
Ricostruire al cinema il mondo onirico sotteraneo di Alice, ricco di paradasossi e nonsensi, l’elogio della follia del matematico Luis Carrol dev’essere una sfida pericolosa quanto entusiasmante per un maestro visionario come Tim Burton. Per questo ero molto curiosa di vedere questo film, poteva nascerne un connubio perfetto, condito con le meraviglie del 3D.
Ma nel paese delle meraviglie Tim Burton si è perso: ha smarrito la strada nei mendri di una produzione Disney che deve ammiccare al grande pubblico, bambini soprattutto. Certo lo sappiamo come la Disney ce la metta sempre tutta a smielare anche le fiabe meno conformiste, però neanche la fila di ragazzini dagli 8 ai 12 anni che mi sedeva accanto in sala mi sembrava molto divertita.

disegni di Tim Burton
Esteticamente bello, una scena superlativa enfatizzata dal 3D è quella della caduta di Alice verso il paese delle meraviglie. Impatto visivo notevole, colori, animali, personaggi. Non condivido l’opinione di chi ha scritto, che viene voglia di andarsene dalla sala dopo mezz’ora. Il film è assolutamente gradevole e accattivante. Delude perchè il regista è Burton, perchè fino all’ultimo ci aspettiamo un finale politicamente scorretto, ma niente: un film contro l’anticonformismo che più conformista non si può.
Il film infatti pecca, a mio parere, di superficialità e anche un po’ di buonismo. Con alcune eccezioni: il personaggio di Helena Bonham Carter, la regina di cuori, è incantevole nella sua bruttezza, dipinto in chiave moderna come una donna isterica, capricciosa e con problemi emotivi e salvo appieno anche Jhonny Deep con il suo cappellaio matto, un personaggio nuovo e arricchito rispetto al libro. Però ricordate che simpatici bastardi fossero il brucaliffo, lo stregatto, il bianconiglio, i fiori e tanti altri? I personaggi, la maggior parte almeno, che Alice incontra nel suo viaggio sono diabolici, cinici, ricchi di personalità. Questo aspetto nel film si è sicuramente perso, insieme ai livelli di lettura, ai giochi di parole e ai nonsense.
Insomma è una bella fiaba, piacevole, avvincente neanche troppo, perchè con quel cavolo di oracolo ci svelano come proseguirà la storia fin dall’inizio, con bravi attori, affascianante per le scenografie e i costumi, però Burton questa volta mi ha deluso e spero di rivedelo al cinema presto con qualcosa più alla Big Fish per capirci.
Il trailer italiano
3D, fiaba
