Wall-E è una storia semplice. Un robottino spazzino che vive solo, da secoli, su una terra abbandonata nella sporcizia, si innamora di una robottina esploratrice inviata dai discendenti degli uomini per cercare tracce di nuova vita. Assieme a Wall-E, la robottina riporta a casa gli umani e tutti sono felici e contenti eccetera. Carino, no?
La grafica è strepitosa, il realismo è quasi eccessivo. Il contrasto tra Wall-E, vecchio (vintage) modello meccanico ad energia solare, ed Eva, modernissima unità levitante a propulsione positronica, lascia a bocca aperta. Fortissimi gli umani obesi, disegnati in cartoon style per evidenziarne il degrado rispetto all’età dell’oro dell’umanità, rappresentata da antichi videotape di Fread Astaire, che Wall-E osserva e cerca di imitare. Niente da dire sull’anima green del film. Fin qui tutto ok.
Il problema è che mi è capitata tra le mani una copia in Div-x doppiata in russo.
Eh già.
Credo fosse russo, perché si sentivano molti “DA DA”, e i pochi dialoghi del film sembravano un discorso tra Ivan Drago e Boris Elsin. Wall-E si struggeva il cuore per Eva chiamandola con uno stranissimo “Yeva”, splendido suono che è subito entrato nel mio lessico quotidiano.
Non si capiva nulla. Mia moglie si è addormentata in un lampo. Io ho dedotto l’intreccio grazie alle immagini: per fortuna è Disney.
Ma lo spunto è interessante per raccontarci com’è cambiata la fruizione dei film. In internet si trova veramente tutto. Davvero. Ci sono film che nemmeno i loro registi ricordano di aver fatto. Qualsiasi titolo venga in mente. Però, la qualità fa schifo nel 95% dei casi.
Cerchi i Puffi su E-Mule, ed è facile che scarichi un porno con nanetti strafatti di Viagra. Fai per recuperare Rocky IV sul Torrent, e devi subire quattro ore di ska-punk moldavo. E anche quando il film è quello giusto, l’audio è indecente e i capelli degli spettatori in prima fila si muovono di continuo.
Del resto, se vai a comperare un DVD ti costa 10 euro nei cestoni degli scarti, 15 euro per le offerte di tre anni fa, e dai 20 euro in su per i titoli nuovi. Non parliamo dei Blu-Ray, venduti a peso d’oro, o dei titoli d’essay, introvabili anche nelle videoteche. Chi li spende 40 euro, quando in internet è tutto gratis, anche se molto brutto?
Allora, la mia domanda è: non c’è un modo per avere offerta illimitata, qualità buona e prezzi bassi? Tecnicamente si dovrebbe poter fare. Non c’è da guadagnarne tutti?
5 euro li avrei pagati volentieri per capire come diavolo Wall-E è riuscito a conquistare il metallico cuore di Yeva ed i suoi glaciali occhioni blu. Si sa mai che devo andare a Mosca.
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WALL-E IN DIV-X
Omaggio a Luciano Emmer, papà del Carosello

Emmer e il Carosello
Questa settimana è scomparso il regista Luciano Emmer, regista cinematografico, ma soprattutto pubblicitario. Emmer è considerato l’inventore del Carosello:ne ha girato la prima sigla (i cosiddetti siparietti) e ha diretto moltissimi spot con artisti famosi come Totò, Walter Chiari, Mina, Dario Fo e molti altri.
La piazza degli auguri, Luciano Emmer, 1975
Persepolis 2.0 di Sina e Payman
Persepolis 2.0 è uno dei tanti progetti a sostegno dell’onda verde iraniana, un fumetto breve che riprende alcune delle tavole del celebre Persepolis di Marjane Satrapi. Cambiando l’ordine delle strisce e riscrivendo le battute pronunciate dai personaggi viene raccontato quanto sta succedendo in Iran dall’annuncio della vittoria di Ahmadinejad.
Gli autori, Sina e Payman, sono due trentenni iraniani che vivono a Shangai e lavorano nel marketing: “L’idea è nata la sera di domenica 14 giugno, sull’onda delle prime notizie che arrivavano dall’Iran: l’annuncio della vittoria di Ahmadinejad, le proteste in piazza. Eravamo frustrati e depressi. Entrambi avevamo seguito tutta la campagna elettorale da vicino ed è stato tanto rincuorante assistere al coraggio dei cittadini quanto terribile vedere la brutale reazione del regime. Essendo sia persiani che occidentali, abbiamo compreso che ci trovavamo nella posizione adatta per raccontare ai non-iraniani quanto stava accadendo nel paese. E da quel momento abbiamo dedicato tutto il nostro tempo libero per scrivere i testi e avviare il progetto”
Marjane Satrapi non è direttamente coinvolta nel progetto, ma lo ha apertamente appoggiato, autorizzando l’utilizzo dei suoi disegni.
Persepolis 2.0 è stato presentato sugli account personali di Sina e Payman su Facebook e sul portale iraniano Gooya.com e poi il passaparola. Leggi il fumetto


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