Archive for biografie

19 Feb 2012

A Frida, irriverente, appassionata e caparbia pittrice messicana

No Comments biografie, festa della donna, personaggi, sociale, storico, surreale

Il ritratto della pittrice Frida Kahlo della resgista Julie Taymor dedicato ad una nuova piccola Frida.

Il 17 febbraio scorso è nata la piccola Frida, a cui i genitori hanno deciso di affidare un nome insieme illustre e anticonformista e a cui ho deciso di dedicare questa recensione, come piccolo dono di buon auspicio per affrontare la vita con la vivacità, l’ironia, la passione e la caparbietà della piccola e grande Frida Kahlo.

Salma Hayek interpreta Frida Kahlo

Mi è capitato di recente di vedere Frida di Julie Taymor, biografia romanzata della rivoluzionaria pittrice messicana, nata nel 1907 e rivalutata di recente in Europa. Una vita travagliata quella della giovane Frida, che a 17 anni rimane vittima di un incidente in autobus, che le costerà una lunga degenza e continui interventi chirugici, oltre ad una continua sofferenza fisica, che la accompagnerà tutta la vita. Eppure è proprio grazie alla lunga e noiosa degenza a seguito dell’incidente che Frida si avvicina alla pittura. Una pittura che fin dall’inizio assume uno stile originale, subito notato da un illustre pittore murale dell’epoca Diego Rivera, che diventerà suo amante prima e sposo poi. Il film incentra buona parte del raccontro proprio sulla travagliata storia d’amore tra i due artisti, rimanendo invischiato in dinamiche da melò. Cionostante, la registra riesce a tratteggiare un dipinto vivo e appassionante della giovane artista irriverente. Particolarmente apprezzabile è la vena surrealista che assume il film in diversi passaggi, che sottolineano momenti chiave della vita di Frida con inserti allegorici tratti direttamente dai suoi dipinti. Read more

06 Ott 2011

Steve Jobs, pirata della Silicon Valley

2 Comments Eventi, biografie, personaggi

Come molti di voi, sto ascoltando i racconti della miracolosa vita di Steve Jobs e onestamente mi sembra di ascoltare il solito panegirico post mortem che lo stesso Steve forse non avrebbe apprezzato, o forse sì perchè in fondo era un gran narcisista, ma in ogni caso mi sembra un po’ stracciata…

Steve il sognatore: “Steve credeva in un sogno, in cui il consiglio di amministrazione di Apple non sempre ha creduto…”, mah che lavorasse per un sogno ne dubito,  che testimoniasse come l’interesse per il profitto possa coincidere con la realizzazione personale e professionale questo sì.

Ha cambiato i destini del mondo, perchè anche chi stava sotto dittatura è riuscito ad uscire dall’isolamento grazie ai dispositivi inventati da Steve” Oddio che in Iran, Palestina e Africa settentrionale fossero tutti lì col Mac, l’iPad e l’iPhone ho qualche dubbio e poi diciamocelo non mi pare proprio che Jobs fosse un celebratore della democrazia. Piuttosto l’ideologia della semplicità, del design funzionale, della “leggerezza” del “think different” è in fondo una filosofia di nicchia, per pochi eletti.

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