
Domani una delle mie migliori amiche si sposa. Stasera sono stata da lei a dirle le ultime cazzate per alleggerire la situazione, perché il matrimonio è una bella festa, ma è anche un grande stress soprattutto, come al solito, per le donne.
In questi ultimi mesi seguire i preparativi del suo matrimonio mi ha fatto ricordare diverse scene cinematografiche. La prova dell’abito è una fantastica americanata, come nel “Matrimonio del mio migliore amico” o in “Se scappi ti sposo”, con tanto di pedana, palchetto e tutte lì a commentare il tessuto, il pizzo e bla bla bla, mentre la povera sposa è lì che pensa a quando tutto questo sarà finito e salirà sull’aereo che la porterà a migliaia di chilometri da tutti questi preparativi. Eppure sono in molti a sognare un matrimonio semplice, intimo, sobrio, rilassante e poi si ritrovano senza accorgersene in un vortice organizzativo con ritmi che ti fanno pensare che al lavoro in confronto ti rilassi. Proprio come racconta “Il giorno più bello”, filmetto italiano di Massimo Cappelli, niente di esaltante, ma che ha il pregio di evidenziare come un matrimonio all’insegna della semplicità possa trasformarsi in breve in un incubo a causa della tempesta incrociata di consigli di amici e famiglia. Eh sì la famiglia, perché spesso il matrimonio è soprattutto la festa dei genitori… “Il mio grosso grasso matrimonio greco” è una simpaticissima commedia, che racconta la favola di Tula, una ragazza figlia di una famiglia greca dalle solide tradizioni, immigrata a Chicago, che cerca di emanciparsi dalle convenzioni opprimenti e dalle usanze kitsch della sua strampalata “tribù”.
Per chi vuole vedere scene da matrimonio non convenzionale, c’è “In&Out”, commedia ormai datata di Frank Oz, che affronta il tema dell’omosessualità in modo esilarante. Atmosfere gotiche e fiabesche ne “La sposa cadavere” di Tim Burton, piccolo capolavoro visionario di animazione.
Il film che però più di tutti mi ricorda Valentina è “Moonson Wedding” di Mira Nair, con le sue atmosfere orientali, il ritmo coinvolgente delle musiche, le danze, i sapori speziati, i colori sgargianti.
Il migliore però rimane l’indimenticabile “Quattro matrimoni e un funerale” con Mr Bean e lo Spiritoso Santo

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