
A Cannes non c’ero e gli altri film non li ho visti, ma La nostra vita di Daniele Lucchetti è sicuramente un film che un premio lo meriterebbe. Era tanto che non vedevo un film italiano così. Incrociamo le dita…

A Cannes non c’ero e gli altri film non li ho visti, ma La nostra vita di Daniele Lucchetti è sicuramente un film che un premio lo meriterebbe. Era tanto che non vedevo un film italiano così. Incrociamo le dita…
A Parigi io e Franz non abbiamo visto la mostra di Kitano (purtroppo!), ma ci siamo goduti qualche bella serata cinéphile… Soprattutto uno straordinario incontro con i fratelli Quay (dal vivo hai modo di scoprire che sono davvero tanto folli quanto immagini guardando i film!) che hanno presentato una serie di loro corti in una sala gremita del Forum des Images. Ah, Parigi!…
Consigliatissimi in particolare:
- Street of Crocodiles (1986), il corto che ha dato loro la notorietà;
- lo straziante In absentia (2000), con musiche appositamente scritte da Stockhausen;
- The Phantom Museum (2003), su un delirante museo inglese con oggetti medici provenienti da tutto il mondo.
Stupendo poi il loro ultimo corto, Maska (2010), tratto da un racconto di fantascienza polacco dell’autore di Solaris, con musiche di Penderecki… Profondamente emozionante, visivamente strepitoso!

Un'opera della mostra Grosse de peintre di Kitano
Venerdì pomeriggio vado dal parrucchiere, raro momento di massimo relax e svuotamento totale del cervello, facilitato non tanto dal massaggio cranico, quanto dalle conversazioni, autentiche e sublimi agglomerati di non sense… ma questa volta mi imbatto in un giovane parrucchiere fresco fresco di accademia e innumerevoli corsi di perfezionamento, che mi dico neppure un ingegnere nucleare ha passato tanti anni a studiare! Un professionista non c’è che dire: parla pochissimo, se non per darmi disposizioni sulla mia postura, completamente concentrato in ogni movimento: dopo un’ora e mezza di religioso silenzio passata ad osservare allo specchio la fronte corrugata e le gocce di sudore che grondano dal giovane artista, inizio seriamente ad innervosirmi, tossisco, mi dimeno sulla sedia e provo a chiedere al Maestro come siamo, perché avrei un appuntamento… risponde con un’occhiataccia e con un rapido movimento mi lancia un paio di riviste, pure di marzo! Vabbuò Max di marzo non era propriamente quel che più desiderassi leggere in quel momento, ma mai mai essere prevenuti: in mezzo a parecchia gnocca tatan… Beat Takeshi in mostra a Parigi!!

mmm… la cosa si fa interessante
“With this exhibition, I was attempting to expand the definition of “art,” to make it less conventional, less snobby, more casual and accessible to everyone.”
Così Kitano presenta la sua collezione di quadri, sculture e giochi… un autentico lunapark di con installazioni interattive bizzarre. C’è una macchina che genera quadri di Pollock a caso e un’area in cui i visitatori sparano palline di vernice a enormi dinosauri di carta! E poi cartoni animati, strani animali e personaggi, un magico mondo che richiama i ricordi dell’infanzia.
Mitico Takeshi, ve li ricordate i quadri naif di Hana-bi – Fiori di fuco?… certo non propriamente dei capolavori ehehe

Un quadro naif di Hana-bi
Insomma Kitano non si ritiene certo un’artista (per fortuna), ma considera la sua produzione artistica come uno sfogo personale, non si prende troppo sul serio e più che una mostra ha allestito un parco di divertimenti, in cui i visitatori hanno l’opportunità di entrare nel sua mente visionaria: immaginazione e tradizione, satira e pedagogia, bello e kitsch. Avrei proprio voluto vederlo il simpatico folletto Takeshi mentre allestisce tutto questo!

locomotiva a vapore dotata di giganteschi piedi con calzini bucati: uno dei pezzi forti della mostra
Beh se avete in programma un gita a Parigi, non perdete questa occasione!
“Grosse de peintre” Beat Takeshi Kitano 11 marzo > 12 giugno Fondation Cartiér Boulevard raspail 75014 Parigi +33 (0) 1 42185650 Esposizione aperta tutti i giorni a parte il lunedi dalle 11 alle 20. Il martedi aperto fino alle 22. Ingresso 7.50 euro Ridotto 5 euro.Se volete saperne di più e dare un’occhiata al catalogo completo della mostra fate una capatina sul sito della Fondazione Cartier
Insomma tutto sommato devo ringraziare il parrucchiere perfezionista, no?

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