Archive for cineforum/scuole

19 Giu 2011

Il ragazzo con la bicicletta, fiaba sociale dei fratelli Dardenne

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Siamo agli sgoccioli della stagione cinematografica; dalla prossima settimana iniziano le proiezioni all’aperto e l’occasione per recuperare “i perduti della stagione”. Anzi potrebbe essere un’idea fare una classifica dei film imperidibili del 2010-2011 e andarli a scovare nelle rassegne estive. Prima di questo però, per chi ha ancora voglia di un cinemino in settimana, consiglio “Il ragazzo con la bicicletta” di Jean-Pierre e Luc Dardenne.

Il ragazzo con la bicicletta

Chi già conosce e ama i due registi di Liegi sa cosa aspettarsi e non verrà deluso; per gli altri potrebbe essere una bella scoperta. I Dardenne mi viene da paragonarli a un Ken Loach alla francese: come il regista inglese infatti affrontano temi sociali di alta drammaticità, che hanno come protagonisti piccoli e grandi uomini e donne. Il protagonista di questa pellicola è Cyril, un ragazzino di 12 anni, con un visetto ancora da cucciolo, ma la grinta e il desiderio di autonomia e di rivalsa di un uomo. Pur vivendo da oltre un mese in un istituto, si rifiuta di accettare che il padre lo abbia abbandonato e con caparbietà continua a cercarlo, finchè nella sua personale battaglia contro il mondo incontra Samantha (Cecil de France, che abbiamo visto di recente in Hereafter di Clint Eastwood), una parrucchiera che si prende a cuore fin da subito il piccolo Cyril e con rispetto e delicatezza cerca di aiutarlo e ridargli un equilibrio affettivo.

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05 Giu 2011

Il primo incarico di Giorgia Cecere in un piccolo mondo antico

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In questa domenica dal tempo incerto, volevo raccontarvi di un piccolo film, un po’ timido, dalle potenzialità non completamente espresse, degnato di poca pubblicità e poco circuito. Si tratta de “Il primo incarico” di Giorgia Cecere, opera prima di una sceneggiatrice che ha già lavorato con Edoardo Winspeare e Gianni Amelio e che ora prova l’esperienza registica. Il film è ambientato in Puglia negli anni ’50 e racconta la storia di una giovane maestra che come primo incarico viene inviata a 150 km da casa in uno sperduto paesino, che non offre nulla, ma soprattutto in cui sembra essersi fermato il tempo e in cui si vivono situazioni quasi ottocentesche. Il film è incentrato tutto intorno al personaggio di Nena, una giovane donna intelligente e volitiva, che cerca la propria realizzazione in un mondo maschilista, dove la libertà di autodeterminazione è condizionata dalle convenzioni sociali e dalla mancanza di alternative.

Il primo incarico

Il ritratto di un sud al naturale, in cui si riesce a ricostruire senza grossi artifici un piccolo mondo antico, fatto di poche parole e gesti di eredità secolare che si ripetono come se il tempo fosse segnato da una clessidra rotta. Ne appare un sud, molto lontanto dalla rappresentazione quasi macchietistica a cui siamo stati abituati da un cinema italiano, che spesso pecca di ostentato provincialismo. Campi lunghi, movimenti lenti, l’occhio di una telecamera attenta, che indugia sugli sguardi e sui movimenti lenti, che ricorda e beneficia di un respiro di cinema orientale, forse grazie all’influenza del co-scenografo Yang Li Xiang. Read more

15 Mar 2011

The Social Network (il lato oscuro di Facebook)

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Wallpaper di The Social Network

E’ l’inquietudine il sentimento che mi ha pervasa per quasi tutta la durata di “The Social Network“, e – diciamolo subito – chi vuole vedere un film su Facebook dovrebbe scegliere un’altra pellicola. Non ho ancora visto “Il discorso del Re”, quindi non posso sapere se la Notte degli Oscar è stato un furto ai danni di un’opera che meritava maggiori attenzioni, ma qui il regista David Fincher (David, mi avevi già abbondamente convinta con Seven, con Fight Club hai guadagnato la mia stima eterna e ora ti meriti un inchino) è capace di dirigere con la solita maniacalità – si parla anche di 99 ciak per scena!!! – attori nati per questi ruoli, in primis Jesse Eisenberg e Andrew Garfield, ma notevole è anche l’interpretazione di Justin Timberlake (no, non è un omonimo, è proprio l’ex front man della boy band ‘N Sync). Non è un biopic su Mark Zuckerberg - anche se inizialmente potrebbe sembrarlo – nè la storia di un successo finanziario, perchè è mostrato con evidenza il disinteresse del padre, o meglio di uno dei padri, di Facebook per il denaro. Lo sceneggiatore Aaron Sorkin ha voluto raccontarci i retroscena nascosti tra le righe di codice del più popolare social network del mondo, analizzando nel dettaglio la nascita e la crescita di un’ossessione, quella che porta un genietto di Harvard (e lì a quanto pare abbondano) a creare il programma del secolo, trasformandosi da nerd del dormitorio al più giovane miliardario del mondo (ma sempre nerd, sia chiaro). La stessa ossessione che colpisce anche molti utenti di Facebook, dentro e fuori il film, che entrano di continuo nella loro pagina e controllano in modo maniacale quel che fanno i loro amici… meccanismo al quale, come vedrete, non è immune nemmeno il nostro buon Mark. E alla fine resta solo una domanda: ma Zuckerberg ci è o ci fa? Cioè puoi davvero essere così preso dalla tua creatura da non accorgerti che sta distruggendo tutti i legami della tua vita? Forse si, o forse tutto il senso di questa storia è racchiuso nella battuta “Non sei uno stronzo, Mark. Cerchi solo ostinatamente di esserlo”. Una curiosità che vi farà apprezzare maggiormente il film: i gemelli Winklevoss sono in realtà interpretati da un unico attore (e quando vedrete la scena della gara di canottaggio – sublime! – apprezzerete questo piccolo aneddoto, credetemi).

ps: la citazione che non mi levo più dalla testa?! Erika: “È meglio se restiamo amici, Mark” – MZ: “Io non voglio amici”. Punto.