Una minestra di ricordi infarinati di nostalgia mi ha portato a vedere ieri sera un bel filmetto italo-brasiliano: Estomago.

Ne avevo letto molto poco. Una sinossi un po’ mal fatta lo faceva passare per un noir psicologico che, intrecciando i racconti dell’apprendistato di un cuoco e di un suo periodo passato in prigione, tiene alta la suspense nello spettatore. Pareva che l’accento fosse messo sul dubbio temporale degli eventi e sulle rispettive motivazioni. Una specie di Memento in salsa bechamelle. Dopo averlo visto risulta, tutt’al più, alla puttanesca.

Personalmente mi è parso un ottimo rifacimento del Pranzo di Babette, marinato in una salamoia italo-brasiliana più contemporanea e pulp. Magari i due film non hanno niente a che vedere, ma le cailles en sarcofages e la saporita zuppa con pane raffermo che giova al corpo e allo spirito dei vecchietti nordici vengono rimpiazzate da coxinhas fritte e pollo stufato che ammorbidiscono il temperamento di pubbliche mogli, ladri, assassini e tipi strani. E se in Babette può esserci una componente di cristiano amore latente (ammesso e non concesso), in Estomago la voluttuosità e l’avidità dei morsi, i maccheroni degustati durante un amplesso e il parallelismo tra impastare e palpeggiare evitano qualsiasi riferimento morale. Mentre guardavo il film mi ripromettevo di provare il gorgonzola con guayava (variante italiana del bocadillo o Romeo e Giulietta) e rimpiangevo di non aver provato le formiche culone quando avrei potuto. Il taglio del morbido gorgonzola, la dorata frittura dei pastel o la vaporosa cottura delle cosce di pollo stuzzicano l’appetito e alla fine del film viene voglia di una pasta di mezzanotte, aglio olio e peperoncino. Magari con un filo di rosmarino, sai mai che ci stia bene.

Francamente, di suspense non ce n’è molta, se poi si è visto Encarnacao do Demonio anche una delle scene finali può essere lievemente prevista, senza però alterare il gusto complessivo. Si ridacchia piacevolmente e, di primo acchito, la definirei una commediola tendente al noir, relativamente semplice. E alla fine, restano pure varie idee in testa che vanno oltre il gusto e il piacere.
A mio avviso il trailer rivela alcune scene che è più piacevole scoprire durante la cottura.


Commenti recenti