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		<title>Consigli per l&#8217;estate: gli imperdibili da Porco Rosso ad Angele e Tony</title>
		<link>http://www.cinematascabile.com/commedia/consigli-per-lestate-gli-imperdibili-da-porco-rosso-ad-angele-e-tony/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 16:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinematascabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Normandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parlava delle rassegne di cinema estivo come occasione per recuperare i film persi nel corso della stagione e allora mi è venuto in mente di stilare una mia personale classifica di consigli estivi, insomma quelle pellicole che vale sicuramente la pena recuperare e di cui andare alla ricerca nelle rassegne di cinema all&#8217;aperto. Premetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parlava delle rassegne di cinema estivo come occasione per recuperare i film persi nel corso della stagione e allora mi è venuto in mente di stilare una mia personale classifica di <strong>consigli estivi</strong>, insomma quelle pellicole che vale sicuramente la pena recuperare e di cui andare alla ricerca nelle rassegne di cinema all&#8217;aperto. Premetto che citerò solo film che ho visto personalmente e recensiti qui su Cinema Tascabile; sicuramente ce ne saranno molti altri di interesse, che avendo perso io per prima mancherò di consigliarvi e per questi <strong>confido nei suggerimenti dei lettori</strong>.</p>
<p>Ecco quindi la mia selezione di 10 in ordine di imperdibilità</p>
<ol>
<li><a title="Porco Rosso" href="http://www.cinematascabile.com/animazione/porco-rosso-miyazaki-sbarca-anzi-atterra-in-italia/">Porco Rosso</a> di Hayao Miyazaki</li>
<li><a title="Il discorso del re" href="http://www.cinematascabile.com/commedia/il-discorso-del-re-un-dipinto-so-british/">Il discorso del re</a> di Tom Hooper</li>
<li><a title="Il Cigno Nero" href="http://www.cinematascabile.com/sociale/il-cigno-nero-thriller-psicologico-a-passo-di-danza/">Il cigno nero</a> di Darren Aronofsky</li>
<li><a title="The Social Network" href="http://www.cinematascabile.com/sociale/the-social-network-il-lato-oscuro-di-facebook/">The social Network</a> di David Fincher</li>
<li><a title="Mammuth" href="http://www.cinematascabile.com/commedia/mammuth-un-film-di-benoit-delepine-e-gustave-kervern/">Mammuth</a> di Benoit Delepine e Gustave Kervern</li>
<li><a title="Il responsabile delle risorse umane" href="http://www.cinematascabile.com/commedia/il-responsabile-delle-risorse-umane-da-gerusalemme-in-romania-fino-ad-approdare-al-pub-allangolo/">Il responsabile delle risorse umane</a> di Eran Riklis</li>
<li><a title="Il ragazzo con la bicicletta" href="http://www.cinematascabile.com/sociale/il-ragazzo-con-la-bicicletta-fiaba-sociale-dei-fratelli-dardenne/">Il ragazzo con la bicicletta</a> di Jean-Pierre e Luc Dardenne</li>
<li><a title="Cirkus Columbia" href="http://www.cinematascabile.com/drammatico/cirkus-columbia-la-metafora-di-danis-tanovic-della-jugoslavia-prima-della-guerra/">Cirkus Columbia</a> di Danis Tanovic</li>
<li><a href="http://www.cinematascabile.com/drammatico/il-primo-incarico-di-giorgia-cecere-in-un-piccolo-mondo-antico/">Il primo incarico</a> di Giorgia Cecere</li>
<li> Angele e Tony di Alix Delaporte</li>
</ol>
<h2><span id="more-1457"></span>Angele e Tony di Alix Delaporte</h2>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/06/angele-tony480.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1461" title="Angele e Tony" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/06/angele-tony480.jpg" alt="Angele e Tony" width="480" height="300" /></a></p>
<p>Quest&#8217;ultimo è l&#8217;unico che non ho finora recensito su Cinema Tascabile e approfitto quindi per raccontarvene qualcosa&#8230;<br />
<em>Angele e Tony </em>è <strong>una romantica quanto atipica storia d&#8217;amore che nasce dall&#8217;incontro casuale di due anime solitarie</strong>: <em>Angele</em> è una ragazza con tanti guai alle spalle, appena uscita dal carcere e alla disperata di recuperare l&#8217;affidamento del figlio; <em>Tony</em> è un marinaio del porto che più che adulto vive con la madre. Due <strong>personalità ruvide</strong> che non riescono ad entrare in sintonia, ma che hanno in realtà molto in comune. La discrezione dei due caratteri e dei loro sentimenti è sapientemente interpretata dall&#8217;occhio della telecamera, che coglie sguardi, smorfie, dettagli, movimenti e posture che decrivono gli sbalzi d&#8217;umore e le emozioni dei due protagonisti. A piccoli passi proceduno l&#8217;uno verso l&#8217;altra, finché tra timidi sguardi e sorrisi accennati si fa largo un sentimento più profondo e un affetto sentito. Un amore timido, un film delicato, sentimenti in punta di piedi, poche parole sono gli ingredienti che usa <strong>Alix Delaporte</strong>, una regista arguta e certosina che ci regala un piccolo ritratto umano su uno splendido sfondo: un <strong>villaggio costiero del Mare del Nord in</strong> <strong>Normandia</strong>, di cui si sembra sentire l&#8217;odore del mare e del vento, l&#8217;aria fredda e pungente, il puzzo del pesce sulle mani, il cingolare delle ruote della bicicletta, il fruscio della natura.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/06/nromandia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1462" title="Normandia in Angele e Tony" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/06/nromandia.jpg" alt="Normandia" width="480" height="253" /></a></p>

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		<title>Habemus Nannim &#8211; il Papa di Moretti sbarca a Cannes</title>
		<link>http://www.cinematascabile.com/commedia/habemus-nannim-il-papa-di-moretti-sbarca-a-cannes/</link>
		<comments>http://www.cinematascabile.com/commedia/habemus-nannim-il-papa-di-moretti-sbarca-a-cannes/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 May 2011 17:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Atte</dc:creator>
				<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno il cinema italiano può considerarsi davvero ben rappresentato alla sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes: due dei registi più importanti e affermati del nostro panorama cinematografico concorreranno per aggiudicarsi la prestigiosa Palma d&#8217;Oro, cercando di stupire ed emozionare una giuria presieduta da Robert De Niro e composta, tra gli altri, da Jude Law e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno il cinema italiano può considerarsi davvero ben rappresentato alla <strong>sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes</strong>: due dei registi più importanti e affermati del nostro panorama cinematografico concorreranno per aggiudicarsi la prestigiosa Palma d&#8217;Oro, cercando di stupire ed emozionare una giuria presieduta da Robert De Niro e composta, tra gli altri, da Jude Law e Uma Thurman. I cineasti in questione sono Paolo Sorrentino, che dopo il più che meritato Premio della Giuria conquistato tre anni fa grazie a &#8220;Il Divo&#8221; ritorna con &#8220;This must be the place&#8221;, una produzione internazionale con Sean Penn nelle vesti di protagonista, e <strong>Nanni Moretti</strong>, già trionfatore a Cannes nel 2001 per &#8220;La Stanza del Figlio&#8221;, in lizza con &#8220;Habemus Papam&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/05/habemus-papam.jpg"><img class="size-full wp-image-1337 alignnone" title="Habemus Papam" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/05/habemus-papam.jpg" alt="Habemus Papam" width="487" height="305" /></a></p>
<p>Mentre per vedere in sala l&#8217;ultimo lavoro di Sorrentino è necessario aspettare il 14 ottobre, il Papa di Moretti è già approdato sul grande schermo lo scorso 15 Aprile, ottenendo un notevole successo di critica e pubblico; successo ribadito per altro dalle positive reazioni che hanno accolto il film alla sua presentazione sulla croisette il 13 Maggio. <strong>&#8220;Habemus Papam&#8221; è un film strano, il più strano dei film di Moretti ma anche il più maturo</strong>.</p>
<p><span id="more-1324"></span></p>
<p>La storia è quella di un anziano cardinale francese, Melville, che a sorpresa viene eletto dal conclave come successore del pontefice appena scomparso: mentre il cardinale protodiacono sta per annunciare alla folla di fedeli accorsa a Piazza San Pietro il nome del nuovo Papa secondo la celebre formula che dà il nome al film, Melville, in preda a una crisi di panico, lancia un urlo lancinante e corre via. Il peso schiacciante della responsabilità gli impedisce di accettare l&#8217;investitura papale. Il segretario di Stato decide dunque di rivolgersi  allo psicanalista ateo Brezzi (interpretato da Nanni Moretti) per convincere il neo-eletto a sconfiggere le proprie paure, i propri timori e rivelarsi finalmente a tutto il mondo. Gli sforzi dello psicanalista risultano vani anche a causa delle costrizioni imposte dal clero, che gli impediscono di scandagliare a fondo la psiche di Melville. Condotto fuori San Pietro per essere sottoposto alle cure della moglie di Brezzi (Margherita Buy), anch&#8217;essa psicanalista, il pontefice, in abiti civili, si dà alla fuga mescolandosi alla folla della Capitale. Il mondo nel frattempo aspetta con ansia la rivelazione del nuovo vicario di Cristo ma dal momento che il suo nome non è stato pronunciato dal protodiacono il conclave non può dirsi ancora terminato e dunque nessuno può abbandonare il Vaticano. Intrappolato assieme agli altri cardinali in una sorta di limbo, Brezzi organizza un campionato di pallavolo per nazioni in un clima spensierato e giocoso, destinato a durare fino al ritorno di Melville, ormai pronto a comunicare a tutti la propria decisione.</p>
<p><a href="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/05/habemus-papam-cover.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1338" title="Habemus Papam" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/05/habemus-papam-cover.jpg" alt="Habemus Papam" width="487" height="244" /></a><br />
&#8220;Habemus Papam&#8221; è un film strano perchè Moretti si discosta dalle tematiche e dalle realtà alle quali ci ha da sempre abituato (un film sull&#8217;attualità politica sarebbe stato forse di un pessimismo sconcertante) scegliendo un contesto e un soggetto del tutto inedito: <strong>un Papa riluttante e incapace di assurgere al suo compito, schiacciato dal peso del proprio ruolo</strong>; un ruolo che non ha scelto certo lui e che non è in grado di sostenere come vorrebbe. In questo elogio del rifiuto e dell&#8217;inadeguatezza è possibile rispecchiarsi con empatia nell&#8217;umanità di Papa Melville, interpretato da <strong>uno strepitoso signore novantaduenne che si chiama Michel Piccoli</strong>, senza il quale, a detta di Moretti (ma come dargli torto!) &#8220;sarebbe stato un film più triste&#8221;.</p>
<p>Tra Cappella Sistina e stanze vaticane minuziosamente ricostruite, Moretti si muove in un ambiente, quello del clero, verso il quale non manca di sottolineare il proprio scettico, spesso stizzito, disappunto: si prendano ad esempio le discussioni tra lo psicanalista e il cardinale Gregori (Renato Scarpa). Eppure Moretti lo fa sempre con molto rispetto, con un tocco profondo e delicato a un tempo, sia nella regia che nella costruzione dei personaggi: si guarda con affetto a quei cardinali giocherelloni, molto umani, per nulla bacchettoni; anche se a volte si eccede col macchiettismo, come nella sequenza (molto bella) del campionato di pallavolo.</p>
<p>Accompagnato dalla <strong>stupenda canzone di Mercedes Sosa, &#8220;Todo Cambia&#8221;</strong>, &#8220;Habemus Papam&#8221;, scritto dallo stesso Moretti assieme a Piccolo e Pontremoli, è un film che ci accomuna tutti i<strong>n quel grido disperato di dolore e umana inadeguatezza lanciato da un Papa amante del teatro che vorrebbe recitare ancora Checov sulle scene e che invece si trova costretto guidare le sorti del cattolicesimo</strong>. E&#8217; forse il film più bello di Moretti, &#8220;Habemus Papam&#8221;, quello in cui mette finalmente da parte i narcisimi e i tic che lo hanno reso una delle figure più amate/odiate del nostro cinema. Dunque Habemus Palmam? E&#8217; dura quest&#8217;anno in quel di Cannes e forse Nanni ha poche chances di bissare il successo di una decade fa.<br />
Ma va bene comunque così.</p>
<p>Antonio Atte</p>

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		<title>Boris &#8211; il film</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 19:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Atte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Dopo Lo Squalo un altro gigante del cinema&#8221; recita il tagline della locandina che ha pubblicizzato l&#8217;uscita di &#8220;Boris &#8211; il film&#8221;; uscita che era prevista per il 20 novembre del 2010 e che invece è stata posticipata al primo aprile di quest&#8217;anno. Arriva dunque sul grande schermo la trasposizione cinematografica di una delle serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dopo <em>Lo Squalo</em> un altro gigante del cinema&#8221; recita il tagline della locandina che ha pubblicizzato l&#8217;uscita di &#8220;Boris &#8211; il film&#8221;; uscita che era prevista per il 20 novembre del 2010 e che invece è stata posticipata al primo aprile di quest&#8217;anno. Arriva dunque sul grande schermo la trasposizione cinematografica di una delle serie televisive italiane più seguite degli ultimi anni, trasmessa prima dalle reti satellitari Fox e FX e poi da Cielo in chiaro sul digitale terrestre.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1331" title="Boris il Film" src="http://www.cinematascabile.com/wp-content/uploads/2011/05/Boris.jpg" alt="Boris il Film" width="482" height="347" /></p>
<p>Se la serie ci mostra il dietro le quinte de &#8220;Gli occhi del cuore 2&#8243;, una squallida fiction televisiva stile CentoVetrine della quale <em>René Ferretti,</em> coadiuvato da una troupe sgangheratissima, è il regista, in &#8220;Boris &#8211; il film&#8221; vediamo René (un bravissimo <em>Francesco Pannofino</em>) alle prese con l&#8217;ennesima fiction filoclericale intitolata &#8220;Il giovane Ratzinger&#8221;. Ormai stufo di sguazzare nella tv di bassa lega, René cerca di ritagliarsi una dignità artistica e punta al grande salto: dirigere un film impegnato, stile &#8220;Gomorra&#8221;, per il cinema. L&#8217;occasione dopo tanta attesa arriva ed è molto ghiotta: gli viene offerta infatti la possibilità di dirigere l&#8217;adattamento cinematografico de &#8220;La Casta&#8221;, il best-seller di Rizzo e Stella che ha messo a nudo il malcostume e i privilegi del sistema politico italiano.</p>
<p><span id="more-1325"></span>Per le riprese del film René manda al diavolo la sua vecchia troupe, troppo provinciale e più adatta a una fiction di serie B che ad una pellicola di impegno civile, e convoca al suo fianco veri professionisti del cinema; ma una volta accortosi del loro comportamento ipocrita René sarà costretto a puntare nuovamente sui suoi collaboratori storici, tra cui il direttore della fotografia cocainomane <em>Duccio Patanè</em> e il cameraman <em>Augusto Biascica</em>.</p>
<p>La vita al cinema non è affatto semplice per René, costretto ad affrontare numerose vicissitudini: dalle manie di protagonismo dell&#8217;attore <em>Stanis La Rochelle</em>, determinato a interpretare <em>Gianfranco Fini</em> a tutti i costi, alla totale incapacità di<em> Corinna Negri,</em> soprannominata non a caso &#8220;la cagna maledetta&#8221;; dalle crisi di insicurezza di <em>Marilita Loy</em>, l&#8217;attrice di punta del film, alla morte improvvisa e spiazzante di <em>Francesco Camp</em>o, altra star della pellicola. Questi ed altri disastri inducono René a cedere al sistema, dalle cui costrizioni aveva sempre cercato di districarsi: &#8220;La Casta&#8221;, film di impegno civile, diventa dunque &#8220;Natale con la Casta&#8221;, un volgare e commerciale cine-panettone che di colpo desta l&#8217;interesse dei distributori, impazienti di impacchettarlo e darlo in pasto alle risate di un pubblico italiano sempre più triviale e incolto.</p>
<p>Divertente, ironico, pungente e straordinariamente perspicace, &#8220;Boris &#8211; il film&#8221;, diretto da <em>Ciarrapico, Torre e Vendruscolo</em>, riesce a farci ridere di gusto di tutti i mali che affliggono il sistema-cinema in Italia. &#8220;La televisione è come la mafia: una volta entrato non ne esci più&#8221; dice René in una delle sue battute più memorabili. Lo strapotere della tv, organo di controllo sociale anche grazie alle sue mansuete fiction per casalinghe e sagrestani (e per questo foraggiato in abbondanza dalla politica a scapito di un cinema di impegno sempre più bistrattato) è il tema centrale attorno a cui ruota &#8220;Boris&#8221;.</p>
<p>Si aggiungono poi numerose altre (amare) riflessioni, come la constatazione che il cine-panettone è l&#8217;unico genere in Italia capace di catturare l&#8217;attenzione di grosse fette di pubblico, e quindi un modello a cui anche chi vuol fare cinema di un certo &#8220;spessore&#8221; è costretto ad adeguarsi e conformarsi per poter sopravvivere. Si ride molto degli attori, in &#8220;Boris&#8221;: c&#8217;è il malato di protagonismo, quella nevrotica dalla recitazione biascicata (Marilita Loy, che rimanda probabilmente a <em>Margherita Buy</em>), la &#8220;cagna maledetta&#8221; negata e raccomandata, la star eroinomane. C&#8217;è la sinistra &#8220;ostriche e champagne&#8221; con i tre sceneggiatori di &#8220;Scrittura Democratica&#8221; devoti al tennis e al dio denaro, c&#8217;è l&#8217;eterna soggezione verso il cinema americano dei roboanti effetti speciali, c&#8217;è il funzionario Diego Lopez (un grande Antonio Catania), che dalla comoda poltrona del suo elegante ufficio di addetto alla sezione fiction passa ad indossare i golfini ammuffiti e gli &#8220;occhialini alla Gramsci&#8221; come quelli della sezione cinema, oltre a tanti altri personaggi di contorno interpretati da un cast perfetto.</p>
<p>C&#8217;è tutto e si ride di tutto in questo film che guardando al cinema e alla televisione ci parla del malessere dell&#8217;Italia di oggi, della sua allergia antropologica alla cultura, della sua assuefazione a modelli di intrattenimento superficiali e dementi. Ed ecco dunque che i politici corrotti della Casta diventano simpatici e abbronzati puttanieri protagonisti di un film di Natale, tra le grasse risate di un pubblico che forse li preferisce così perché è proprio come loro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Antonio Atte</strong></p>

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