Il ritratto della pittrice Frida Kahlo della resgista Julie Taymor dedicato ad una nuova piccola Frida.
Il 17 febbraio scorso è nata la piccola Frida, a cui i genitori hanno deciso di affidare un nome insieme illustre e anticonformista e a cui ho deciso di dedicare questa recensione, come piccolo dono di buon auspicio per affrontare la vita con la vivacità, l’ironia, la passione e la caparbietà della piccola e grande Frida Kahlo.
Mi è capitato di recente di vedere Frida di Julie Taymor, biografia romanzata della rivoluzionaria pittrice messicana, nata nel 1907 e rivalutata di recente in Europa. Una vita travagliata quella della giovane Frida, che a 17 anni rimane vittima di un incidente in autobus, che le costerà una lunga degenza e continui interventi chirugici, oltre ad una continua sofferenza fisica, che la accompagnerà tutta la vita. Eppure è proprio grazie alla lunga e noiosa degenza a seguito dell’incidente che Frida si avvicina alla pittura. Una pittura che fin dall’inizio assume uno stile originale, subito notato da un illustre pittore murale dell’epoca Diego Rivera, che diventerà suo amante prima e sposo poi. Il film incentra buona parte del raccontro proprio sulla travagliata storia d’amore tra i due artisti, rimanendo invischiato in dinamiche da melò. Cionostante, la registra riesce a tratteggiare un dipinto vivo e appassionante della giovane artista irriverente. Particolarmente apprezzabile è la vena surrealista che assume il film in diversi passaggi, che sottolineano momenti chiave della vita di Frida con inserti allegorici tratti direttamente dai suoi dipinti. Read more










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