
In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre oggi 25 novembre, volevo consigliare un film spagnolo, poco conosciuto, ma che affronta questo delicato tema con sensibilità e attenzione.
Ti do i miei occhi, della regista spagnola Iciar Bolain si interroga sul perchè una donna possa rimanere 10 anni al fianco di un uomo fisicamente e psicologicamente violento. L’amor sano e l’amor malato a confronto nelle vite di due sorelle di Toledo, Pilar e Ana. Parabola del matrimonio infelice della più grande, Pilar, mentre la seconda prepara il suo. Il film è rigoroso nel tratteggiare l’incomprensibile – da fuori – sistema di relazioni per cui sì, si può amare e progettare una vita con qualcuno che ti fa morire di paura ogni volta che entra in casa.
Pilar, la protagonista, compie un lento e ondivago cammino verso la consapevolezza di sè, non tanto grazie alla rabbia esplicita della sorella, quanto alla visione indiretta della sua situazione attraverso le chiacchiere delle amiche e il suo nuovo lavoro di guida in un museo. Finchè le riesce di accettare l’idea di una vita da sola e di smettere di maltrattare se stessa in nome dell’Amore.
Un film che va oltre la denuncia, ma scava nella psicologia dei personaggi, che non parla di odio, ma di amore. Adatto a proeizioni pubbliche, ricorrenze, cineforum e adatto anche agli studenti, perchè parla di violenza senza bisogno di mostrarla. Anche perché è la violenza psicologica che provoca ferite più durature e difficili da rimarginare. Non c’è solo la violenza fisica, ma l’umiliazione, la perdita della dignità umana, la frustrazione dei propri sogni e desideri e la paura di averne e di manifestarli. Ed è proprio questo a emozionare e a colpire del film.



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