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20 Nov 2011

Melancholia: l’apocalisse di Lars Von Trier danza con Wagner

2 Comments drammatico, fantascienza, giornate natalizie, surreale

Maestoso, inquietante, angosciante, coinvolgente, musicale, commovente, desolante, gelido

Da dove cominciare a parlare dell’ultimo film, Melancholia, di Lars Von Trier. Onestamente non lo so: mi viene in mente una raffica di aggettivi per descriverlo, ma non le parole per raccontarlo.

Di sicuro non parlerò né di Filosofia, né di Mito, né tanto meno scomoderò parallelismi più o meno aulici, come ho letto in diverse recensioni, di cui onestamente non ho capito nulla.

Del buon vecchio Lars – si fa per dire – ho visto diversi film; non mi sono fatta neppure intimidire da Idiots per capirci, eppure ogni volta rimango spiazzata. Cercare un filo logico o una consequenzialità narrativa è da evitare, meglio lasciarsi trascinare nel turbine di non sense, di angosce e fobie della mente di un lucido folle.

Kirsten Dunst in Melancholia

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31 Ott 2011

This must be the place: Sean Penn e Paolo Sorrentino che coppia entusiasmante!

1 Comment commedia, drammatico, musicale

Un’accoppiata perfetta quella tra Sean Penn e Paolo Sorrentino che ci regalano un film davvero superbo.

Paolo Sorrentino mi aveva incuriosito con “L’amico di famiglia” e poi davvero stupito con “Il Divo“; con Must Be the Place fa un ulteriore passo avanti, che lo rende a tutti gli effetti un regista di spessore internazionale. Era già chiaro con Il Divo, che pur raccontando una storia tutta italiana, lo stile aveva un respiro assolutamente internazionale come regia, fotografia, colonna sonora. Un film impeccabile di altissimo livello; un regista completo che non cura solo la storia (come spesso accade per molti film italiani), ma fa di un’ottima storia un gioiello cinematografico, una piccola opera d’arte nel senso letterale del termine.

This must be the place è la storia di una Rock Star del passato, interpretata da un pittoresco e strabiliante Sean Penn, che descriverei come una via di mezzo tra Robert Smith dei Cure e Edward Mani di Forbice di Tim Burton e non è un caso direi! Sorrentino, grazie alle doti indiscutibili di Seann Penn, costruisce un nuovo e indimenticabile personaggio cinematografico, un mix tra un uomo e un fumetto, una creatura fanciullesca, di un’umanità profonda, un Peter Pann un po’ imbranato, che parla con la semplicità di un bambino e di un saggio allo stesso tempo.

Sean Penn in This must be the place

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06 Ott 2011

Steve Jobs, pirata della Silicon Valley

2 Comments Eventi

Come molti di voi, sto ascoltando i racconti della miracolosa vita di Steve Jobs e onestamente mi sembra di ascoltare il solito panegirico post mortem che lo stesso Steve forse non avrebbe apprezzato, o forse sì perchè in fondo era un gran narcisista, ma in ogni caso mi sembra un po’ stracciata…

Steve il sognatore: “Steve credeva in un sogno, in cui il consiglio di amministrazione di Apple non sempre ha creduto…”, mah che lavorasse per un sogno ne dubito,  che testimoniasse come l’interesse per il profitto possa coincidere con la realizzazione personale e professionale questo sì.

Ha cambiato i destini del mondo, perchè anche chi stava sotto dittatura è riuscito ad uscire dall’isolamento grazie ai dispositivi inventati da Steve” Oddio che in Iran, Palestina e Africa settentrionale fossero tutti lì col Mac, l’iPad e l’iPhone ho qualche dubbio e poi diciamocelo non mi pare proprio che Jobs fosse un celebratore della democrazia. Piuttosto l’ideologia della semplicità, del design funzionale, della “leggerezza” del “think different” è in fondo una filosofia di nicchia, per pochi eletti.

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