Archive for Agosto, 2010

30 Ago 2010

In videoteca su YouTube

No Comments curiosità, sociale

In attesa di uno degli eventi più storici della tradizione del Cinema, la Mostra d’arte cinematografica di Venezia, che giunge quest’anno alla sua 67^ edizione, ecco che dal Financial Times arriva una notizia fresca fresca di Cinema 2.0. Sembra che entro la fine dell’anno Google lancerà un servizio di noleggio e vendita di film su You Tube, grazie agli accordi con i maggiori studios hollywoodiani.

Di proprietà di Google dal 2006, You Tube, pare faccia incassare non più di 200 milioni di dollari l’anno (è stato acquistato per 1,65 miliardi di dollari) che provengono per la maggior parte dagli annunci pubblicitari e il lancio del servizio di pay per view potrebbe essere una notevole svolta di business. Infatti i film a noleggio e in vendita dovrebbro essere titoli di grande richiamo, trasformando il principale sito di video sharing in un’immensa vetrina per le grandi major.

Il servizio verrebbe inserito all’interno di Google Tv (nuova piattaforma di Tv interattiva che dovrebbe essere lanciata nel 2011) e la visione di un film costerebbe intorno ai 5 dollari. Inizialmente il servizio sarà attivo negli Usa per poi ampliarsi via via ad altri paesei.

Il terreno è sicuramente fertile per questo tipo di cambiamento, soprattutto negli Usa, dove prendono sempre più piede i televisori dotati di accesso ad Internet e altri prodotti come l’Ipad, ideale per il consumo domestico di intrattenimento multimediale e del resto per primi i grandi colossi (pare che anche Apple, News Corp, Netflix e Hulu si stiano muovendo in questo senso… per saperne di più rimando a questo articolo uscito oggi sulla Stampa) e poi via via gli altri prima o poi dovevano trovare delle leve di business in quell’enorme potenziale mercato che è il web, non rimanendo più semplici spettatori.

Certo un simile servizio potrebbe cambiare completamente la natura di You Tube, da piattaforma di condivisione di videoclip amatoriali a mercato per le aziende, che non compaiono solo come inserzioniste, ma vendono direttamente prodotti e servizi. E mi prende già la nostalgia per la perdita di spontaneità dei contenuti del web 2.0 e di una rete al tempo stesso democratica ed anarchica fatta dagli utenti. Tutto ciò che nasce libero tende poi a essere costretto nelle regole prima di tutto del mercato, però questa volta forse c’è una differenza: è il mercato che si adegua all’utente, ne insegue le tendenze, le abitudini ed i gusti. E allora forse non sarà più la Tv a dettare lo stile di vita e gli interessi degli spettatori, ma viceversa? E forse questo non è una male visto che è dagli anni 80 che la Tv cerca di rimbambirci e privarci di qualsiasi senso critico. Bisognerà prima di tutto vedere il tipo di offerta cinematografica che verrà resa disponibile. Solo polpettoni Holliwodiani o ci sarà spazio anche per produzioni minori? Mi piacerebbe saperlo…

12 Ago 2010

Staying Alive: Tony Manero con tutina e fascetta di spugna, w gli anni 80

No Comments commedia, musicale

Ieri sera alle 23.30 ero già in assetto per andare a dormire. Le giornate di ferie possono essere massacranti, soprattutto quando decidi che in una settimana farai tutte le cose che non hai avuto il tempo si fare nell’ultimo anno. Da “Sono in ferie, vado a piedi” fino ad arrampicarti sui tavoli per montare e smontare tende.
In ogni caso, mi stavo lavando i denti, quando dall’altra stanza sento questo attacco…

Ah come sfuggire al fascino di John Travolta inizi anni’80 in tutina: fantastico!
“Ne vedo solo un pezzetto e poi a nanna”… alla fine chiaramente l’ho visto tutto!
Stayng Alive: troppo anni 80! Per chi non lo avesse visto, è il sequel de “La Febbre del Sabato Sera” e attenzione questo però è diretto da Silvester Stallone! Sono passati pochi anni (la Febbre del Sabato Sera è del 1977, Staying Alive dell’83), ma in Staying Alive John Travolta, giuro, riesce ad essere ancora più truzzo! Tony Manero è un ballerino di origine italiana che vive a New York e le tenta tutte per sfondare; Tony Manero incarna tutti gli stereotipi del Latin Lover di origine italiana. Famiglia all’antica, madre che cucina e raccomanda di non accettare mai ruoli in cui spogliarsi per non prendere freddo; lui splendido, super tamarro, simpatico, sbruffone, inaffidabile, fedifrago, superficiale, immaturo, ma fascinoso a palla!
Veder ballare l’irriconoscibile (che magro!!) John Travolta è qualcosa di commuovente e, piccola chicca, la protagonista femminile è Cynthia Rhodes, la biondina insegnante di danza di Dirty Dancing, quella che balla con Patrick Swayze prima di Baby e, tra l’altro, proprio Patrick Swayze (sempre nei nostri cuori) fa una piccola apparizione in Stayng Alive durante le prove.

Beh insomma d’estate, quando finalmente finisce la programmazione delle TV, quando ci liberiamo per pochi giorni dei reality e dei talk show, è possibile godersi qualche filmetto leggero, romantico e nostalgico come questo e avere l’occasione di ricordare i mitici anni 80: capelli cotonati, colori sgargianti, abbigliamenti naif, fascette di spugna!!

08 Ago 2010

Draquila, non c’è niente da ridere

No Comments cineforum/scuole, documentario, sociale

Bi-bip messaggio di mia madre dalla Cina “Cos’ha detto la pediatra del piccolo?” Il piccolo in questione, è Oliver, il mio gatto e la pediatra naturalmente la veterinaria. Lo dice per scherzo, anche se in effetti al momento Oliver è il suo unico vero nipote e del resto nella sua vita ha avuto a che fare molto più spesso con pediatri che veterinari e anche a quasi 10mila km di distanza non dimentica di essere madre e forse anche un po’ nonna. Rispondo: “Ha detto che sta mettendo ciccia sulle chiappe e deve stare a dieta”
Era sempre stata simpatica a Oliver la sua veterinaria, ma questa volta stranamente le ha soffiato, deve aver capito al volo che gli aveva prescritto crocchette light vita natural durante. Povero micio ciccione, anche oggi quando gli ho dato la sua ridimensionata razione di crocchette, ha guardato la ciotola e poi mi ha guardato sbigottito con aria interrogatoria: “Perché mi fai questo?”
“Pensa ai poveri mici dell’Aquila”, gli ho detto, ripensando a una delle prime scene del film Draquila, che ho visto qualche sera fa. Un gatto vaga nelle macerie, probabilmente cercando casa sua, magro e spaventato, ignaro del perché tutto questo sia successo proprio a lui, la stessa sensazione che probabilmente provano la maggior parte dei suoi concittadini umani, gli abitanti dell’Aquila, una città di macerie.
Sfiga, casualità, destino tutte cose a cui non si può dare spiegazione e non ci si può che rassegnare e voltare pagina; ma voltare pagina significa ricominciare da quelle macerie e da lì ricostruire, cosa che agli Aquilani è stato impedito di fare. Meglio costruire una nuova città altrove, una città sicura (tre volte antisismica come si spiega nel film), realizzata con materiali moderni e nuove tecnologie, una città costosissima che dà notevoli guadagni ai fortunati imprenditori che hanno ricevuto gli appalti, una città asettica, impersonale, lontana dal vivere quotidiano e dai ricordi, appartamenti completamente riforniti di ogni necessità (che dovranno poi restituire, possibilmente non troppo usurati), compresa la bottiglia di spumante con il benvenuto del Premier e televisori superpiatti che predicano il berluscanesimo. Sembra un film di fantascienza (1984? di cui abbiamo parlato di recente), invece è quello che è successo all’Aquila.


Draquila è un documentario fatto benissimo, alla Michael Moore, come hanno recensito in tanti, ed è vero. Da una presentazione che avevo visto ad Anno Zero, mi ero fatta la sbagliata impressione, che fosse l’ennesima satira della Guzzanti contro Berlusconi, uno sfottò in piena regola. Mi piace la Guzzanti, mi fa ridere, ma su questo argomento non avevo voglia di ridere e temevo che potesse anche lei servirsi di una sciagura come occasione per ridicolizzare il nostro presidente, che tra parentesi, ci riesce benissimo da solo. Invece niente di tutto ciò, il film tratta con indiscutibile rispetto tutta la vicenda, che Sabina cerca di raccontare mettendo insieme le testimonianze di tutti, in primis dei cittadini.

Il film è ricco di informazioni, informazioni che i media tradizionali si sognano di darci (qualcuno ha idea del perché?), informazioni su una politica corrotta, collusa con la mafia, che specula anche sulle vite e sul dolore dei nostri concittadini. E’ un documentario a tutto tondo che analizza in modo tutto sommato oggettivo quello che è successo prima, durante e dopo il terremoto del 6 aprile del 2009. Non risparmia nessuno, neppure una Sinistra, come ormai sempre più spesso, assente. Parla di economia, di politica e soprattutto ci apre gli occhi sull’inquietante e crescente ruolo della Protezione Civile nel nostro paese dal 2001 ad oggi, ma io preferisco raccontarvi della storia di un gatto che torna alle macerie della sua casa, del suo mondo, dei suoi affetti, alla ricerca del suo passato, perché solo da lì per ognuno è possibile ricostruire la propria identità.
Chissà se Oliver, che passa le sue giornate spaparanzato sul mio letto, questa storia l’ha capita… io comunque gliel’ho raccontata.

Il trailer