Archive for Gennaio, 2010

11 Gen 2010

Si è spento il raggio verde: omaggio a Eric Rohmer

2 Comments personaggi

E’ morto oggi, ad 89 anni, uno dei padri della Nouvelle Vague, Eric Rohmer. Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia per il raggio verde nel 1943 e Leone d’oro alla carriera nel 2001.

Ho scoperto questo regista negli anni 90 con i racconti delle quattro stagioni e ho iniziato ad amare il cinema francese, fatto di personaggi, sentimenti e tante tante conversazioni. Così poca azione, una colonna sonora ridotta al minimo, ma rumori e suoni naturali e urbani, un cinema intimistico, delicato, ma anche ironico e leggero.

Fenomeni naturali eccezionali sono rivelazioni per i suoi personaggi a cui è lasciata libera l’interpretazione come nel Raggio Verde e ne Le notti della luna piena, a rappresentare l’interazione tra natura fisica e destino umano.

Addio a Eric Rohmer

11 Gen 2010

Grandissima Huppert: “Home” di Ursula Meier

1 Comment cineforum/scuole, drammatico

Home di Ursula Meier

Ecco una chicca che ha avuto scarsa distribuzione e che ho scoperto ieri quasi per caso! Dopo tanto tempo, un film che mi trasmette veramente la voglia di parlarne: nonostante sia molto duro, ve lo consiglio caldamente per proporlo in eventuali cineforum (per adulti!) poiché si presta molto alla discussione.

Si tratta del primo lungometraggio (2008) della franco-svizzera Ursula Meier, già assistente del grande regista elvetico Alain Tanner.

Un film durissimo, senza sconti, che racconta la storia di una famiglia francese che vive in un morboso isolamento e che si trova a dover far fronte alla riapertura di un’autostrada che passa proprio davanti alla loro abitazione. Il realismo nella descrizione di alcuni tratti non deve ingannare: la pellicola richiede evidentemente un’interpretazione metaforica, che pone a tutti noi un interrogativo profondo. E’ possibile isolarsi dal mondo, chiudersi rispetto al flusso della vita (simboleggiato chiaramente dal traffico autostradale) e ai cambiamenti che arrivano dall’esterno? Aggrapparsi al proprio scoglio, alla casa, alla nazione, alla “home” del titolo? Forse è possibile, sembra dirci la regista, solo a prezzo della morte.

Il film è estremamente ricco e stratificato, leggibile su diversi livelli, non ultimo quello psicoanalitico – dalla situazione quasi incestuosa dell’inizio, che spinge i protagonisti a continue abluzioni simbolicamente purificatrici, si passa in qualche modo all’accettazione di un cambiamento importante all’interno della famiglia (non vi svelo quale!) e all’inevitabile apertura al mondo esterno, in seguito all’attraversamento di un ciclo simbolico di morte e rinascita.

Pur essendo tanto ricco di implicazioni metaforiche, il film ha il pregio di essere costruito benissimo: nonostante la scelta claustrofobica di riprendere unicamente l’interno della casa e i luoghi attigui, e nonostante vi sia uno scarso numero di personaggi, lo spettatore non si annoia mai. Al contrario, la regista ha utilizzato una sapientissima costruzione narrativa, che ci tiene costantemente incollati alla sedia, a chiederci come la storia proseguirà.

E’ davvero imperdibile la grandissima interpretazione – e quando mai si smentisce?!? – di Isabelle Huppert, e non dimentichiamo la presenza di Olivier Gourmet, già interprete di numerosi film dei fratelli Dardenne.

Un film poco pubblicizzato ma validissimo: una lacuna che consiglio a tutti di colmare!

08 Gen 2010

Cinema e i reduci: da Gran Torino a Brothers

4 Comments cineforum/scuole, drammatico, guerra, memoria, storico

Inizio d’anno dedicato ai reduci: ho visto Brothers al cinema e Gran Torino in dvd, che mi ero persa. Per Gran Torino rimando al post di Luca e confermo che è un ottimo film, anche se ha un approccio molto americano e che rimane abbastanza sterotipato e prevedibile nel finale, però una bella storia diretta da un ottimo regista.

Brothers è un film da vedere, perchè parla di un argomento scottante di cui si parla poco: cosa succede dei bravi soldati patrioti, reduci dall’Afghanistan? Il tema è affrontato in modo duro, crudo e senza falsi moralismi. Non è una storia di tradimento come potrebbe sembrare dalla locandina o dal trailer del film. E’ la storia di chi resta e di chi torna. Non sempre è auspicabile il ritorno, perchè le vite che scorrono parallelamente rischiano di divergere a tal punto da non incontrarsi mai più. Il problema è piuttosto scottante per una società come quella americana, che non ha mai vissuto la guerra sul proprio territorio e dove la vita continua a scorrere come nulla fosse, mentre i propri soldati fanno e vedono cose che non potranno mai dimenticare. Cosa succede quando una di queste persone torna nel mondo edulcorato che aveva lasciato pochi mesi prima? Cosa succede quando ritorna al mulino bianco e porta con sè gli scheletri che l’america crede di poter nascondere dietro le luci dei grandi magazzini? Bravissimi gli attori, un inquietante Tobey Maguire, agghiacciante negli sguardi e fenomenale la piccola Bailee Madison che ha delle espressioni incredibili (da ammirare la scena del palloncino).

Va visto con calma e attenzione, è un film emotivamente impegnativo, non per ogni serata. Il vecchio Frank e io per i 15 minuti successivi facevamo una certa fatica ad articolare un discorso…

Il trailer italiano