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11 Gen 2010

Grandissima Huppert: “Home” di Ursula Meier

1 Comment cineforum/scuole, drammatico

Home di Ursula Meier

Ecco una chicca che ha avuto scarsa distribuzione e che ho scoperto ieri quasi per caso! Dopo tanto tempo, un film che mi trasmette veramente la voglia di parlarne: nonostante sia molto duro, ve lo consiglio caldamente per proporlo in eventuali cineforum (per adulti!) poiché si presta molto alla discussione.

Si tratta del primo lungometraggio (2008) della franco-svizzera Ursula Meier, già assistente del grande regista elvetico Alain Tanner.

Un film durissimo, senza sconti, che racconta la storia di una famiglia francese che vive in un morboso isolamento e che si trova a dover far fronte alla riapertura di un’autostrada che passa proprio davanti alla loro abitazione. Il realismo nella descrizione di alcuni tratti non deve ingannare: la pellicola richiede evidentemente un’interpretazione metaforica, che pone a tutti noi un interrogativo profondo. E’ possibile isolarsi dal mondo, chiudersi rispetto al flusso della vita (simboleggiato chiaramente dal traffico autostradale) e ai cambiamenti che arrivano dall’esterno? Aggrapparsi al proprio scoglio, alla casa, alla nazione, alla “home” del titolo? Forse è possibile, sembra dirci la regista, solo a prezzo della morte.

Il film è estremamente ricco e stratificato, leggibile su diversi livelli, non ultimo quello psicoanalitico – dalla situazione quasi incestuosa dell’inizio, che spinge i protagonisti a continue abluzioni simbolicamente purificatrici, si passa in qualche modo all’accettazione di un cambiamento importante all’interno della famiglia (non vi svelo quale!) e all’inevitabile apertura al mondo esterno, in seguito all’attraversamento di un ciclo simbolico di morte e rinascita.

Pur essendo tanto ricco di implicazioni metaforiche, il film ha il pregio di essere costruito benissimo: nonostante la scelta claustrofobica di riprendere unicamente l’interno della casa e i luoghi attigui, e nonostante vi sia uno scarso numero di personaggi, lo spettatore non si annoia mai. Al contrario, la regista ha utilizzato una sapientissima costruzione narrativa, che ci tiene costantemente incollati alla sedia, a chiederci come la storia proseguirà.

E’ davvero imperdibile la grandissima interpretazione – e quando mai si smentisce?!? – di Isabelle Huppert, e non dimentichiamo la presenza di Olivier Gourmet, già interprete di numerosi film dei fratelli Dardenne.

Un film poco pubblicizzato ma validissimo: una lacuna che consiglio a tutti di colmare!